Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

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L’Amore dopo il DDL CIRINNA’

OK, sono in ritardo. Ok non scrivo sul blog da mesi forse.

MA lasciatemi esprimere la mia GIOIA.

Cosa c’era per me prima del Ddl Cirinnà? NULLA DI CERTO. Nulla. E adesso? Adesso c’è uno spiraglio di luce.

Sono talmente tanto gasata per questa cosa, che non faccio altro che andare ad amoreggiare in giro.

Per esempio:

la mia ragazza mi viene a prendere a Milano Malpensa. Ci fermiamo in autogrill (1. perchè amo perdere tempo in autogrill, 2.perchè La Vale deve ordinarsi il suo macchiato freddo).

Cosa Succede?

Succede che ordino il caffè mentre l’abbraccio, la tengo per mano, la sbaciucchio e mi comporto da morosa appiccicosa quale io sono.

CHISSENEFREGA se la barista mi guarda male. CHISSENEFREGA PROPRIO.

SIAMO DIVENTATE LEGALI.

 

 

Back home pt2

Sono tornata a casa per 10 giorni di ferie. Riassunto: UNA MERDA.

Dovevo festeggiare il compleanno col mondo, alla fine nessuno aveva tempo, quindi ciccia al culo e tanti auguri per i miei 26 anni.

Chi doveva esserci c’era, e questo è l’importante.

Problema famiglia:

Pur abitando a Brighton, mia madre mi fa sentire in colpa. I problemi sono che non mi faccio mai sentire, che quando torno in Italia a casa non ci sto mai, che non sa quello che faccio..

Ma io non posso sopportare ancora momenti del genere, del tipo che torno a casa e trovo mia mamma che fissa il muro come se non esistesse più una speranza per nessuno.

E sono stata davvero a tanto così dal dirglielo. Il problema è che non so se è meglio o peggio.

Ieri mi ha chiamata dicendomi “ah ma te sparisci proprio” “Mamma, sono tornata a Brighton due giorni fa, ti ho scritto, cosa ti dovevo dire?” “TU ERI IN ITALIAA NON A CASAAA CHI TI HA VISTAAA?” piangendo e urlando. Poi mi ha sbattuto il telefono in faccia, ho richiamato e non ha risposto.

Vorrei solo vivere la mia vita tranquilla, senza mal di stomaco, senza ansia ogni volta che devo pensare a casa mia.

E voglio bene a mia mamma, ma lei non lo capisce. A 26 anni continuo a scrivere quello che scrivevo a 16: io ho bisogno dei miei spazi.

 

Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

una giornata particolare

Oggi ci siamo viste, come ogni sabato. Lei parcheggia la sua macchina vicino alla mia e mi sorride. Abbiamo mangiato sushi, siamo morte di caldo in un parco in centro città, abbiamo girato per negozi, abbiamo fatto un giro in collina e siamo state un po’ da sole.

E’ tardi e dovrei andare a dormire, e tra mille pensieri confusi, mi viene in mente lei, seduta accanto a me, con il telefono in mano che mi dice: “giochiamo a Ruzzle?”

Dice sempre che non l’ascolto, o che la interrompo mentre parla. A distanza di ore, mi rendo conto di non avere risposto a quella domanda. L’ho vista, era lì che mi guardava, con il suo sorriso felice, con quello sguardo che ha solo lei. Mi sembrava una bambina. E poi boh, ho pensato che aveva poca batteria, e che le sarebbe servita per il suo viaggio di ritorno. E così non le ho risposto. L’ho guardata, e  ho provato mille cose tutte insieme.

Sono triste, sono agitata e lei è lontana. Lunedì inizio a lavorare e ho la solita ansia che mi coglie prima delle cose importanti.

“Amore, prima di andare via mi fai l’in bocca al lupo per lunedì?”

“certo amore”

E mi ha stretta forte forte, con quel tono tranquillo e rassicurante che mi mette pace.

