Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

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Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

ore piccole

La mia tesi è quasi finita, e quando dico “quasi” intendo dire che è finita, eppure sembra sempre che manchi qualcosa.

Non ne posso più. Il termine di consegna è a breve, e io mi sto proprio cagando sotto. E’ finita, per la prima volta sto portando a termine qualcosa di veramente importante.

Mi sono laureata nei 3 anni, sono in corso, e ho scritto una tesi da sola perchè la mia relatrice non si degna di rispondermi a mezza mail.

Come ho fatto? io non ne ho idea.

E mentre sto qua a scrivere, cerco di abbattere la tensione. La camomilla è solo una leggenda metropolitana, non rilassa, non serve a niente.

 

Ho bisogno di pace, di calma e di tranquillità, e ci sono 150km di mezzo. Non è una vera e propria storia a distanza, non ci dividono tanti chilometri, sono pochi perchè fondamentalmente basta un’ora e mezza di macchina; diventano tanti, dal momento in cui senti il bisogno di un abbraccio e non si può.

Abbracciarla e sentire il suo profumo è come quando un giorno guardi fuori dalla finestra e all’improvviso ti accorgi che le giornate si sono allungate: sono le sei del pomeriggio e c’è un sole che spacca le pietre. E’ la cosa più bella del mondo, capisci che l’inverno è finito, e che puoi stare più tempo fuori a giocare.

Io non lo so spiegare l’effetto che mi fa, la amo e basta.

Sabato l’ho coccolata tutto il pomeriggio, poi si è addormentata mentre tornavamo alla sua macchina: mi teneva per mano e quando cambiavo marcia rimaneva con la mano appoggiata alla gamba, così come l’avevo lasciata, allora la stringevo con cura, per non svegliarla. Era dolce, era fragile, era Lei, che dormiva nella mia macchina, vicino a me, si fidava di me, nonostante la nebbia.

Ho sbagliato con lei, ho sbagliato di grosso, e ci ho messo un po’ ad ammetterlo. Sono stata una stronza di prima categoria i primi mesi, eppure Lei è rimasta lo stesso.

Piangeva, e mi chiedeva perchè.

Ero un pezzo di ghiaccio, incastrata tra i sensi di colpa e la voglia di cambiare.

Alla fine, sono riuscita a dimostrarle che era sono una brutta fase, e che per Lei, avrei dato il diecimila per cento.

Se penso a quel periodo nemmeno mi riconosco. Lei me lo aveva detto, che nell’amore non ci credeva più, che non voleva più soffrire; mi ero ripromessa di non farle mai del male, e invece la situazione mi era sfuggita un po’ di mano.

Era tutto troppo nuovo per me, era tutto troppo strano.

E adesso? Adesso è tutto cambiato, adesso sono consapevole di amarla, ma per davvero.Ho voglia di stringerla ogni giorno, di riempirla di baci, coccole, regali, pasta fatta in casa, pizza e film.

E ho paura. Ho una fottuta paura di perderla.

In serate come questa, 150Km sono infiniti.

Le ho dato la buonanotte e le ho detto che la amo, non le ho detto che per davvero voglio passare la mia vita con lei, e che in serate così tristi l’unico rimedio può  essere solo un suo abbraccio.

 

 

sarà pure commerciale, ma chissenefrega, questa canzone è bellissima.

 

 

Un po’ di cose che ho imparato sulle lesbiche.

Ogni tanto, a tempo perso, mi diletto a leggere alcuni articoli che si trovano in giro per il web, in merito ai luoghi comuni sulle lesbiche. Quando ancora ero in dubbio, quando ancora ero un etero molto confusa e infelice, leggevo questi articoli e iniziavo il mio viaggio interiore: “come si capisce se una è lesbica? Tutte le lesbiche giocano a calcio? Le lesbiche amano i gatti?”

Domande del cavolo a parte, pur sapendo fossero tutte cazzate, mi ci ritrovavo molto, e dopo quasi due anni di appartenenza al mondo “lello” posso finalmente avere un mio parere al riguardo.

