Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

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Ruote che girano. Sempre e comunque.

Mentre penso al titolo da dare al post di oggi, ascolto “Try” ma non l’originale di Pink, perchè a me piacciono di più le cover, soprattutto quelle di Nicole Cross.

E niente, è proprio vero che quando va tutto bene, la voglia di scrivere ti passa, quasi te ne dimentichi.

E come ad un anno esatto dal terremoto in Emilia, per chi non lo sapesse ci fu il bum di attacchi di panico al pronto soccorso, eccomi qui, un anno dopo la “tragedia” della mia vita.

Definirla “tragedia” poi è troppo. Diciamo che luglio 2015 è stato il periodo dell’inculata epica.

Depressione, lacrime, pianti e crisi respiratorie nel bel mezzo della notte. Questo è stato l’inizio.

La fine è stata: amici, vita nuova, Inghilterra, un nuovo amore e la mia avventura da deficiente un po’ solitaria.

Ad un anno da quella volta, nemmeno mi ricordo più che voce abbia, l’impressione è di aver sprecato 2 anni della mia vita con qualcuno che alla fine è stato inutile. La cosa triste è che probabilmente quel poverino del mio Ex pensa esattamente le stesse cose di me, mentre io quando penso a lui sono del tipo “era tanto carino con me, siamo cresciuti insieme, ma a me piacevano le donne”. #Ruotechegirano

Che poi, io ho continuamente l’ansia di essere come lei. La sua copia esatta. Ho paura che se mai dovesse finire con La Vale, sarà di sicuro per colpa mia e per le mie insicurezze di merda, e per una marea di cose che avrei potuto fare e non ho fatto. E mi sentirò una merda, perchè sarò tutto quello che ho sempre voluto non essere.

Il fatto è che ho bisogno di stabilità, e sono la prima ad essere instabile. E questa cosa che non si sa quando e come La Vale si trasferirà qui, mi destabilizza. E se va male? E se non ci sopportiamo? E se non trova da lavorare? E se l’inglese sarà un problema per lei?

Lei non se ne preoccupa, dice che le basta stare con me. Io me ne preoccupo invece. Io sono la realista drammatica, lei è la sognatrice. E Lei è sempre quella che in me ci vede molto di più di quello che ci vedo io.  Lei mi vede per la splendida persona che non sono, sono piena di paure e lei fa finta di niente. Ho paura che si annulli, come ho fatto io in passato.

Basta che non divento bipolare. Ancora non piango a caso ogni 5 minuti, e non ho i crolli nervosi se qualcuno mi dice cose del tipo “guarda che stasera andiamo a mangiare la pizza con i miei amici e la prendiamo al metro”.

 

 

 

.Off topic: A proposito di cover. Ci metto la faccia una volta per tutte pure io (per chi non segue il mio profilo twitter).

Questo è il mio passatempo qui a Brighton con la mia amica Spanish. Se volete iscrivetevi al canale che ci fa piacere. ps. Io sono quella che suona con la faccia da culo.

 

 

 

 

 

 

Estate in Uk.

Domenica super estiva in quel di Brighton.

Sarò impopolare, ma GRAZIE BUCO DELL’OZONO. GRAZIE DAVVERO.

La situazione climatica incide non poco sulla condizione psicologica degli inglesi (e pure sulla mia), ed essendo infermiera, ed avendo accesso alle cartelle cliniche dei pazienti, posso dire che un buon 80% degli abitanti della cara Inghilterra soffre o ha sofferto di depressione o ansia.

Colpa del clima. Perchè vivere in queste condizioni scompensa.

MA ultimamente il sole splende, e anche quando piove, posso uscire in felpa perchè la temperatura lo permette.

Domenica scorsa c’erano una cosa come 24 gradi, forse di più, e mi sembrava di essere a Miami.

Questa era la situazione in giro.IMG-20160509-WA0000

E non si nota da qui, ma davvero non si camminava dalla folla di gente.

Livello di felicità: 100000.