Sono passate un po’ di ore, non riesco a dormire. Odio quei 150km, odio le mezze misure. Siamo nella stessa regione, e a distanza di due anni, mi sembra di averla a 4000km.

Questi sono i miei problemi. Questi sono i pensieri di una persona che ama un’altra persona. Questa è la mia vita. Odio dormire da sola, amo condividere le notti con lei. Amo sentirmi al sicuro, odio chi ci discrimina, odio chi pensa che noi siamo “diverse”.

Scrivo a caso, lo so.

Ho bisogno di un suo abbraccio, ho bisogno di quella partita a Ruzzle che non abbiamo fatto. Ho bisogno di vedere il suo sorriso, ho bisogno di dirle che la amo, ho bisogno di lei e basta.

Notte.

Guida al mondo lesbico. #1 Telefilm.

Ora, so bene che non esistono guide al “mondo Etero”, nel senso che nessuno verrà mai a chiedervi: “conosci qualche telefilm etero?”. Conosco bene però il percorso di auto-accettazione, e so quanto possa essere importante trovare risposte in rete, cercare un riscontro, trovare cose che “sono uguali a me”, in un blog, in un vlog, in un telefilm.

Quindi elencherò ora i telefilm disponibili in rete, più o meno belli, non saranno in ordine di preferenza: la classifica la farete voi, perdendo pomeriggi, serate, giorni, facendovi venire l’ansia e il malessere da #poiana.

  1. Orange is the New Black: è il telefilm più in guardato in assoluto. Racconta di Piper Chapman e Alex Vause, in un carcere, ovviamente nella sezione femminile, e di tutta la realtà che le circonda. Tutto il mondo lesbico è in attesa della 3 stagione. Se partite con questo siete dei draghi, a tratti potrebbe sembrare abbastanza “forte” per delle new entry. Rimane comunque uno dei miei preferiti.
  1. The L Word: è la storia della storia del telefilm Lesbico per eccellenza. Lo guardavo da etero confusa, poi ho capito che non era fantasia: certe cose succedono sul serio. Racconta di una valanga di donne, le “protagoniste” sono Bette, Tina, Shane, Jenny, Alice, Helena e altra gente insomma.. Racconta di questo gruppo di amiche, delle loro relazioni, della loro vita a Los Angeles. Non siete nessuno se non avete visto questo telefilm. A volte può sembrare assurdo, ma è bello così. Tra il tragico ed il comico. Ci sono tipo 6 stagioni. Consigliatissimo. (tutti i titoli degli episodi iniziano con la lettera L)
  1. Lip Service: la protagonista è una fotografa bionda, una vera Bad Girl. A mio parere è un po’ la versione inglese di The L Word, sono solo due stagioni (mi sembra), ma alla fine non è male. È ambientato in Inghilterra.
  1. A sud del paradiso(South of Nowhere): anche questo telefilm è ambientato a Los Angeles. Racconta dell’amicizia tra due ragazze, che evidentemente solo amicizia non è. Sono tre stagioni, mi ricordo che mi era piaciuto.

 

  1. Sugar Rush: parla di due ragazze e delle loro vite. Anche loro sono amiche e forse qualcosa di più. È una figata perché è ambientato a Brighton. 😀

 

  1. Anyone But Me: è una webseries, sono 3 stagioni. Ho amato da morire questa Webserie, non so il perché, ma l’ho guardata un sacco di volte. Parla di due ragazze che stanno insieme, adolescenti anche loro, ma consapevoli del loro amore. Una delle due si trasferisce e succedono un sacco di cose. Guardatelo. Il link al canale di youtube è questo (https://www.youtube.com/user/AnyoneButMeWebSeries).

