Ruote che girano. Sempre e comunque.

Mentre penso al titolo da dare al post di oggi, ascolto “Try” ma non l’originale di Pink, perchè a me piacciono di più le cover, soprattutto quelle di Nicole Cross.

E niente, è proprio vero che quando va tutto bene, la voglia di scrivere ti passa, quasi te ne dimentichi.

E come ad un anno esatto dal terremoto in Emilia, per chi non lo sapesse ci fu il bum di attacchi di panico al pronto soccorso, eccomi qui, un anno dopo la “tragedia” della mia vita.

Definirla “tragedia” poi è troppo. Diciamo che luglio 2015 è stato il periodo dell’inculata epica.

Depressione, lacrime, pianti e crisi respiratorie nel bel mezzo della notte. Questo è stato l’inizio.

La fine è stata: amici, vita nuova, Inghilterra, un nuovo amore e la mia avventura da deficiente un po’ solitaria.

Ad un anno da quella volta, nemmeno mi ricordo più che voce abbia, l’impressione è di aver sprecato 2 anni della mia vita con qualcuno che alla fine è stato inutile. La cosa triste è che probabilmente quel poverino del mio Ex pensa esattamente le stesse cose di me, mentre io quando penso a lui sono del tipo “era tanto carino con me, siamo cresciuti insieme, ma a me piacevano le donne”. #Ruotechegirano

Che poi, io ho continuamente l’ansia di essere come lei. La sua copia esatta. Ho paura che se mai dovesse finire con La Vale, sarà di sicuro per colpa mia e per le mie insicurezze di merda, e per una marea di cose che avrei potuto fare e non ho fatto. E mi sentirò una merda, perchè sarò tutto quello che ho sempre voluto non essere.

Il fatto è che ho bisogno di stabilità, e sono la prima ad essere instabile. E questa cosa che non si sa quando e come La Vale si trasferirà qui, mi destabilizza. E se va male? E se non ci sopportiamo? E se non trova da lavorare? E se l’inglese sarà un problema per lei?

Lei non se ne preoccupa, dice che le basta stare con me. Io me ne preoccupo invece. Io sono la realista drammatica, lei è la sognatrice. E Lei è sempre quella che in me ci vede molto di più di quello che ci vedo io.  Lei mi vede per la splendida persona che non sono, sono piena di paure e lei fa finta di niente. Ho paura che si annulli, come ho fatto io in passato.

Basta che non divento bipolare. Ancora non piango a caso ogni 5 minuti, e non ho i crolli nervosi se qualcuno mi dice cose del tipo “guarda che stasera andiamo a mangiare la pizza con i miei amici e la prendiamo al metro”.

 

 

 

.Off topic: A proposito di cover. Ci metto la faccia una volta per tutte pure io (per chi non segue il mio profilo twitter).

Questo è il mio passatempo qui a Brighton con la mia amica Spanish. Se volete iscrivetevi al canale che ci fa piacere. ps. Io sono quella che suona con la faccia da culo.

 

 

 

 

 

 

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Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

Luoghi comuni a gogo.

Ancora non me ne capacito, 3 settimane che ci conosciamo e già parliamo di casa, ikea, gatti, cani, criceti, affitto, mutuo, bollette.

Proprio come le “vere lesbiche”.

Sono reduce da un weekend coccolosissimo passato a casa sua, e sono felice perchè per la prima volta non ho dovuto mentire a nessuno, “lei è la mia ragazza”. Punto. Senza storie, senza racconti improbabili.

Sono state le prime due notti insieme e lei è stupenda e basta. Ho passato un pomeriggio a guardarla mentre si occupava di tutte le faccende di casa sua: la lavatrice, la stufa, la spesa, i piatti, l’aspirapolvere, manutenzioni varie, i cani, i gatti. Sa fare qualunque cosa e sa condire l’insalata divinamente.