Il clima qui è come una ragazza in perenne sindrome premestruale: esci di casa e splende il sole, arrivi al mare e nevica. E pensi “macheccazz, non ho nemmeno la giacca pesante” e mentre torni a casa sconsolata, con l’ansia della broncopolmonite, ecco che torna il sole.

Ma domenica scorsa, sole tutto il giorno: mare, birra, pantaloncini, occhiali da sole e a lot of friends.

E tamarri, migliaia di tamarri. Altro che Jersey Shore. Amo questa città.

La nostra prima volta

La prima volta che abbiamo dormito insieme non abbiamo fatto l’amore. Abbiamo solo dormito. Lei e io, in una camera di albergo.

Decisi che quella sarebbe stata la prima di tante altre notti insieme, scoprii che era decisamente più bella di me appena sveglia, e che a differenza mia,  non aveva bisogno della spazzola, dei trucchi e soprattutto della piastra.

E mentre nel resto del mondo, c’era gente che si scagliava contro gli omosessuali, sbraitando cose tipo “innaturali, Schifosi, Froci, Abomini del mondo”, io e Lei ce ne stavamo insieme, a tenerci per mano, a scoprire lati di noi che ancora non avevamo scoperto.

Era un’altra sera insieme.

“Buonanotte”

“Buonanotte”

E poi un bacio, e poi un altro, e poi i battiti aumentano e i respiri si sincronizzano. Le sfilo la maglia, con dolcezza, con naturalezza. Mi sfila la maglia e continuiamo a baciarci, e così per non so quanto. La sento mia, e io sono sua. Una promessa fatta in silenzio, senza dire nulla, siamo noi due, solo noi.

La prima volta con una donna, la prima volta con lei, la prima volta più bella che potesse esserci.

Ci addormentiamo abbracciate, la respiro a pieni polmoni, sono proprio dove dovrei essere.

Al mattino mi sveglio per prima, Lei dorme con le mani sotto al cuscino, i capelli le accarezzano la schiena, è perfetta. Noto una cosa che non avevo mai visto: ha le fossette di Venere. La bacio piano per non svegliarla, “in che pianeta ho vissuto fino ad ora?”, mi avvicino e mi riaddormento. E’ il giorno più bello della mia vita.

ore piccole

La mia tesi è quasi finita, e quando dico “quasi” intendo dire che è finita, eppure sembra sempre che manchi qualcosa.

Non ne posso più. Il termine di consegna è a breve, e io mi sto proprio cagando sotto. E’ finita, per la prima volta sto portando a termine qualcosa di veramente importante.

Mi sono laureata nei 3 anni, sono in corso, e ho scritto una tesi da sola perchè la mia relatrice non si degna di rispondermi a mezza mail.

Come ho fatto? io non ne ho idea.

E mentre sto qua a scrivere, cerco di abbattere la tensione. La camomilla è solo una leggenda metropolitana, non rilassa, non serve a niente.

 

Ho bisogno di pace, di calma e di tranquillità, e ci sono 150km di mezzo. Non è una vera e propria storia a distanza, non ci dividono tanti chilometri, sono pochi perchè fondamentalmente basta un’ora e mezza di macchina; diventano tanti, dal momento in cui senti il bisogno di un abbraccio e non si può.

Abbracciarla e sentire il suo profumo è come quando un giorno guardi fuori dalla finestra e all’improvviso ti accorgi che le giornate si sono allungate: sono le sei del pomeriggio e c’è un sole che spacca le pietre. E’ la cosa più bella del mondo, capisci che l’inverno è finito, e che puoi stare più tempo fuori a giocare.

Io non lo so spiegare l’effetto che mi fa, la amo e basta.

Sabato l’ho coccolata tutto il pomeriggio, poi si è addormentata mentre tornavamo alla sua macchina: mi teneva per mano e quando cambiavo marcia rimaneva con la mano appoggiata alla gamba, così come l’avevo lasciata, allora la stringevo con cura, per non svegliarla. Era dolce, era fragile, era Lei, che dormiva nella mia macchina, vicino a me, si fidava di me, nonostante la nebbia.