 

  1. Girl/GIirl Scene: Non ho ancora avuto tempo di vederlo, e quindi non so bene cosa raccontarvi. Però era uno di quelli in lista! Qui c’è il link. https://www.youtube.com/watch?v=bJ5cJKeVtrg

 

  1. LSB le ragazze non dormono: anche questo è reperibile su youtube. Nonostante le critiche negative, a me è piaciuto un sacco. Parla di un gruppo di ragazze a Roma, della loro vita e delle loro cose. Lo consiglio. E qui lascio il link: https://www.youtube.com/user/LSBTheSeries

 

  1. Skins: anche qui troverete storie varie di ragazze innamorate.. in particolare la storia di Emily e Naomi. Sono due patatone. Penso che gli episodi siano visibili dal sito di MTV.

 

  1. Ice: webseries italiana, ambientata anche questa a Roma. #Lezpop (cercate su google se non sapete di cosa parlo) dice: “Tema centrale della serie, è la difficoltà di comunicare,di esprimere quell’io profondo celato in ognuno di noi all’interno di una società che spesso ci mette i bastoni tra le ruote. ICE è il ghiaccio che finisce con il cristallizzare i nostri sentimenti, le nostre passioni, la speranza di poter essere parte attiva di una società che in realtà finisce con il mercificare tutto. Perché in fondo, niente brucia come il ghiaccio.”

 

11. Love Bytes: web serie che parla di 3 amici che condividono il loro appartamento. E’ solo in inglese, parla di una ragazza lesbica, un ragazzo gay e della loro amica etero. Sono solo 4 puntate e vi consiglio di guardarle 😀 http://www.lovebytes-theseries.com/episodes/

Per ora questi sono alcuni telefilm che ricordo, degli altri vi scriverò prossimamente. Guardateveli e fatevi una cultura. 😀

Ottime notizie!

Allora allora, da dove comincio?

Prima cosa: 2 anni insieme. DUE anni. Abbiamo festeggiato io e lei, e a sto giro, lei è stata super romantica. Mi ha dato davvero la rumba. Pensavo che le avrei fatto la sorpresona del secolo, ricomprandole una collanina uguale a quella che le avevano rubato, e invece no. Ha vinto lei. Mi ha proprio fatto rimanere  senza parole (per la seconda volta, la prima è stata il primo appuntamento).

Mi ha bendata, sulla panchina dove abbiamo passato tutta la prima estate, i primi baci, la prima volta che le ho quasi detto ti amo con un originalissimo “gente che forse ti ama ma non lo sa”, mi ha passato un auricolare, ed è proprio riuscita a farmi sentire importante davvero. Sul tavolo dietro di noi c’erano delle candele disposte a forma di cuore, e due Tennent’s (le prime birre bevute insieme).

tennents

E’ il mio tesoro grande.

Adesso abbiamo anche un gattino, un trovatello, è stato da me per un po’, da sabato è da lei. E’ un patatino piccolo che mangia un sacco e miagola di continuo. E’ diventato il migliore amico della mia ragazza, lei parla con lui tutto il giorno, e appena avrò il ciclo, le pianterò una scenata di gelosia che si ricorderà per sempre.

Alla fine, non sei una vera lesbica se non prendi un gatto, noi ora abbiamo il gatto, aspettiamo (speriamo a breve) l’appartamento insieme.

Cosa numero due: parto davvero per l’Inghilterra!!!! 😀

Insomma, mentre qui in Italia mi hanno sputato in faccia, offrendomi 500 euro al mese, dicendomi che tanto non avrei trovato di meglio senza esperienza, ieri mi hanno fatto sapere che il colloquio è andato bene, che a loro sono piaciuta e posso iniziare a preparare tutti i documenti che servono.

Mi aiuteranno con la casa, 1500 sterline di base, contratto a tempo indeterminato, ferie, scatti di anzianità, ecc ecc ecc..

E cosa voglio di più? Niente. In agosto ci sarà pure il Summer-pride!

Lasciatemi l’euforia del momento, che alle difficoltà ci voglio pensare un’altra volta!

tratto da http://www.competitiontravel.it/wp-content/uploads/2014/10/brighton-31.jpeg

Il più bel regalo del mondo.