Si preoccupa per me, mi sgrida se non mangio, se fumo troppo, se trascuro i miei amici.

E poi niente, mi ha svegliata con la colazione a letto, una rosa e un sorriso stupendo.

una giornata particolare

Oggi ci siamo viste, come ogni sabato. Lei parcheggia la sua macchina vicino alla mia e mi sorride. Abbiamo mangiato sushi, siamo morte di caldo in un parco in centro città, abbiamo girato per negozi, abbiamo fatto un giro in collina e siamo state un po’ da sole.

E’ tardi e dovrei andare a dormire, e tra mille pensieri confusi, mi viene in mente lei, seduta accanto a me, con il telefono in mano che mi dice: “giochiamo a Ruzzle?”

Dice sempre che non l’ascolto, o che la interrompo mentre parla. A distanza di ore, mi rendo conto di non avere risposto a quella domanda. L’ho vista, era lì che mi guardava, con il suo sorriso felice, con quello sguardo che ha solo lei. Mi sembrava una bambina. E poi boh, ho pensato che aveva poca batteria, e che le sarebbe servita per il suo viaggio di ritorno. E così non le ho risposto. L’ho guardata, e  ho provato mille cose tutte insieme.

Sono triste, sono agitata e lei è lontana. Lunedì inizio a lavorare e ho la solita ansia che mi coglie prima delle cose importanti.

“Amore, prima di andare via mi fai l’in bocca al lupo per lunedì?”

“certo amore”

E mi ha stretta forte forte, con quel tono tranquillo e rassicurante che mi mette pace.

Sono passate un po’ di ore, non riesco a dormire. Odio quei 150km, odio le mezze misure. Siamo nella stessa regione, e a distanza di due anni, mi sembra di averla a 4000km.

Questi sono i miei problemi. Questi sono i pensieri di una persona che ama un’altra persona. Questa è la mia vita. Odio dormire da sola, amo condividere le notti con lei. Amo sentirmi al sicuro, odio chi ci discrimina, odio chi pensa che noi siamo “diverse”.

Scrivo a caso, lo so.

Ho bisogno di un suo abbraccio, ho bisogno di quella partita a Ruzzle che non abbiamo fatto. Ho bisogno di vedere il suo sorriso, ho bisogno di dirle che la amo, ho bisogno di lei e basta.

Notte.

Ottime notizie!

Allora allora, da dove comincio?

Prima cosa: 2 anni insieme. DUE anni. Abbiamo festeggiato io e lei, e a sto giro, lei è stata super romantica. Mi ha dato davvero la rumba. Pensavo che le avrei fatto la sorpresona del secolo, ricomprandole una collanina uguale a quella che le avevano rubato, e invece no. Ha vinto lei. Mi ha proprio fatto rimanere  senza parole (per la seconda volta, la prima è stata il primo appuntamento).

Mi ha bendata, sulla panchina dove abbiamo passato tutta la prima estate, i primi baci, la prima volta che le ho quasi detto ti amo con un originalissimo “gente che forse ti ama ma non lo sa”, mi ha passato un auricolare, ed è proprio riuscita a farmi sentire importante davvero. Sul tavolo dietro di noi c’erano delle candele disposte a forma di cuore, e due Tennent’s (le prime birre bevute insieme).

tennents

E’ il mio tesoro grande.

Adesso abbiamo anche un gattino, un trovatello, è stato da me per un po’, da sabato è da lei. E’ un patatino piccolo che mangia un sacco e miagola di continuo. E’ diventato il migliore amico della mia ragazza, lei parla con lui tutto il giorno, e appena avrò il ciclo, le pianterò una scenata di gelosia che si ricorderà per sempre.

Alla fine, non sei una vera lesbica se non prendi un gatto, noi ora abbiamo il gatto, aspettiamo (speriamo a breve) l’appartamento insieme.