Ho sbagliato con lei, ho sbagliato di grosso, e ci ho messo un po’ ad ammetterlo. Sono stata una stronza di prima categoria i primi mesi, eppure Lei è rimasta lo stesso.

Piangeva, e mi chiedeva perchè.

Ero un pezzo di ghiaccio, incastrata tra i sensi di colpa e la voglia di cambiare.

Alla fine, sono riuscita a dimostrarle che era sono una brutta fase, e che per Lei, avrei dato il diecimila per cento.

Se penso a quel periodo nemmeno mi riconosco. Lei me lo aveva detto, che nell’amore non ci credeva più, che non voleva più soffrire; mi ero ripromessa di non farle mai del male, e invece la situazione mi era sfuggita un po’ di mano.

Era tutto troppo nuovo per me, era tutto troppo strano.

E adesso? Adesso è tutto cambiato, adesso sono consapevole di amarla, ma per davvero.Ho voglia di stringerla ogni giorno, di riempirla di baci, coccole, regali, pasta fatta in casa, pizza e film.

E ho paura. Ho una fottuta paura di perderla.

In serate come questa, 150Km sono infiniti.

Le ho dato la buonanotte e le ho detto che la amo, non le ho detto che per davvero voglio passare la mia vita con lei, e che in serate così tristi l’unico rimedio può  essere solo un suo abbraccio.

 

 

sarà pure commerciale, ma chissenefrega, questa canzone è bellissima.

 

 

Memorie di una pivella: Primo incontro con le sue amiche.

Era giugno 2013, Io e Lei stavamo insieme da circa un mese.

Era tutto nuovo in quel periodo, visitavo posti nuovi, stavo con lei, sperimentavo parti di me che non avevo mai conosciuto prima. Avevo 23 anni e mi sentivo un’adolescente in piena tempesta ormonale.

Da brava adolescente-ritardataria ero partita da casa al mattino verso le 9, indossavo una t-shirt con una stampa dei funghi di super mario, un paio di pantaloncini di jeans e le all-star blu.  Ero proprio una bulla. Non avevo ancora nessun piercing, mi ero appena tagliata i capelli e per colpa del mio ciuffo venuto un po’ così, sembravo emo.

Apro una breve parentesi:  ho sempre odiato gli emo.  Alle superiori da brava bulla dei poveri, mi impegnavo a sostenere la causa anti-emo, ero una vera rocker!

Comunque. I genitori di Lei non mi avevano mai vista, e dovevano credere che fossi una delle sue amiche del gruppo, quindi mi presentai a casa sua senza valigie, con uno zaino e una busta della coop (quelle super resistenti) con dentro dei giochi per l’xbox e i miei vestiti di ricambio. AIUTO.

Andavamo di fretta, per questo rimasi con la maglia dei funghi di Mario e i  miei pantaloncini. Il problema era che: dovevamo andare a cena con le sue amiche, e io non mi ero nemmeno ritruccata. E soprattutto non mi ero data il “colpo di piastra prima di uscire“.

Lei era molto tranquilla, felice di farmi conoscere alla sua compagnia, io ero abbastanza tesa, anche perchè avevo 23 anni, e non avevo mai visto tante lesbiche tutte insieme, NON MI ERO FATTA LA PIASTRA, e sembravo per davvero una 12enne.

Ero terrorizzata: la sua migliore amica era scettica su di me perché “Le etero vanno lasciate in pace! Vedrai che questa ti smolla sicuro! Le etero non capiscono un cazzo, Sono tutte delle merde, guarda che questa te la mette nel culo“.

Ricordo ancora la scena: io e lei camminiamo verso la piazza del ristorante, E. viene verso di noi, sorride a Lei e guarda male me, poi la saluta tutta felice, mi guarda male e si presenta. Volevo sotterrarmi. Nel mio cervello ero solo una stupida pivella di 23 anni, che fino a quel giorno non aveva mai avuto problemi di comunicazione con nessuno. Erano tutte super tranquille, e ridevano, parlavano di gossip, di “una che era stata con quella, poi l’ha lasciata, la sua ex si è messa con la cugina, poi dopo si sono riviste, hanno limonato, però l’ex ragazza dell’ex di quell’altra è una stronza perchè ha incontrato al bar pinco palla e le ha detto che tizia era andata con caia la sera prima”. Insomma: The L Word esisteva davvero.