La storia della laurea, della festa, del futuro e di tutto quanto, hanno portato non poco stress nella mia vita. Una volta finito tutto l’entusiasmo, siamo rimasti solo io e le mie paure.

Da un giorno all’altro, così.

Lei mi diceva che ero distaccata, che non le davo le giuste attenzioni, io mi arrabbiavo con lei perché mi trattava male, l’accusavo di essere pesante, e così iniziò il circolo vizioso dei momenti difficili, in cui tutto deve fare schifo per forza.

Andiamo a prendere il treno, ci troviamo a Bologna. Le porto una pizzetta e un succo di frutta alla pera, nonostante i tempi difficili, so ancora cosa le piace.

Mi sentivo incastrata nel mio cervello. Perché le cose non andavano bene? Non lo so.

Ero felice di essere li con lei, ero felice di vederla, ero felice e basta. Eppure non riuscivamo a finire una frase senza finire a litigare.

È andata così per un po’ finchè non abbiamo tirato fuori tutto quello che volevamo dirci.

Sembravano momenti interminabili, sembrava tutto così difficile. E invece no, perché come dico sempre “l’amore deve essere facile”.

Così, ci siamo ritrovate a Firenze, in una location super figa a due passi da Santa Maria del Fiore. Mi svegliavo accanto a lei, aprivo la finestra e c’era quella figata assurda della Cappella del Brunelleschi!

Abbiamo girato mano nella mano, sempre, con tutta la tranquillità del mondo.

L’obiettivo era visitare Firenze e andare a cercare anche qualche posto gay. E chi poteva dircelo se non una frequentatrice della movida Lgbt fiorentina?

Guardo la mia amata, prendo coraggio e le dico “senti, installa Brenda (che adesso si chiama Wapa) e vedi se trovi una del posto che ci dice dove andare!”

(Si, perché Google era troppo facile, a noi piacciono le sfide, e a me piace farmi del male).

Ragazza numero uno: riesce a darci una risposta, ci dice dove andare e ci dice che il posto è carino.

Ragazza numero due: scrive cose a caso, probabilmente è straniera.

Ragazza numero tre: dice che se vuole l’accompagna lei. Ha continuato a farle complimenti per i 3 giorni successivi.

Ora io voglio dire giusto una cosa: vedi che nella foto profilo la ragazza bellissima a cui fa i complimenti sta limonando con me, che problemi hai? Anzi, che problemi ho io. Perché alla fine va sempre a finire così.

Succedono sempre le comiche, ma che dire, mi piace farmi del male.

                                                                                    presa da http://33.media.tumblr.com/tumblr_lpgbhxFDSf1qlh1s6o1_400.gif

Alla fine, di giorno facevamo le turiste, e di sera ce ne stavamo insieme, con il nostro cibo spazzatura, sotto le coperte, a guardare i programmi da vecchia che piacciono a lei, sempre abbracciate, mano nella mano. Tanto amore e tanta pace.

brunelleschi

La nostra prima volta

La prima volta che abbiamo dormito insieme non abbiamo fatto l’amore. Abbiamo solo dormito. Lei e io, in una camera di albergo.

Decisi che quella sarebbe stata la prima di tante altre notti insieme, scoprii che era decisamente più bella di me appena sveglia, e che a differenza mia,  non aveva bisogno della spazzola, dei trucchi e soprattutto della piastra.

E mentre nel resto del mondo, c’era gente che si scagliava contro gli omosessuali, sbraitando cose tipo “innaturali, Schifosi, Froci, Abomini del mondo”, io e Lei ce ne stavamo insieme, a tenerci per mano, a scoprire lati di noi che ancora non avevamo scoperto.

Era un’altra sera insieme.

“Buonanotte”

“Buonanotte”

E poi un bacio, e poi un altro, e poi i battiti aumentano e i respiri si sincronizzano. Le sfilo la maglia, con dolcezza, con naturalezza. Mi sfila la maglia e continuiamo a baciarci, e così per non so quanto. La sento mia, e io sono sua. Una promessa fatta in silenzio, senza dire nulla, siamo noi due, solo noi.

