Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

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Ruote che girano. Sempre e comunque.

Mentre penso al titolo da dare al post di oggi, ascolto “Try” ma non l’originale di Pink, perchè a me piacciono di più le cover, soprattutto quelle di Nicole Cross.

E niente, è proprio vero che quando va tutto bene, la voglia di scrivere ti passa, quasi te ne dimentichi.

E come ad un anno esatto dal terremoto in Emilia, per chi non lo sapesse ci fu il bum di attacchi di panico al pronto soccorso, eccomi qui, un anno dopo la “tragedia” della mia vita.

Definirla “tragedia” poi è troppo. Diciamo che luglio 2015 è stato il periodo dell’inculata epica.

Depressione, lacrime, pianti e crisi respiratorie nel bel mezzo della notte. Questo è stato l’inizio.

La fine è stata: amici, vita nuova, Inghilterra, un nuovo amore e la mia avventura da deficiente un po’ solitaria.

Ad un anno da quella volta, nemmeno mi ricordo più che voce abbia, l’impressione è di aver sprecato 2 anni della mia vita con qualcuno che alla fine è stato inutile. La cosa triste è che probabilmente quel poverino del mio Ex pensa esattamente le stesse cose di me, mentre io quando penso a lui sono del tipo “era tanto carino con me, siamo cresciuti insieme, ma a me piacevano le donne”. #Ruotechegirano

Che poi, io ho continuamente l’ansia di essere come lei. La sua copia esatta. Ho paura che se mai dovesse finire con La Vale, sarà di sicuro per colpa mia e per le mie insicurezze di merda, e per una marea di cose che avrei potuto fare e non ho fatto. E mi sentirò una merda, perchè sarò tutto quello che ho sempre voluto non essere.

Il fatto è che ho bisogno di stabilità, e sono la prima ad essere instabile. E questa cosa che non si sa quando e come La Vale si trasferirà qui, mi destabilizza. E se va male? E se non ci sopportiamo? E se non trova da lavorare? E se l’inglese sarà un problema per lei?

Lei non se ne preoccupa, dice che le basta stare con me. Io me ne preoccupo invece. Io sono la realista drammatica, lei è la sognatrice. E Lei è sempre quella che in me ci vede molto di più di quello che ci vedo io.  Lei mi vede per la splendida persona che non sono, sono piena di paure e lei fa finta di niente. Ho paura che si annulli, come ho fatto io in passato.

Basta che non divento bipolare. Ancora non piango a caso ogni 5 minuti, e non ho i crolli nervosi se qualcuno mi dice cose del tipo “guarda che stasera andiamo a mangiare la pizza con i miei amici e la prendiamo al metro”.

 

 

 

.Off topic: A proposito di cover. Ci metto la faccia una volta per tutte pure io (per chi non segue il mio profilo twitter).

Questo è il mio passatempo qui a Brighton con la mia amica Spanish. Se volete iscrivetevi al canale che ci fa piacere. ps. Io sono quella che suona con la faccia da culo.

 

 

 

 

 

 

L’Amore dopo il DDL CIRINNA’

OK, sono in ritardo. Ok non scrivo sul blog da mesi forse.

MA lasciatemi esprimere la mia GIOIA.

Cosa c’era per me prima del Ddl Cirinnà? NULLA DI CERTO. Nulla. E adesso? Adesso c’è uno spiraglio di luce.

Sono talmente tanto gasata per questa cosa, che non faccio altro che andare ad amoreggiare in giro.

Per esempio:

la mia ragazza mi viene a prendere a Milano Malpensa. Ci fermiamo in autogrill (1. perchè amo perdere tempo in autogrill, 2.perchè La Vale deve ordinarsi il suo macchiato freddo).

Cosa Succede?

Succede che ordino il caffè mentre l’abbraccio, la tengo per mano, la sbaciucchio e mi comporto da morosa appiccicosa quale io sono.

CHISSENEFREGA se la barista mi guarda male. CHISSENEFREGA PROPRIO.

SIAMO DIVENTATE LEGALI.