Ansia e paura e disagio quando al ristorante tutte parlavano e io stavo zitta in un angolo, penso di aver sentito dire da qualcuno “ma sa parlare?”.  “NO, io sono muta e non metto insieme due cazzo di pensieri per formulare una risposta, ho perso le corde vocali quando sono scesa dalla macchina e E mi ha guardata male”. Volevo solo andare a casa, stendermi a letto e piangere. Che ansia.

Era il mio “ballo delle debuttanti”, e io non ero pronta.

Finita la cena, usciamo e andiamo verso un noto locale Lgbt della riviera romagnola: un sacco di gente, un sacco di gay, e io mi sentivo un sacco idiota. Arrivate, Lei inizia  a salutare tutti, ogni persona che passava, Lei la conosceva.

Era una situazione abbastanza strana, non l’avevo mai vista in mezzo a così tante persone, di solito stavamo io e lei, solo noi due. Non l’avevo mai condivisa con nessuno, era solo mia, solo per me, solo noi e i nostri momenti che mi toglievano il fiato di continuo; non l’avevo mai vista socializzare con altra gente, non mi aveva mai ignorata per più di due minuti. E io cosa dovevo fare? niente.

 

-“ciao di qua, vieni che ti devo dire una cosa..”

-” ma lei chi è”

-“ah ma state insieme

-“beh comunque ti volevo dire che..”

se avessi potuto avrei reagito più o meno così:

in quel momento il mio miglior amico è stato il muretto a bordo della strada.

– “beh ti ha lasciata da sola”

– “eh no, cioè si, insomma ogni due metri i ferma a parlare.. e io non conosco nessuno, mi sono messa qua, poi quell’altra le doveva dire i segreti..”

“tieni BEVI”

Per fortuna l’alcol aiuta sempre, e l’uomo è un animale sociale, figuriamoci in stato di ebbrezza.

 

Conclusioni: Pur volendo  morire stecchita e di un male improvviso, la serata ha preso il via. Io ero vestita di merda, impacciata e con un ciuffo da emo, ciò vuol dire che c’è una speranza per tutti.

Ex di merda Part. 4 (ormai ho perso il conto)

Come ho già detto e ridetto, ancora non mi sono abituata alla “vita da lesbica”.

E’ sempre la stessa storia, e si ripete ogni volta che mi dimentico della loro esistenza: le creature del male si manifestano, loro esistono davvero, e te lo fanno capire con Whatsapp, un sms, un like su Facebook o una mail.

Sono una sognatrice, o forse un’illusa, perchè ancora non ho compreso il concetto che le Ex di merda spariscono per mesi, anni, decenni, poi all’improvviso, quando nella tua vita tutto va alla grande, tornano a rompere i coglioni.

Sono come gli accendini: ” fanno giri immensi e poi ritornano” (cit.)

Quindi.

Lunedì 26/01 ci salutiamo dopo aver passato un bellissimo e super rilassante Weekend insieme. Siamo state con le sue amiche, abbiamo cenato insieme,  siamo finite al pronto soccorso, ci siamo viste un po’ di film a casa sua, abbiamo amoreggiato, siamo andate a mangiare la pizza, ci siamo addormentate al cinema. Insomma, solite cose da vita di coppia.

Martedì: io scrivo la tesi, lei  lavora. Si fa sera, mi chiama e mi dice che la sua Ex, la subdola donna di merda, etero indecisa (quella che le scrive solo quando raggiunge un tasso alcolemico tale per cui può sentirsi in dovere di rompere i coglioni alla gente senza avere sensi di colpa) le ha scritto.

comunque mi sto vedendo con una ragazza, finalmente l’ho capito.. blablabla ciao scemina”  (se non era “scemina” era una roba del genere)

Quindi? Bravaaaaaa!!!! hai scoperto che passare i pomeriggi nelle chat per lesbiche, incontrare e limonare le ragazze di notte non ti rende ETERO!!! C’era motivo di condividere questa cosa con la mia morosa? Ti sentivi proprio proprio in dovere di farglielo sapere? EVVIVA.