Cosa numero due: parto davvero per l’Inghilterra!!!! 😀

Insomma, mentre qui in Italia mi hanno sputato in faccia, offrendomi 500 euro al mese, dicendomi che tanto non avrei trovato di meglio senza esperienza, ieri mi hanno fatto sapere che il colloquio è andato bene, che a loro sono piaciuta e posso iniziare a preparare tutti i documenti che servono.

Mi aiuteranno con la casa, 1500 sterline di base, contratto a tempo indeterminato, ferie, scatti di anzianità, ecc ecc ecc..

E cosa voglio di più? Niente. In agosto ci sarà pure il Summer-pride!

Lasciatemi l’euforia del momento, che alle difficoltà ci voglio pensare un’altra volta!

tratto da http://www.competitiontravel.it/wp-content/uploads/2014/10/brighton-31.jpeg

La nostra prima volta

La prima volta che abbiamo dormito insieme non abbiamo fatto l’amore. Abbiamo solo dormito. Lei e io, in una camera di albergo.

Decisi che quella sarebbe stata la prima di tante altre notti insieme, scoprii che era decisamente più bella di me appena sveglia, e che a differenza mia,  non aveva bisogno della spazzola, dei trucchi e soprattutto della piastra.

E mentre nel resto del mondo, c’era gente che si scagliava contro gli omosessuali, sbraitando cose tipo “innaturali, Schifosi, Froci, Abomini del mondo”, io e Lei ce ne stavamo insieme, a tenerci per mano, a scoprire lati di noi che ancora non avevamo scoperto.

Era un’altra sera insieme.

“Buonanotte”

“Buonanotte”

E poi un bacio, e poi un altro, e poi i battiti aumentano e i respiri si sincronizzano. Le sfilo la maglia, con dolcezza, con naturalezza. Mi sfila la maglia e continuiamo a baciarci, e così per non so quanto. La sento mia, e io sono sua. Una promessa fatta in silenzio, senza dire nulla, siamo noi due, solo noi.

La prima volta con una donna, la prima volta con lei, la prima volta più bella che potesse esserci.

Ci addormentiamo abbracciate, la respiro a pieni polmoni, sono proprio dove dovrei essere.

Al mattino mi sveglio per prima, Lei dorme con le mani sotto al cuscino, i capelli le accarezzano la schiena, è perfetta. Noto una cosa che non avevo mai visto: ha le fossette di Venere. La bacio piano per non svegliarla, “in che pianeta ho vissuto fino ad ora?”, mi avvicino e mi riaddormento. E’ il giorno più bello della mia vita.

“io ti amo ma non posso stare con te”.

Salve a tutti, dovrei studiare, come al solito tra un argomento e l’altro faccio un salto su Lezpop..

Ho trovato questo articolo “Mi ama ma non può stare con me perché sono una donna”.

Ho sentito il bisogno di scrivere due righe al riguardo.

Riassumendo. Questa ragazza ha avuto una relazione con la sua migliore amica, per ben due anni. Immaginate una storia di due anni insieme: l’amore, i progetti, i viaggi, i limoni sotto casa nascoste in qualche vicolo.. Poi la migliore amica si rende conto che non può stare con lei, perchè è una donna.

Fulmini e saette caddero dal cielo.

Il top della storia è l’ex ragazza che mesi dopo le scrive: “mi manchi troppo, mi manca il respiro, ti amo troppo, vorrei stare bene e voglio dimenticarti” + scenata di gelosia annessa.

Questa storia mi ha fatto pensare a qualcosa che mi urta molto: l’ex della mia ragazza.

Lei è l’etero confusa dotata di radar, perche si sente sempre in dovere di ubriacarsi e mandare un messaggio alla mia ragazza quando le cose, a noi, stanno andando alla perfezione. La persona in questione è quella che non si fa sentire per mesi, anni, e quando meno te l’aspetti ecco che compare il suo messaggio del tipo

“Ciao, come stai? Ogni tanto penso a quello che c’è stato tra noi. Mi dispiace per come mi sono comportata. Ti va di venire da me? Ho casa libera”

Subdola donna di merda.