Ecco cosa ho scoperto:

– l’80% delle calciatrici ama le donne (o dice di non amarle e le ama segretamente)

– se ad una serata gay non hai la rasata\cresta (bionda o rosso fluo che sia) non ti considera nessuno

– dopo un mese di storia, si pensa già a prendere casa insieme

– più che amore per i gatti, ho notato un grande amore per i cani

– le ex delle ex sono davvero parte integrante della coppia

– le ex della tua ragazza provano ad essere tue amiche o a conoscerti

– ogni tanto un ex si sveglia e decide di infiltrarsi nella vita altrui

– le etero confuse sembrano avere il gay-radar migliore del tuo

– il gay radar esiste davvero e funziona

– ho imparato a riconoscere anche le “lelle” più improbabili.

– odio dire lella, ma lo dicono tutte e mi ci sono abituata.

– le litigate tra donne sono qualcosa di devastante

– le poiane esistono davvero

– le pause portano solo a cose negative

– le serate lgbt sono un sacco divertenti anche se ti fa schifo la discoteca

– gli sport praticati sono sempre quelli più improbabili

– “se vuoi essere lesbica devi avere l’indipendenza economica” cit.

– un sacco di ragazze si conoscono in chat (esperienza personale)

– trovare una persona non psicolabile in chat è molto difficile

– le probabilità di trovare la donna della tua vita in biblioteca, sono molto scarse

– il ciclo si sincronizza davvero

– due donne con il ciclo possono seriamente uccidersi a morsi

– la sindrome premestruale esiste, è subdola e distrugge te e chi ti sta intorno

– “amore quella maglia non mi piace”.. “vaffanculo, io non ti piaccio mai, e non è giusto che tu sei più bella di me. Stasera non esco” .-.

– i tacchi? cosa sono i tacchi?

Ovviamente l’articolo va letto con il sorriso, PEACE&LOVE.

“Io, te e un sedile. Non chiedo altro per essere felice”.

” Io, te e un sedile”.

E’ il riassunto di una giornata passata in macchina, sulle colline, con i finestrini abbassati.

Io e lei, a fare pace, a parlare della brutta settimana passata. Io e lei abbracciate, a non dirci niente, a salvarci dalle api assassine.

Mi sono sembrati 10 minuti, e invece sono state diverse ore. Era tanto che non si passava un pomeriggio così tranquillo: lei con i suoi giornali da 75enne pensionata, io con la sigaretta elettronica a fare i giochini da 12enne. In macchina.

Spazio piccolo, forse scomodo, era un posto sicuro, solo per noi. Non c’era spazio per le brutte cose, solo noi due, qualche coccola e un abbraccio infinito durato ore.

 

 

..quando le dirò: “Amore, ho scritto sul blog..” mi farà la sgridata del secolo, perchè devo studiare, domani ho un esame. Ma come faccio a non condividere tutta questa gioia? TI AMO.

 

love is all you need

imbarazzo e balle di fieno che rotolano.

Sarà che non sono mai stata bravissima nel fare discorsi seri, sarà che sono un disastro, sarà che quando mi imbarazzo rido un sacco, ma l’altra sera è stata proprio penosa.

Penso di aver perso un amico.

Sono in vacanza con i miei, 10 giorni in famiglia, per far capire a mia mamma che le voglio bene lo stesso e che sono una brava persona. Decido di sacrificarmi nonostante la noia infinita e la solitudine.

Perchè finchè ero piccola e la vita era bella e graziosa, avevo un sacco di amici qui, nella terra natia di mio padre (mi sento leopardiana). poi gli impegni arrivano per tutti, c’è chi si trasferisce, chi lavora di continuo, chi si deve sposare, chi è fuori per studio, chi è sparito e non si sa dove sia.. insomma, non abbiamo più 13 anni, le cose cambiano anche qui.

Ogni volta che mettevo piede in questo buco di paese, per me iniziava l’estate: amori, amicizie, avventure. Avventure di ogni tipo: gare in bicicletta, mangiate al buio in un campo, storie di paura, tornei infiniti a nascondino, partite a calcio sotto al sole, film stretti stretti su un divano e un panino per uno.

Questa era la mia estate, uscivo di casa e non tornavo più, io la mia bellissima Graziella, i miei amici, e le colline della Campania.