 

Mercoledì: tutto tace

Giovedì: tutto tace

Venerdì: tutto tace

Sabato: partiamo dal sabato mattina. Il troglodita, cavernicolo, muscoloman (suo ex) va a bussare alla sua porta alle 9 del mattino. Per quanto mi possa urtare la presenza di quell’uomo, non posso dire niente, perchè sono stati insieme mille mila anni fa, non c’è mai stato nulla, sono amici da una vita, è il cognato della sua migliore amica ecc ecc. E VA BENE. Però non puoi rompere i coglioni di sabato, andando a suonare a casa sua, quando lei deve venire da me, e le dici pure: “si vede che sei dimagrita, hai messo su un bel culo”. NO. 

Come quella volta che io e lei siamo andate a comprare l’Xbox360 e abbiamo incontrato lui. E siamo finiti a “fare a chi ne sa di più di videogiochi”, e poi lui voleva venire a casa con noi, e poi “eh ma non prendere quel cavo Hdmi perchè ce ne sono di migliori”  e io “si ma per quello che deve fare lei, questo va più che bene”, e lui “non starlo a comprare ti do il mio” e io “no invece lo prendi adesso perchè a sto prezzo non lo trovi più”… ecc ecc..

Poi si compra l’Iphone 6 e mi dice “ah guarda questo gioco figo, vediamo se capisci come si fa..”  -.- Urto e violenza. E per quanto mi faccia schifo ammetterlo, andiamo pure d’accordo. Il fatto è che lui non sa di noi (ma secondo me si), e quindi mi urta la sua presenza, mi urtano le cose che dice, mi urta quando si deve mettere in mezzo.

 

E ok, lei se lo schioda, e parte poco dopo.. Arriva da me, mi guarda e mi fa ” ah oggi mi ha scritto la M.” ..

O.O ma vuoi vedermi morire oggi? poi? si vuole aggiungere qualcun altro?

” ah  quando stavi con me, il rossetto non te lo mettevi come cambiano le cose..Come stai?? io blablabla… alla fine ai tuoi gliel’hai detto? con lei come va? blablabla”

Questa non ha mai fatto allusioni a niente. Ma è quella che non sopporto. Lei è la sua ex storica, 3 anni insieme. Intelligente, con i soldi, laureata con il massimo dei voti, accento toscano, occhi verdi, e una fronte grande quando l’empire state building. Hanno fatto un sacco di cose insieme e quando M le scrive, tra le righe si evince sempre questo messaggio:

“ogni tanto ti chiedo come va, perchè tu mi conosci, e io ti conosco meglio di chiunque altro, e forse mi sento anche un po’ una merda che respira per come ti ho trattata, però vedo che stai bene adesso e allora la cosa mi solleva, quindi la mia coscienza ora è pulita.”

BRAVA. Clap Clap.

 

 

sogni che si avvicinano.

Non ho avuto molto tempo libero per aggiornare il blog, sono successe un sacco di cose, talmente SUPER (passatemi il termine da nerd-sfigata-anni 90) che non so nemmeno come fare a scrivere.

Andiamo per capitoli:

1. Finalmente mi sento protagonista della mia vita. Ho 24 anni e per la prima volta sento che le cose non mi sfuggono di mano. Sono io che decido cosa voglio e cosa non voglio fare, sono io che decido dove voglio arrivare, sono io che penso per me. Non mi ero mai sentita così consapevole, così determinata su ciò che volevo.

2. Quasi laureata. Ho passato queste ultime settimane a studiare per i miei due esami che mi dividevano dalla laurea. Mi laureo cazzo, sono in corso, manca solo la tesi. E di questo mi stupisco, mi sono sempre sottovalutata, mai avrei pensato di riuscire a finire in tempo. (Speriamo di essere capaci di scrivere la tesi se no ciccia).