 

 

Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

una giornata particolare

Oggi ci siamo viste, come ogni sabato. Lei parcheggia la sua macchina vicino alla mia e mi sorride. Abbiamo mangiato sushi, siamo morte di caldo in un parco in centro città, abbiamo girato per negozi, abbiamo fatto un giro in collina e siamo state un po’ da sole.

E’ tardi e dovrei andare a dormire, e tra mille pensieri confusi, mi viene in mente lei, seduta accanto a me, con il telefono in mano che mi dice: “giochiamo a Ruzzle?”

Dice sempre che non l’ascolto, o che la interrompo mentre parla. A distanza di ore, mi rendo conto di non avere risposto a quella domanda. L’ho vista, era lì che mi guardava, con il suo sorriso felice, con quello sguardo che ha solo lei. Mi sembrava una bambina. E poi boh, ho pensato che aveva poca batteria, e che le sarebbe servita per il suo viaggio di ritorno. E così non le ho risposto. L’ho guardata, e  ho provato mille cose tutte insieme.

Sono triste, sono agitata e lei è lontana. Lunedì inizio a lavorare e ho la solita ansia che mi coglie prima delle cose importanti.

“Amore, prima di andare via mi fai l’in bocca al lupo per lunedì?”

“certo amore”

E mi ha stretta forte forte, con quel tono tranquillo e rassicurante che mi mette pace.

Sono passate un po’ di ore, non riesco a dormire. Odio quei 150km, odio le mezze misure. Siamo nella stessa regione, e a distanza di due anni, mi sembra di averla a 4000km.

Questi sono i miei problemi. Questi sono i pensieri di una persona che ama un’altra persona. Questa è la mia vita. Odio dormire da sola, amo condividere le notti con lei. Amo sentirmi al sicuro, odio chi ci discrimina, odio chi pensa che noi siamo “diverse”.

Scrivo a caso, lo so.

Ho bisogno di un suo abbraccio, ho bisogno di quella partita a Ruzzle che non abbiamo fatto. Ho bisogno di vedere il suo sorriso, ho bisogno di dirle che la amo, ho bisogno di lei e basta.

Notte.

Ottime notizie!

Allora allora, da dove comincio?

Prima cosa: 2 anni insieme. DUE anni. Abbiamo festeggiato io e lei, e a sto giro, lei è stata super romantica. Mi ha dato davvero la rumba. Pensavo che le avrei fatto la sorpresona del secolo, ricomprandole una collanina uguale a quella che le avevano rubato, e invece no. Ha vinto lei. Mi ha proprio fatto rimanere  senza parole (per la seconda volta, la prima è stata il primo appuntamento).

Mi ha bendata, sulla panchina dove abbiamo passato tutta la prima estate, i primi baci, la prima volta che le ho quasi detto ti amo con un originalissimo “gente che forse ti ama ma non lo sa”, mi ha passato un auricolare, ed è proprio riuscita a farmi sentire importante davvero. Sul tavolo dietro di noi c’erano delle candele disposte a forma di cuore, e due Tennent’s (le prime birre bevute insieme).

tennents

E’ il mio tesoro grande.

Adesso abbiamo anche un gattino, un trovatello, è stato da me per un po’, da sabato è da lei. E’ un patatino piccolo che mangia un sacco e miagola di continuo. E’ diventato il migliore amico della mia ragazza, lei parla con lui tutto il giorno, e appena avrò il ciclo, le pianterò una scenata di gelosia che si ricorderà per sempre.

Alla fine, non sei una vera lesbica se non prendi un gatto, noi ora abbiamo il gatto, aspettiamo (speriamo a breve) l’appartamento insieme.

Cosa numero due: parto davvero per l’Inghilterra!!!! 😀

Insomma, mentre qui in Italia mi hanno sputato in faccia, offrendomi 500 euro al mese, dicendomi che tanto non avrei trovato di meglio senza esperienza, ieri mi hanno fatto sapere che il colloquio è andato bene, che a loro sono piaciuta e posso iniziare a preparare tutti i documenti che servono.

Mi aiuteranno con la casa, 1500 sterline di base, contratto a tempo indeterminato, ferie, scatti di anzianità, ecc ecc ecc..

E cosa voglio di più? Niente. In agosto ci sarà pure il Summer-pride!