Punto primo: puoi mai essere tanto egoista da pensare solo ed esclusivamente al tuo piacere personale?

Punto secondo: ma ci pensi ai sentimenti degli altri?

Punto terzo: con tutta la gente che c’è al mondo devi stressare proprio la mia ragazza?

Punto quarto: dopo due anni non ti sei ancora resa conto che se quando ti ubriachi scrivi ad una donna un motivo ci sarà?

Urto immenso ogni volta che a random le arriva un sms. Perchè al tempo di whatsapp, delle spunte blu, dei file audio, dei selfies, lei le manda solo ed esclusivamente SMS.

Una volta pensavo semplicemente che fosse una poverina un po’ confusa, potevo capirla: crescere in una famiglia che non può accettarti non è facile, non avere nessuno con cui parlare può essere soffocante, E VA BENE, però poi non cerchi di autodistruggere un’altra persona e di trascinarla a fondo con te. Soprattutto se stiamo parlando della MIA ragazza.

Ho passato il periodo di crisi profonda anche io, l’ho fatta stare male, poi ho capito il danno che le stavo facendo, ho capito il tesoro che stavo per perdere. E allora ho pensato “fanculo tutti, io con lei ci sto. PUNTO E BASTA“. E da quel giorno tutto è cambiato.

Mi sento fortunata ogni volta che posso guidare e prenderle la mano, mi sento fortunata ogni volta che mi dice che mi ama, mi sento fortunata ogni volta che mi bacia e si accoccola a me, mi sento fortunata ogni volta che si addormenta sul divano e poi si sveglia e mi sgrida perchè la sto fissando. Mi sento fortunata perchè posso condividere la mia vita con una persona così speciale.

Tornando alla confusa della situazione: non tollero questa persona non per gelosia (ok, forse un po’), ma soprattutto per la grandissima mancanza di rispetto. Se lei provasse davvero dei sentimenti, farebbe qualcosa di concreto.

Morale della favola: non date importanza a gente che non sa quello che vuole, che deve pensare se ha voglia di stare con voi o mangiare caramelle.

Morale da filosofa contemporanea:  i treni passano, se decidi di scendere non puoi più risalire,perchè il capotreno fischia, le porte si chiudono e il treno riparte,  se avete sbagliato stazione, il biglietto ve lo fate fritto. Soprattutto perchè il treno successivo ritarderà e perderete il tempo della convalida.

:

se stai male, a me chi me lo dice?

Già abitare a quasi 150km non è semplice. Ci vediamo ogni settimana, passiamo il weekend insieme, io vado a casa sua, lei viene da me, passiamo pomeriggi, ore, giorni insieme. Ci amiamo. Cerchiamo i nostri spazi, ritagliamo pezzi di mondo solo per noi due. Abbracci, baci, litigate. Carezze, fantasie, amore.

Sono cose nostre, sono cose che appartengono soltanto a noi. E allora perchè mi prende tanto male oggi? Perchè di questo, ne sappiamo qualcosa solo io e lei.

Sono una di quelle persone che fa molta fatica a farsi i cazzi suoi, nel senso che sono trasparente, se raggiungo un traguardo ne parlo, a casa, all’università, con gli amici, con tutti quelli che fanno parte della mia vita.

Decidere di escludere qualcuno dalla mia vita non è nella mia natura, ma mi viene imposto dal momento in cui ci sono persone che non mi accettano per quello che sono, e se fossero amici/conoscenti non sarebbe un grosso problema mandarli a quel paese, da momento in cui il blocco ce l’hai perchè tua madre non ti accetta, allora le cose diventano più difficili.

