Il coinquilino di merda. Notizie dal fronte.

Ieri.

Ore 00.05. Mi alzo dal letto dopo aver finito di guardare “Divergent”. Ho una voglia assurda di mandarini, gli stessi che ho comprato il giorno di Santo Stefano, nel supermercato dietro casa. Un momento felice, quello della spesa, soprattutto dopo 2 giorni in cui vagavo disperatamente alla ricerca di qualcosa di aperto.

Comunque. Scendo in cucina, uno degli altri coinquilini mi guarda con un chupa chupa in bocca.

La mia attenzione va alla mia busta di mandarini.

La MIA busta di mandarini NUOVA. Era aperta.

Ore 00.06. L’altra mia coinquilina corre in cucina: Stavo urlando come una disadattata sociale.

Ore 00.08. Il colpevole ci raggiunge chiedendo quale sia il problema. Il problema è la mia busta di mandarini NUOVA. La busta di mandarini che NON HO APERTO IO.

“è stata la mia ragazza, pensava fossero miei”

Ore 1.10 am. Dopo quasi un ora di sfogo disperatissimo, torno nei miei alloggi.

Ore 7.00 am. Mi sveglio scoglionata, aggiorno il gruppo di whatsapp dicendo che dobbiamo pagare le bollette, e che ognuno deve mangiarsi il suo cibo.

Mi risponde il coinquilino di merda, con un messaggio scritto in inglese, in cui mi diceva che avrebbe ricomprato tutto, e che eravamo pregati (poi solo io) di comprarci padelle, pentole, piatti, posate, e spezie varie, perchè lui aveva messo tutto a disposizione per farci un piacere.

Ore 11.45. Mi alzo dal letto e vado a comprarmi:

  • 1 piatto grande con decorazioni natalizie in sconto del 50%
  • 1 piatto piccolo con decorazioni natalizie diverse da quello grande
  • 2 bicchieri di Homer Simpson per la modica cifra di 1 sterlina
  • 1 padella antiaderente
  • 1 pentola con coperchio
  • 4 forchette
  • 4 coltelli
  • 4 cucchiai
  • 1 coltello da macellaio
  • 1 frusta per i dolci
  • 1 tagliere viola
  • 1 scodella
  • 1 contenitore graduato
  • 1 mestolo
  • 2 strofinacci

Per un totale di 22 sterline.

Ho 25 anni, me ne sono venuta a Brighton da sola, non ho bisogno delle tue pentole di merda per campare.

 

 

Treno in diretta

Vi ricordate il post sui personaggi strani? Non era niente. Stazione di bologna, sale all’ultimo. Arriva e puzza di vino.  Posti da quattro.ci sono solo io, si siede di fronte a me. La signora nei posti opposti mi guarda  della serie “che culo, proprio davanti a te”.. Fa un sorrisetto tra se e se “me lo sono schivato”.. Grazie signora bionda di merda col tablet. Grazie. Fa una telefonata nella sua lingua madre, urla. Poi tira fuori un super smartphone, si sistema nell’altro posto. Mi sembra di giocare a tetris.
Sfodera dalla borsa un sacchetto di mais tostato. “lo voglio anche io, che buono”. Cambio idea quando inizia a tossire e tira cricchi al vento per pulirsi dal mais unto attaccato alle dita.
Picchietto con le dita “like a Stone” degli Audioslave e guardo fuori dal finestrino in cerca di aiuto. Non ci sono nemmeno più le balle di fieno fuori.
La situazione raggiunge l’apice dell’assurdità quando sfonderà il cartone di Tavernello, o forse vino da discount da 99cent. Ottimo. Ora c’e puzza di vino e mais.
Balla. Sta ballando davvero. Adesso canta. Almeno é intonato. No non é vero. Perché sbatte i piedi per terra?
Gli faccio un video? Diventerei ricca. Ho paura.

Se cambiassi posto, sarebbe tutto molto più semplice.  Ma cazzo, sono arrivata prima io!
Ps. Se mai dovesse succedermi qualcosa, dite alla mia amata che mai come oggi ero felice di vederla.