La prima volta con una donna, la prima volta con lei, la prima volta più bella che potesse esserci.

Ci addormentiamo abbracciate, la respiro a pieni polmoni, sono proprio dove dovrei essere.

Al mattino mi sveglio per prima, Lei dorme con le mani sotto al cuscino, i capelli le accarezzano la schiena, è perfetta. Noto una cosa che non avevo mai visto: ha le fossette di Venere. La bacio piano per non svegliarla, “in che pianeta ho vissuto fino ad ora?”, mi avvicino e mi riaddormento. E’ il giorno più bello della mia vita.

ore piccole

La mia tesi è quasi finita, e quando dico “quasi” intendo dire che è finita, eppure sembra sempre che manchi qualcosa.

Non ne posso più. Il termine di consegna è a breve, e io mi sto proprio cagando sotto. E’ finita, per la prima volta sto portando a termine qualcosa di veramente importante.

Mi sono laureata nei 3 anni, sono in corso, e ho scritto una tesi da sola perchè la mia relatrice non si degna di rispondermi a mezza mail.

Come ho fatto? io non ne ho idea.

E mentre sto qua a scrivere, cerco di abbattere la tensione. La camomilla è solo una leggenda metropolitana, non rilassa, non serve a niente.

 

Ho bisogno di pace, di calma e di tranquillità, e ci sono 150km di mezzo. Non è una vera e propria storia a distanza, non ci dividono tanti chilometri, sono pochi perchè fondamentalmente basta un’ora e mezza di macchina; diventano tanti, dal momento in cui senti il bisogno di un abbraccio e non si può.

Abbracciarla e sentire il suo profumo è come quando un giorno guardi fuori dalla finestra e all’improvviso ti accorgi che le giornate si sono allungate: sono le sei del pomeriggio e c’è un sole che spacca le pietre. E’ la cosa più bella del mondo, capisci che l’inverno è finito, e che puoi stare più tempo fuori a giocare.

Io non lo so spiegare l’effetto che mi fa, la amo e basta.

Sabato l’ho coccolata tutto il pomeriggio, poi si è addormentata mentre tornavamo alla sua macchina: mi teneva per mano e quando cambiavo marcia rimaneva con la mano appoggiata alla gamba, così come l’avevo lasciata, allora la stringevo con cura, per non svegliarla. Era dolce, era fragile, era Lei, che dormiva nella mia macchina, vicino a me, si fidava di me, nonostante la nebbia.

Ho sbagliato con lei, ho sbagliato di grosso, e ci ho messo un po’ ad ammetterlo. Sono stata una stronza di prima categoria i primi mesi, eppure Lei è rimasta lo stesso.

Piangeva, e mi chiedeva perchè.

Ero un pezzo di ghiaccio, incastrata tra i sensi di colpa e la voglia di cambiare.

Alla fine, sono riuscita a dimostrarle che era sono una brutta fase, e che per Lei, avrei dato il diecimila per cento.

Se penso a quel periodo nemmeno mi riconosco. Lei me lo aveva detto, che nell’amore non ci credeva più, che non voleva più soffrire; mi ero ripromessa di non farle mai del male, e invece la situazione mi era sfuggita un po’ di mano.

Era tutto troppo nuovo per me, era tutto troppo strano.

E adesso? Adesso è tutto cambiato, adesso sono consapevole di amarla, ma per davvero.Ho voglia di stringerla ogni giorno, di riempirla di baci, coccole, regali, pasta fatta in casa, pizza e film.

E ho paura. Ho una fottuta paura di perderla.

In serate come questa, 150Km sono infiniti.

Le ho dato la buonanotte e le ho detto che la amo, non le ho detto che per davvero voglio passare la mia vita con lei, e che in serate così tristi l’unico rimedio può  essere solo un suo abbraccio.

 

 

sarà pure commerciale, ma chissenefrega, questa canzone è bellissima.