La cosa che comunque mi fa più male in tutta questa situazione è essere ignorata. Sono l’amica che sta con lei alle feste, sono l’amica che mangia la pizza con i suoi genitori, sono l’amica che la fa piangere, quella che chiama quando litiga con sua mamma. Sono l’amica che fa l’albero di natale insieme a lei, quella che per pasqua rimane a pranzo con tutta la famiglia, sono l’amica che dorme a casa sua, sono l’amica con cui si prepara prima di uscire, e sono l’amica con cui si addormenta sul divano mentre guarda “quarto grado”.

In questi giorni è stata male, non l’avevo mai vista malata, se non la prima volta che ci siamo scambiate due parole. Lavora tutto il giorno, e per quanto si senta inutile, io l’ammiro tantissimo. Non ci sono persone della mia età che si fanno il culo come lei, io non conosco nessuno che lavora così tanto. Si preoccupa di quello che fa, non chiede aiuto a nessuno e si fa in quattro per non creare disagi a nessuno. Pensa tanto al suo lavoro e poco a se stessa. E’ una persona che ha capito come funziona, è una persona sveglia e intelligente, è curiosa, è dolce, e ogni tanto crolla anche lei.

Tra una cosa e l’altra ci siamo sentite poco ieri sera, ho messo giù perchè dovevo cucinare e avevo un pochino da spadellare. Erano le 20:40.. e di lei non ho saputo più niente.

Sapevo che era tanto stanca, sapevo che aveva bisogno di riposarsi, sapevo che non stava tanto bene. Sarà per deformazione professionale o non lo so cosa, il fatto è che se sta male lei, io divento super mega iperprotettiva, e il fatto di non vederla e di non sapere effettivamente come sta mi distrugge.

Sapevo che aveva solo un po’ di mal di testa, ma non è mai sparita così all’improvviso.. Era solo tanto stanca poverina.

Ho avuto qualche ora per riflettere alla nostra situazione. Ma se le succede qualcosa davvero, a me chi me lo dice? A chi verrebbe mai in mente di cercare il mio numero di cellulare e dirmi che sta male? Praticamente non sono nessuno per essere informata.

Oggi mi prende male. Perchè abbiamo una marea di cose belle, condividiamo un sacco di cose, vogliamo una vita insieme, mille cose, i nostri progetti, le nostre paure, le nostre speranze.  Nostre. Perchè per mia madre lei è una persona X (per modo di dire perchè secondo me si è accorta di tutto e non mi dice niente), e per la sua sono la sua più cara amica.

Tutto questo nascondersi inizia a farmi venire il voltastomaco. E’ come tenere una tigre chiusa in gabbia, o chiusa nell’armadio insomma.

Che poi vorrei sapere il primo omofobo della storia chi cazzo era, giusto perchè così almeno so chi offendere quando sbatto contro lo spigolo del mobile e mi faccio male al mignolino del piede. Fanculo.

PS. concludo con questa canzone, perchè per quanto commerciale possa essere, ogni tanto mi ricorda che le persone accettano, che non c’è niente di scandaloso o ancora peggio, schifoso. Buon pomeriggio.

Halloween.

Le festicciole da giovani trasgressivi non fanno più per me. Però ero riuscita a creare una faccia da zombie fighissima.

Avrei voluto passare almeno 10 minuti del mio weekend con lei. E invece no, perchè abbiamo passato sabato e domenica a ripulire casa della mia amica. Modalità Cenerella no stop.

Io ho fatto il tuttofare di turno “accendi il fuoco, lava per terra, sposta questo, prendi quello, metti la tovaglia, pulisci li, portami qui, svegliatevi, apro la finestra”.

Odio. La prossima persona, che usa un imperativo con me, vince un mattarello in testa. Tutto perchè la mia amica ha deciso di slogarsi una caviglia nel bel mezzo della festa.

Almeno c’era anche lei con me.. Ad un certo punto le ho anche detto “paciughina del mio cuore”.

Questo il riassunto del mio weekend.