Pps. Nel caso in cui mi rifiutasse, ditele che non mi sono strofinata nel mais tostato, é stato lui.

 

No vabbè. Faenza. Sale lei. Il mio compagno di viaggio intanto urla e si agita al telefono. La signora bionda é stata sostituita da un ragazzo con gli auricolari.
La nuova compagna di avventure si siede dietro di me. Penso sia rom. Urla al telefono a uno e gli dice che non devono sedersi vicini, perché poi si capisce, perché se le fa i segni davanti a tutti dopo non va bene. Evidentemente é un uomo dall’altra parte del telefono, non capisce quello che le dice lei, che intanto urla sempre le stesse cose (come se il neurone di quell’altro si attivasse dopo un certo livello di decibel).
Questo viaggio mi mette alla prova. Aiuto.

“ma tu ce l’hai il Gay-radar?” “io ho BRENDA”

“Ma tu ce l’hai il gay radar?”

“come fai a capire se una è etero o è lesbica?”

“come faccio a capire se anche lei è come me?”

Nel lontano 2010, esistevano i forum. Nel lontano 2010 bisognava avere occhio, bisognava avere della testa, attenzione ai particolari, serviva ingegno, osservazione e allenamento. Era così che riuscivi a captare l’omosessualità della tipa accanto a te:

– capelli corti

– taglio alternativo

– gatto

– unghie mangiate

– camminata da calciatrice

– canotta + camicia da boscaiolo

– timberland slacciate

– orologio a destra

– birra in mano

– tatuaggi

– sguardo fisso della serie “mi stai fissando perchè cerchi conferme dal tuo gay-radar”

Funzionava così: scansione veloce, “BIIIIIIP  BIIIIP”. Era il lella-detector.

Poi arrivano gli smartphone alla portata di tutti, arriva Android, e ci regala il Play store. Arrivano app di ogni tipo. Dopo Fruit Ninja, Crazy Diamond, Facebook, Twitter, Instagram, arriva l’app delle app: BRENDA.

Brenda è la morte della privacy, con Brenda non esiste “al mio paese non lo sa nessuno”, perchè scopri che la tua vicina di casa, quella che non esce mai, quella che non vedi da quando avevi 6 anni, è su Brenda. La vedi online, e hai appena caricato la tua foto. Sai che ti vede. Sai che ora LEI LO SA.

Brenda è la soddisfazione di dire “Cazzo, lo dicevo che era del giro anche lei!”, Brenda è la prova del 9 del tuo Gay-Radar.

Brenda è quell’app che fai installare alla tua amica etero confusa, che si evolve in etero-convinta, quando vede cosa c’è sul mercato: 15 camioniste, 3 tipe vestite di rosa, 10 ragazze  con foto orribili  abbracciate a gatti, alberi, tavolo di casa, svaccate sul comò.

Ps. Per fortuna ora ho un Windows Phone e Brenda è quell’app che sullo store non esiste. 😀

Treno guarda treno.. treno questo treno.

Prendo spesso il treno per andare dalla mia amata, potrei farlo in macchina, ci metterei meno tempo, ma gli euri scarseggiano.

Il viaggio dura più o meno un oretta e mezza, perchè a Bologna il treno rimane fermo circa 20 minuti, poi riparte. Non sapendo cosa fare, ho deciso di stilare un elenco di personaggi che ho incontrato in questo anno e mezzo.