Lasciatemi l’euforia del momento, che alle difficoltà ci voglio pensare un’altra volta!

tratto da http://www.competitiontravel.it/wp-content/uploads/2014/10/brighton-31.jpeg

14 Febbraio.

La scelta del titolo non è stata casuale, ieri per me non è stato San valentino.

Abbiamo passato un periodo un po’ del cazzo, lei sommersa dal suo lavoro, io sommersa dalla tesi, dall’ansia pre-tesi, e dalla neve.

Quando viviamo periodi tranquilli riusciamo a vederci anche in settimana, magari passo un pomeriggio da lei, o rimango per tutto il weekend.

Erano due settimane che non la vedevo. Erano due settimane che sentivo solo la sua voce per telefono, che non potevo abbracciarla. Telefonate brevi, veloci. Troppo stanche e troppo impegnate per stare tranquille al telefono.

Vivevo malissimo questa cosa, avevo bisogno di lei, la sentivo lontana anni luce, avevo bisogno di una mini dimostrazione di affetto, un gesto qualunque, una qualsiasi cosa che mi facesse capire “testa di cazzo, non vedi che stiamo così perchè non ci vediamo, smettila di farti seghe mentali, ti amo”.

E più o meno è andata così, perchè trovavo da dire su qualunque cosa, addirittura l’avevo mandata a fanculo perchè:

“ah ma la cucina a casa della tua amica a me non piace”.

Apriti cielo. Non l’avesse mai detto.

Avevo solo bisogno di stringerla forte.

E finalmente quel giorno è arrivato, il fato ha voluto che fosse proprio il giorno di San Valentino, ma penso che nessuna delle due ci abbia fatto poi così caso, soprattutto in un periodo così difficile.

Avevo tentato di scriverle una lettera di San valentino, ma era piuttosto patetica. Lei mi ha portato una rosa e un pacco di cioccolatini che mi piacciono tanto “i baci ti fanno schifo, i lindt di fanno schifo, questi però ti piacciono” God save i biancocuore.

segue dicendo “ce la fai a tacere per un minuto?”. “si”.

Allora ha messo su una canzone e poi mi ha abbracciata.

Volevo rotolarmi per terra dalla vergogna, perchè pur essendo abbastanza egocentrica, mi vergogno come un cane quando mi si mette al centro dell’attenzione.

Però è stata una giornata stupenda, l’ho tenuta stretta per tutto il pomeriggio, in un parcheggio che non saprei nemmeno ritrovare, con la nebbia e la pioggerellina. Però eravamo abbracciate, da sole.

Penso di non aver bisogno di altro per stare bene, Io, lei.. e il sushi.

Si, perchè dopo l’ho portata a mangiare giapponese. E dopo abbiamo preso un gelato. E poi siamo tornate alla sua macchina, e lei mi stringeva la mano e dormiva. Era una cucciola. E io penso di amarla come non ho mai amato nessuno.

 

 

 

 

 

 

Ex di merda Part. 4 (ormai ho perso il conto)

Come ho già detto e ridetto, ancora non mi sono abituata alla “vita da lesbica”.

E’ sempre la stessa storia, e si ripete ogni volta che mi dimentico della loro esistenza: le creature del male si manifestano, loro esistono davvero, e te lo fanno capire con Whatsapp, un sms, un like su Facebook o una mail.

Sono una sognatrice, o forse un’illusa, perchè ancora non ho compreso il concetto che le Ex di merda spariscono per mesi, anni, decenni, poi all’improvviso, quando nella tua vita tutto va alla grande, tornano a rompere i coglioni.

Sono come gli accendini: ” fanno giri immensi e poi ritornano” (cit.)

Quindi.

Lunedì 26/01 ci salutiamo dopo aver passato un bellissimo e super rilassante Weekend insieme. Siamo state con le sue amiche, abbiamo cenato insieme,  siamo finite al pronto soccorso, ci siamo viste un po’ di film a casa sua, abbiamo amoreggiato, siamo andate a mangiare la pizza, ci siamo addormentate al cinema. Insomma, solite cose da vita di coppia.