Ero quella che veniva dal nord, quella che ogni anno scendeva, quella che parlava con un accento strano, quella che apparentemente non c’entrava niente. Aspettavo tutto l’anno quel giorno, la partenza, un lungo viaggio in macchina per arrivare in quel catorcio di casa in un paese di nemmeno 5 mila abitanti. Era bello, ero un po’ a casa, tanti amici, ci si voleva bene.

E io sono una cogliona.

Perchè decido di chiamare l’unico amico che mi rimaneva qui, uno di quelli che lavora di continuo e non si trova mai, e come una cogliona decido di fare coming out e dirglielo. 

Salgo in macchina e gli dico che “sono cambiate un sacco di cose rispetto a due anni fa”.. e gli faccio vedere i miei due piercing di cui vado un sacco fiera. Reagisce ridendo e dicendomi che faccio cagare con quei cosi in faccia. Mi era già sembrato abbastanza scompensato peri “i ferri”, non so come mi sia venuto in mente di proseguire con le “sorprese”.

Perchè sono cogliona.

So di esserlo, ogni volta che succedono cose di questo genere mi riprometto di ricordarmi che non devo avere così tanta fiducia nel genere umano, ma sono una romantica, vivo nel paese dell’amore e puntualmente ci rimango male. Perchè sono un’ingenua.

 Prendiamo uno spritz, mille chiacchiere, decidiamo di cambiare bar. Nel tragitto tra un bar e l’altro, decido di essere impavida e glielo dico “eh sai, ho la ragazza”.

  • Inchioda (stava guidando), mi chiede di passargli l’acqua.
  • beve un sorso d’acqua e mi guarda
  • mi chiede se lo sto prendendo per il culo
  • gli rispondo che sono seria
  • si mette a ridere e si illude che sia una presa per il culo
  • gli confermo che non lo prendo per il culo
  • mi dice che le lesbiche gli piacciono
  • mi dice che le lesbiche non sono come i gay (????)
  • mi dice che se si trova di fronte due uomini che si baciano o li picchia o se ne va
  • gli rispondo che se si baciano tra di loro non gli succede niente, e che non dovrebbe fregargliene un cazzo se due si baciano per i fatti loro
  • mi dice che andrà dal notaio a firmare che se diventa gay lo devono ammazzare

 

Ora. posso capire l’ignoranza, la non conoscenza di certe cose, la lontananza da certi concetti. Ma PERCHE’?

 

comunque.

Mi guarda e mi dice che non ha mai avuto amiche lesbiche. Poi ci fermiamo in macchina e inizio a riconoscerlo un po’ di più, mi chiede come faccio a nasconderlo a casa, mi dice che deve essere una situazione difficile da gestire e che bisogna ritrovarcisi per capirla.

ci beviamo una birra, gli offro una sigaretta e torniamo a casa. 

E DA QUEL GIORNO NEMMENO UN MESSAGGIO.

Sparito nel nulla, scomparso. 

Voglio sperare che sia per impegni di lavoro e non perchè sto con lei. 

Nonostante tutto, continuo ad aspettare la partenza per LU SALENTU. Solo io e lei e una pigna colada. Non ho mai bevuto una pigna colada ma fa figo e rende l’idea.

 

dodicenne dodici anni dopo.

Tra poco arriverà qui. Non vedo l’ora di saltarle addosso e riempirla di coccole. 

La prima volta era tutto così confuso.. Ci ho messo sei mesi quasi per salutarla con un bacio. Passavo ore in bagno a prepararmi, i capelli, il trucco, i denti, le vestite. 

Sorrido ripensandoci, perchè era tutto nuovo, era sempre la prima volta. La prima volta che stavo con una ragazza, la prima volta che davo la mano a una ragazza al cinema.. La prima volta che limonavo sulle panchine del parco come i dodicenni.  La prima volta che la portavo a casa mia in montagna, la prima volta sotto un piumone al freddo a fare l’amore, la prima volta che cucinavo per lei.

e fondamentalmente mi ci sento ancora una dodicenne, dodicenne dodici anni dopo. 

Oggi si faranno acquisti per le vacanze, poi via in Salento, io, lei, e la videocamera che ha deciso di comprare, si aggiungeranno gonfiabili di vario tipo (balene, delfini, orche, materassini..) più palette, rastrelli, secchielli, maschera, tubo, tavoletta e tutto quello che serve per una vacanza da dodicenne felice.