  • La quasi religiosa: più di un’ora di telefonata. Penso Sud americana, fisico perfetto, capelli perfetti, un paio di leggings super attillati e magliettina. Supplicava la sua amica di Chiesa a mettere una buona parola per lei. Era Testimone di Geova, parlava di congregazione, era andata in piscina con un bikini (come tutte le ragazze del mondo?), una tipa l’aveva vista e aveva deciso di “fare la spia” alla congregazione, che l’aveva accusata di “tenere un comportamento poco decoroso”. Lei piangeva al telefono e ripeteva che quel pomeriggio mentre prendeva il sole studiava i suoi appunti per la chiesa, faceva caldo e aveva deciso di abbronzarsi un po’. Era avvilita, soprattutto perchè diceva che la sua fede non poteva essere messa in dubbio per essere andata in piscina in una giornata di sole. Aveva ragione.
  • bambine inquietanti: la bambina inquietante è quella che ha più o meno 8 anni, un po’ cicciottella, carina, occhi verdi e riccioli biondi, sorridente e persa nel paesaggio attorno a lei. Fino a qui tutto regolare, la psicolabilità della bambina inizia quando parte a contare non-si-sa-cosa a voce bassa bassa “unoduetrequattrocinqueseisetteottonovedieci…” “milleunomilleduemilletremillequattro..” .
  • Il musicista dimostratore: è uno dei personaggi più fastidiosi che si possano incontrare sul treno. Il musicista dimostratore è quello che in condizioni normali è capace di suonare uno strumento, decide però di dimostrarlo al mondo in momenti meno favorevoli ed in maniera abbastanza astratta. “air guitar, air drum, air bass” lui sa suonare tutto. Di solito ascolta musica Hard rock, Metal, Power Metal, rock anni 70, è il patito degli AC/DC e dei Led Zeppelin, lo capisci dallo zaino che porta, e dal titolo della traccia che compare dal suo smartphone agitato per aria. Perchè il musicista dimostratore deve dimostrare all’umanità che sa cosa vuol dire “andare a tempo”, lui conosce tutti i ritmi possibili di una batteria e riesce a simularli alla perfezione, conosce i momenti di assolo della chitarra, li simula impegnandosi, muove le dita, fa scorrere le mani lungo la tastiera immaginaria. Lui lo sa fare. Muove la testa di continuo a ritmo di musica, si scontra con te, ogni tanto ti chiede scusa, è una persona agitata.
  • I rapper: cappello, jeans e maglia larga. Si muovono in gruppo. Uno di loro ha lo smartphone collegato ad una mini cassa, fa partire le basi e gli altri fanno freestyle, di solito dicono cose grezze, però le dicono in rima. Fanno un gran casino.
  • I trasgressivi di sto cazzo: sono quelli che “sono fighi perchè non gliene frega un cazzo”, sono fighi perchè “se viene il controllore gli facciamo il culo”. Sono le classiche persone da Venerdì sera in treno. Sono le ore 21:30, occupano una carrozza, ci sono solo loro. Nessuna persona con del cervello non starebbe mai da sola in una cabina con della gente così. Uno fa il palo fuori e controlla che non arrivi nessuno, gli altri bevono, agitano bottiglie all’aria, fumano di continuo. Sono più o meno 6 ragazzi e due ragazze. Fumano e impuzzoliscono tutto. Hanno un gran da fare perchè devono sballarsi prima di arrivare nel locale in cui si devono “spaccare”.
  • i trasgressivi con dello stile: Pantaloni di pelle, corpetto, matitone nero attorno agli occhi, lenti a contatto bianche. Non c’è bisogno di chiedere, sono diretti al Decadence, noto locale molto tragressivo/fetish/trash del bolognese. Nonostante l’apparenza feroce, stanno tranquilli per i fatti loro, chiacchierano e non guardano male nessuno, rispondono molto tranquillamente ad un signore che ingenuamente chiede loro dove possano mai andare vestiti così.. “ad una festa in maschera al Decadence”.
  • il maniaco: il maniaco è il personaggio che decide di sedersi di fronte a te, nonostante ci siano altri 30 posti liberi. Giacca in pelle nera, vecchia, lunga, di quelle anni 90. Capello lungo e unto, colore grigio-nero-biondo, occhi azzurro ghiaccio, tiene in mano una valigetta vecchia e rovinata. Fissa, non ha paura, se per sbaglio lo guardi negli occhi, lui non si schioda da li e ha anche la faccia tosta di farti quei sorrisetti da viscidone.