3. Quasi via di casa. Laurea e poi via. Inizierò a cercare lavoro, parte dei miei compagni ha già trovato, sono positiva. Devo decidere se rimanere qui in Italia o iniziare a pensare seriamente di andare in UK, il  che comporta un contratto a tempo indeterminato, orari di lavoro assurdi, straordinari pagati, aiuto a trovare casa, possibilità di carriera ecc ecc.. Devo pensarci bene, anche perchè l’obiettivo era prendere casa insieme a Lei, e andare al canile a prendere un bel cagnolone vecchio e bisognoso di affetto. Ho un Budget limitato quindi i casi sono due: spendo quello che ho per i primi affitti e rimango in Italia sperando di trovare lavoro che sarà sicuramente precario, ma rimaniamo vicino alle nostre amiche (mie, sue, ecc); oppure andiamo in UK ma lei deve abbandonare il suo contratto a tempo indeterminato, e cercare lavoro in UK. Altra opzione che mi viene in mente adesso: chissenefrega, prendo casa insieme a lei, se abbiamo voglia di andare in UK andiamo, se no vediamo di tirare avanti a campare.

4. Quasi infermiera. dopo mille stage in uffici che mi annoiavano, dopo corsi post diploma su robe di cui non me ne fregava un cazzo, un giorno ho dato ascolto alla vocina interiore che non ascoltavo mai “vai a fare infermieristica”. Non è una missione come tutti pensano, non è spirito da crocerossina di sti cazzi. E’ scegliere una professione utile, che spazia in mille ambiti, si può stare in reparto di degenza, si può stare in sala operatoria, si può lavorare direttamente a casa delle persone, si collabora con altre figure professionali, si studia, ci si forma. Si incontrano persone di ogni genere (anche il feticista che frequenta il Decadence a Bologna e ti chiede il disinfettante perchè gli sanguinano i piercing ai capezzoli), si parla con persone che hanno bisogno di parole di conforto, si attiva il cervello in situazioni di emergenza, si ha a che fare con un codice deontologico, e soprattutto “ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare”. Ho la passione (e direi la calamita) per i casi sociali.  A parte tutto, mi piace la professione che ho scelto perchè ci si deve impegnare a non giudicare mai nessuno.

5. Vita amorosa. ultimo punto ma non meno importante: CHE BELLO ESSERE INNAMORATA.

 

Alla fine non ho concluso tanto, tutti questi “quasi” non mi fanno paura, MI GASANO UN SACCO.

ROCK N’ ROLL.

 

 

la canzone non sarà rock n roll, però la gente che fa i balletti mi mette allegria. YO.

Chat.

E’ giunta l’ora di dire al mondo che anche la sottoscritta, nei momenti bui della vita, ha frequentato le chat lesbiche. Ci andavo a tempo perso, fondamentalmente perchè iniziavo a capire di che pasta ero fatta, e non avevo il coraggio di espormi. Così accendevo il pc e facevo due chiacchiere con persone che forse erano un po’ come me. Passavo il tempo a scartare conversazioni, a segnalare i maniaci, a chiacchierare nella “chat pubblica”.

Cercavo persone normali, possibilmente sane dal punto di vista psicologico. No. Se speri di trovare una persona poco psicolabile in chat, le possibilità sono 1 su 1.000.000.000.

Ci conosciamo per caso, pensavo fosse l’ennesimo maniaco assassino. Parliamo del più e del meno, mi racconta che ha le ghiandole ingrossate e si va a fare le punture, parliamo di cavolate, sembra che ci stiamo divertendo.

Ad un certo punto mi chiede il numero. A me? Io che lascio il mio numero in chat?

..L’unica volta che avevo lasciato il mio facebook a una, come prova della mia femminilità reale, mi ero ritrovata con 3 amici in comune e volevo morire, per poi scoprire che questa (abitante di una regione diversa dalla mia) si era limonata di nascosto la morosa di una delle mie più care amiche. O.O

E io ero una povera pivella.