 

today i’m happy.

 

 

 

 

tonti che non contano.

La rivedrò sabato, e me la spupazzerò come ogni settimana. Arriverà bene anche la mia laurea, così magari potrò pensare di spostarmi un pochino di più verso casa sua, o magari a metà strada, comunque più vicino che a un’ora e mezza di macchina..

chissà se le cose si sistemeranno. Nel senso che vorrei vivere un pochino di più “alla luce del sole“. Così la vita è vivibile, ma non come la vorrei. 

Ad aprile dell’anno scorso ci conosciamo, tempo due giorni e già metà delle persone che mi conoscevano sapevano che stavo messaggiando con lei. Mai avuta una storia con una ragazza, non sapevo nemmeno da dove cominciare. E poi tutto è venuto naturalmente, in una maniera così dolce e spontanea che non so nemmeno spiegare.

Anche a lei glielo chiedo sempre “ma perchè pensano che siamo sbagliate, come fanno a dirlo? guarda come siamo carine”. Perchè proprio non riesco a capire come fanno a vederci qualcosa di sbagliato.

I primi sono i miei genitori. Non penso che dirò mai di me a loro, se vorranno capirlo, lo capiranno da soli. E’ che sono troppo “responsabile” per causargli uno scompenso del genere. Non sono come loro, io non sono quel tipo di persona che vuol far cambiare idea agli altri. Perchè recare loro un tale danno? Come io devo essere libera di vivere la mia vita serenamente, anche loro lo sono. Però lasciatemi campare in pace.

E’ come quando ho deciso di non dire a mia mamma che fumavo, a casa mia questi sono motivi di scompenso, litigi, ansie, mesi e mesi di silenzio. 

Però cazzo. Invidio un sacco tutte le persone come me che hanno il “via libera” in casa. 

E un sacco di volte lei mi richiama all’ordine, perchè fosse per me, andrei in giro mano nella mano, saltellando e riempiendola di bacini e frasi smielose e cuoricini da paese dell’amore.

L’altra sera si parlava di una ragazza che da “lella convinta” ha iniziato una relazione con un ragazzo, quello che ho notato al tavolo è stato un velo di infinita tristezza, quasi invidia per lei che finalmente poteva andarsene in giro a fare quello che fanno tutte le coppiette del mondo, senza dover guardarsi intorno di continuo.

E sti cazzi. Perchè la cosa è davvero triste. Queste sono persone dichiarate che non dovrebbero avere problemi, e invece è uguale lo stesso. E quindi? Quindi penso che se fossimo state in un qualunque altro stato, la reazione sarebbe stata diversa.

E’ amore, non dovremmo stare qui a pensare a chissà cosa. o no?

“Due cuori e una capanna”

Weekend lungo insieme a lei. Le ho organizzato qualcosa di carino per il suo compleanno. In realtà per due compleanni: quello dell’anno scorso (visto che per colpa mia era andato malissimo) e quello di quest anno. 

Due biglietti per mirabilandia e un ciondolo. Non l’ho mai vista tanto felice come in questi giorni. Era una bambina. 

E poi è bella, bella come non lo è nessun’ altra. Mi piace guardarla, mi piace osservarla quando non mi guarda, quando è presa dalle sue cose, quando è euforica per qualcosa.

Mi perdo respirando il suo profumo, con il mio viso tra i suoi capelli, appoggiata alla sua spalla, la ritrovo in quella delicatezza che solo lei ha.

Amo addormentarmi stretta a lei, sentire il suo respiro che cambia, amo stringerla piano prima di dormire e ritrovarci a fare l’amore. Amo quando nel cuore della notte cerca la mia mano e mi stringe, quando mi accarezza piano perchè pensa che stia dormendo. Amo sussurrarle “buongiorno amore mio“. Amo vederla felice insieme a me.

 

Per favore mi daresti il tuo indirizzo ho una lettera d’amore
Per favore mica me lo fai un sorriso che ci scrivo una canzone
Per favore mi diresti che ore sono così sento la tua voce
Per favore mi daresti un pò la mano sai com’è oramai è sera e qui c’è poca luce