Martedì: io scrivo la tesi, lei  lavora. Si fa sera, mi chiama e mi dice che la sua Ex, la subdola donna di merda, etero indecisa (quella che le scrive solo quando raggiunge un tasso alcolemico tale per cui può sentirsi in dovere di rompere i coglioni alla gente senza avere sensi di colpa) le ha scritto.

comunque mi sto vedendo con una ragazza, finalmente l’ho capito.. blablabla ciao scemina”  (se non era “scemina” era una roba del genere)

Quindi? Bravaaaaaa!!!! hai scoperto che passare i pomeriggi nelle chat per lesbiche, incontrare e limonare le ragazze di notte non ti rende ETERO!!! C’era motivo di condividere questa cosa con la mia morosa? Ti sentivi proprio proprio in dovere di farglielo sapere? EVVIVA.

 

Mercoledì: tutto tace

Giovedì: tutto tace

Venerdì: tutto tace

Sabato: partiamo dal sabato mattina. Il troglodita, cavernicolo, muscoloman (suo ex) va a bussare alla sua porta alle 9 del mattino. Per quanto mi possa urtare la presenza di quell’uomo, non posso dire niente, perchè sono stati insieme mille mila anni fa, non c’è mai stato nulla, sono amici da una vita, è il cognato della sua migliore amica ecc ecc. E VA BENE. Però non puoi rompere i coglioni di sabato, andando a suonare a casa sua, quando lei deve venire da me, e le dici pure: “si vede che sei dimagrita, hai messo su un bel culo”. NO. 

Come quella volta che io e lei siamo andate a comprare l’Xbox360 e abbiamo incontrato lui. E siamo finiti a “fare a chi ne sa di più di videogiochi”, e poi lui voleva venire a casa con noi, e poi “eh ma non prendere quel cavo Hdmi perchè ce ne sono di migliori”  e io “si ma per quello che deve fare lei, questo va più che bene”, e lui “non starlo a comprare ti do il mio” e io “no invece lo prendi adesso perchè a sto prezzo non lo trovi più”… ecc ecc..

Poi si compra l’Iphone 6 e mi dice “ah guarda questo gioco figo, vediamo se capisci come si fa..”  -.- Urto e violenza. E per quanto mi faccia schifo ammetterlo, andiamo pure d’accordo. Il fatto è che lui non sa di noi (ma secondo me si), e quindi mi urta la sua presenza, mi urtano le cose che dice, mi urta quando si deve mettere in mezzo.

 

E ok, lei se lo schioda, e parte poco dopo.. Arriva da me, mi guarda e mi fa ” ah oggi mi ha scritto la M.” ..

O.O ma vuoi vedermi morire oggi? poi? si vuole aggiungere qualcun altro?

” ah  quando stavi con me, il rossetto non te lo mettevi come cambiano le cose..Come stai?? io blablabla… alla fine ai tuoi gliel’hai detto? con lei come va? blablabla”

Questa non ha mai fatto allusioni a niente. Ma è quella che non sopporto. Lei è la sua ex storica, 3 anni insieme. Intelligente, con i soldi, laureata con il massimo dei voti, accento toscano, occhi verdi, e una fronte grande quando l’empire state building. Hanno fatto un sacco di cose insieme e quando M le scrive, tra le righe si evince sempre questo messaggio:

“ogni tanto ti chiedo come va, perchè tu mi conosci, e io ti conosco meglio di chiunque altro, e forse mi sento anche un po’ una merda che respira per come ti ho trattata, però vedo che stai bene adesso e allora la cosa mi solleva, quindi la mia coscienza ora è pulita.”

BRAVA. Clap Clap.

 

 

Tirarsi la zappa sui piedi.

Quando mi ci metto, posso essere davvero un’idiota.

Estate. Agosto. Andiamo in Salento a fare la nostra prima vacanza super figa della nostra storia. Il progetto era: sole, mare, amore, e Piña Colada.

(Io non lo so che sapore abbia davvero una  Piña Colada, ma faceva figo nominare quel drink ogni volta che si pensava a noi due al mare).