A: “senti io devo andare, mi lasci il tuo numero? mi sei simpatica, magari ci risentiamo”

B: “di solito non lascio il mio numero il chat, se vuoi ci risentiamo qui..”

A: “ma come facciamo?”

B: ” ti ho inserita tra i preferiti, quando ti connetti di scrivo”

A: “..almeno una foto ce l’hai?”

B: “Non ho voglia di mettere mie foto in rete, però se vuoi accendo la cam”

A: “ok”

… Questa più o meno era stata la conversazione tra me e lei, dopo minchiate scritte a caso, mi voleva vedere. Che vergogna. Che poi per me a 23 anni, fare di queste cose mi sembrava assurdo. Pensavo di trovarmi di fronte alla classica lella da chat: Crestone biondo, canotta, tatuaggi, grezzissima.

A: “Però non fare caso a come sono messa, ho i capelli che sembrano pasta al sugo, sono malata..”

… Accende la cam. Ero un mix di imbarazzo e curiosità. Altro che lella da chat. Era troppo carina. Sul divano, visino d’angelo e capelli lunghi lunghi. E tette giganti ma questa è un altra storia…

B: “Se vuoi ti lascio la mia mail” ( tra l’altro la mia mail personale, con nome e cognome)

Della serie “il numero non te lo do, però se vuoi ti lascio la mail e il codice fiscale”.

Da quel giorno non abbiamo smesso mai di sentirci, per fortuna non abita lontano da casa mia e ci vediamo ogni volta che vogliamo (lavoro e università permettendo).

Un po’ di cose che ho imparato sulle lesbiche.

Ogni tanto, a tempo perso, mi diletto a leggere alcuni articoli che si trovano in giro per il web, in merito ai luoghi comuni sulle lesbiche. Quando ancora ero in dubbio, quando ancora ero un etero molto confusa e infelice, leggevo questi articoli e iniziavo il mio viaggio interiore: “come si capisce se una è lesbica? Tutte le lesbiche giocano a calcio? Le lesbiche amano i gatti?”

Domande del cavolo a parte, pur sapendo fossero tutte cazzate, mi ci ritrovavo molto, e dopo quasi due anni di appartenenza al mondo “lello” posso finalmente avere un mio parere al riguardo.

Ecco cosa ho scoperto:

– l’80% delle calciatrici ama le donne (o dice di non amarle e le ama segretamente)

– se ad una serata gay non hai la rasata\cresta (bionda o rosso fluo che sia) non ti considera nessuno

– dopo un mese di storia, si pensa già a prendere casa insieme

– più che amore per i gatti, ho notato un grande amore per i cani

– le ex delle ex sono davvero parte integrante della coppia

– le ex della tua ragazza provano ad essere tue amiche o a conoscerti

– ogni tanto un ex si sveglia e decide di infiltrarsi nella vita altrui

– le etero confuse sembrano avere il gay-radar migliore del tuo

– il gay radar esiste davvero e funziona

– ho imparato a riconoscere anche le “lelle” più improbabili.

– odio dire lella, ma lo dicono tutte e mi ci sono abituata.

– le litigate tra donne sono qualcosa di devastante

– le poiane esistono davvero

– le pause portano solo a cose negative

– le serate lgbt sono un sacco divertenti anche se ti fa schifo la discoteca

– gli sport praticati sono sempre quelli più improbabili

– “se vuoi essere lesbica devi avere l’indipendenza economica” cit.

– un sacco di ragazze si conoscono in chat (esperienza personale)

– trovare una persona non psicolabile in chat è molto difficile

– le probabilità di trovare la donna della tua vita in biblioteca, sono molto scarse

– il ciclo si sincronizza davvero

– due donne con il ciclo possono seriamente uccidersi a morsi

– la sindrome premestruale esiste, è subdola e distrugge te e chi ti sta intorno

– “amore quella maglia non mi piace”.. “vaffanculo, io non ti piaccio mai, e non è giusto che tu sei più bella di me. Stasera non esco” .-.

– i tacchi? cosa sono i tacchi?

Ovviamente l’articolo va letto con il sorriso, PEACE&LOVE.