Viaggio lunghissimo, ma eravamo Lei, io, “stella stai”, una videocamera nuova, il mio cappello da rapper che Lei odiava, una borsa frigo e la voglia di esplorare un gran pezzo di Italia. Insieme in vacanza, quella vera, per la prima volta. Ci siamo fermate a ogni autogrill che abbiamo incontrato, abbiamo scoperto che il Molise non era frutto di credenze popolari, ci siamo perse, siamo rientrate in autostrada, siamo arrivate in Puglia.

io: ” beh ma quella tua amica, quella con cui ti scambiavi lettere a 14 anni, non era di Foggia?”

Lei: ” ma chi E.? Si era di Foggia, però che ne so.. non ci siamo mai viste”

Io: “e il suo numero ce l’hai?”

Lei: “si”

Io: ” e dai, chiamala, dille che passiamo da Foggia e così vi salutate e facciamo un avventura.”

in quel momento qualcuno avrebbe dovuto fermarmi. In quel momento avrei dovuto dare retta a Lei che non voleva fermarsi a Foggia, ma voleva andare “dalla vecchia”, la nostra padrona dell’appartamento in Salento.

Da quel momento una serie di cose sono successe: la sua “amica” che ha iniziato a fare la cascamorta, la mia ragazza che le diceva che era in vivavoce, E. che si scusava dell’enorme figura di merda.

Arriviamo a Foggia, giriamo a random, ci perdiamo, ridiamo, amoreggiamo, sempre io e Lei, poi troviamo E.

Piacere di qua, ciao di la, sono 15 anni che ci conosciamo e non ci siamo mai viste, lei è la mia ragazza, stiamo insieme da quasi un anno e mezzo, ci stiamo andando a fare le vacanze insieme.. bla bla bla.

E. non si è mai tolta gli occhiali da sole, ci ha offerto un caffè e ce ne siamo andate.

Dopo poco arriva un SMS alla mia ragazza: “grazie per la bellissima sorpresa… bla bla bla”

Insomma, una serie di SMS a cui rispondevo IO con: “sisi, ti saluta anche lei ora sta guidando ecc ecc”.

Passano i giorni e questa ancora prova a dare spazio a ricordi di non si sa cosa.

Se siamo in vacanza insieme, e segreti non ne abbiamo, i messaggi che tu, fottutissima E. stai mandando, li leggo anche io. Riceverà risposte del tipo “si NOI STIAMO BENE, ti saluta anche lei” ecc ecc. Proverà con altri messaggi malinconici ai quali non riceverà mai risposta.

Poi arriva il 20/12, e ci siamo Lei, io, due pizze, la macchina, l’amore, i baci in un parcheggio romanticissimo, la nebbia, forse la luna, e il cellulare che suona. Il suo cellulare che suona. Lei mi guarda, io cerco di connettere quei 3 neuroni che rimangono in dormiveglia quando mi bacia, guardo il telefono. ERA E.

 ” sono giù, pensavo a quest’estate, forse era meglio se non ti vedevo.”

MA ANCORA? MA PER DAVVERO? MA CHE ANSIA. MA UNA VITA?

Cosa c’è che non va in te? e in me, perchè se l’abbiamo incontrata è solo colpa mia.

Sono una sfigata e necessito di mille mila bambole Voodoo. di quelle che funzionano per davvero. Sono una sfigata.

In balia degli ormoni

Se c’e una cosa che invidio agli uomini é il testosterone. Il T. É capace di rendere inattivi 999mila neuroni. Ne rimane attivo solo uno, quello che riesce a connettere una cosa alla volta. La partita, la pizza, la birra, la figa e wilma dammi la clava.

Per noi donne le cose sono più complicate. Perché a noi tocca la sindrome premestruale.

Oggi ho pianto 3 volte in mezzora. Una volta perché ero gelosa della mia Lei, un altra volta perché mi é venuto in mente che é l’amore della mia vita e “se te ne vai, io poi non so dove mettermi” cit.  E l’ultima (SPOILER) perché mentre guardavamo Dream House, io ho iniziato a singhiozzare dicendo che anche io sarei andata a salutare Lei e le nostre bambine, perché erano una famiglia felice e stavano bene, e lui amava sua moglie, e l’assassino le ha fatte fuori solo perché ha sbagliato casa. Non era giusto.

Caro ciclo, datti una mossa perché qui la situazione sta degenerando.