Ruote che girano. Sempre e comunque.

Mentre penso al titolo da dare al post di oggi, ascolto “Try” ma non l’originale di Pink, perchè a me piacciono di più le cover, soprattutto quelle di Nicole Cross.

E niente, è proprio vero che quando va tutto bene, la voglia di scrivere ti passa, quasi te ne dimentichi.

E come ad un anno esatto dal terremoto in Emilia, per chi non lo sapesse ci fu il bum di attacchi di panico al pronto soccorso, eccomi qui, un anno dopo la “tragedia” della mia vita.

Definirla “tragedia” poi è troppo. Diciamo che luglio 2015 è stato il periodo dell’inculata epica.

Depressione, lacrime, pianti e crisi respiratorie nel bel mezzo della notte. Questo è stato l’inizio.

La fine è stata: amici, vita nuova, Inghilterra, un nuovo amore e la mia avventura da deficiente un po’ solitaria.

Ad un anno da quella volta, nemmeno mi ricordo più che voce abbia, l’impressione è di aver sprecato 2 anni della mia vita con qualcuno che alla fine è stato inutile. La cosa triste è che probabilmente quel poverino del mio Ex pensa esattamente le stesse cose di me, mentre io quando penso a lui sono del tipo “era tanto carino con me, siamo cresciuti insieme, ma a me piacevano le donne”. #Ruotechegirano

Che poi, io ho continuamente l’ansia di essere come lei. La sua copia esatta. Ho paura che se mai dovesse finire con La Vale, sarà di sicuro per colpa mia e per le mie insicurezze di merda, e per una marea di cose che avrei potuto fare e non ho fatto. E mi sentirò una merda, perchè sarò tutto quello che ho sempre voluto non essere.

Il fatto è che ho bisogno di stabilità, e sono la prima ad essere instabile. E questa cosa che non si sa quando e come La Vale si trasferirà qui, mi destabilizza. E se va male? E se non ci sopportiamo? E se non trova da lavorare? E se l’inglese sarà un problema per lei?

Lei non se ne preoccupa, dice che le basta stare con me. Io me ne preoccupo invece. Io sono la realista drammatica, lei è la sognatrice. E Lei è sempre quella che in me ci vede molto di più di quello che ci vedo io.  Lei mi vede per la splendida persona che non sono, sono piena di paure e lei fa finta di niente. Ho paura che si annulli, come ho fatto io in passato.

Basta che non divento bipolare. Ancora non piango a caso ogni 5 minuti, e non ho i crolli nervosi se qualcuno mi dice cose del tipo “guarda che stasera andiamo a mangiare la pizza con i miei amici e la prendiamo al metro”.

 

 

 

.Off topic: A proposito di cover. Ci metto la faccia una volta per tutte pure io (per chi non segue il mio profilo twitter).

Questo è il mio passatempo qui a Brighton con la mia amica Spanish. Se volete iscrivetevi al canale che ci fa piacere. ps. Io sono quella che suona con la faccia da culo.

 

 

 

 

 

 

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03/2015 vs 03/2016

E’ già passato quasi un anno dalla mia laurea, il 26 Marzo 2015 raggiungevo un traguardo importante.

Quando ci dicono che non bisogna mai adagiarsi sugli allori hanno ragione. Vabbè che l’alloro io ce l’avevo in testa.

Comunque, ad un anno di distanza, tiro le somme:

  1. Laurea in infermieristica: è andata alla grande. Sono un infermiera per davvero. Anche se la divisa inglese è abbastanza imbarazzante.
  2. Trasferimento in UK: vivo per davvero a Brighton ormai da 6 mesi, è stato più semplice di quello che pensavo. Nonostante l’affitto, il mio stipendio mi permette di darmi a spese pazze online, pagare le bollette, comprare birre, mettere soldi da parte per la pensione.
  3. Indipendenza+famiglia: sono indipendente. Vivo dall’altra parte dell’Europa. Ogni tanto piango perchè mi manca la mia famiglia. E non l’avrei mai detto, questo proprio no. Sembrerà paradossale, ma la distanza ci fa parlare civilmente. Ho comprato un cellulare decente alla mia mamma per il suo compleanno. Se non fosse stato per loro, io qui non ci sarei mai arrivata.
  4. Amici: i miei amici sono sempre gli stessi. Anche se ci sentiamo poco e le cose un po’ sono cambiate, io non smetterò mai di ringraziarli per quello che hanno fatto per me in tutto il periodo pre-partenza. Dalla laurea, siamo diventati un gruppo vero. E mi mancano, davvero tanto.
  5. Amore: tutto quello che scrivevo su questo blog si è rivelato un enorme buco nell’acqua, nel senso che è stata la presa per il culo-teatrino del secolo. Apparentemente ora dice in giro che non mi ha mai amata. Per fortuna mi sono liberata di tutte le lettere di merda che dicevano l’esatto opposto. Un anno fa la stessa persona prometteva amore eterno e fedeltà “non importa se qui, a Brighton o in qualsiasi altra parte del mondo”. Ora sto con una ragazza splendida, che ce la sta mettendo tutta per sistemare il casino che ho dentro. E’ stata qui a trovarmi, ha conosciuto i miei nuovi amici, e piace sempre a tutti, nonostante la sua camminata :D. Se prima andavo in macchina a casa sua, ora prendo l’aereo, e alla fine, ci metto poi solo un’oretta in più. E’ stata l’unica persona in vita mia che è riuscita a portarmi una colazione da sogno a letto. E come bacia lei, forse nessuno al mondo.
  6. Benessere Psico-Fisico: ho rivisto le foto della laurea. E OMG. Pensavo di aver anche perso peso in quel periodo. E niente. Ero sui 63-65kg, ora viaggio sui 56-58 kg, che voi direte che non sono niente, e invece si vedono tutti. Ho la rasata, ho comprato gli anelli tamarri che tanto volevo, mi compro anche i vestiti tamarri, ho 3 piercing, arriverà prossimamente un tatuaggio. Sto imparando a disegnare, suono la chitarra con la mia nuova amica spagnola, probabilmente apriremo un canale youtube demenziale. Ho i poster in camera che tanto desideravo. A proposito dei “poster che tanto desideravo” mi sono resa conto che ho sempre desiderato roba davvero poco costosa e abbastanza adolescenziale.
  7. Tra poco arriveranno i miei 26 anni. E se penso che sono passati 10 anni da quando ne avevo 16, mi viene l’ansia della vita.

Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

Luoghi comuni a gogo.

Ancora non me ne capacito, 3 settimane che ci conosciamo e già parliamo di casa, ikea, gatti, cani, criceti, affitto, mutuo, bollette.

Proprio come le “vere lesbiche”.

Sono reduce da un weekend coccolosissimo passato a casa sua, e sono felice perchè per la prima volta non ho dovuto mentire a nessuno, “lei è la mia ragazza”. Punto. Senza storie, senza racconti improbabili.

Sono state le prime due notti insieme e lei è stupenda e basta. Ho passato un pomeriggio a guardarla mentre si occupava di tutte le faccende di casa sua: la lavatrice, la stufa, la spesa, i piatti, l’aspirapolvere, manutenzioni varie, i cani, i gatti. Sa fare qualunque cosa e sa condire l’insalata divinamente.

Si preoccupa per me, mi sgrida se non mangio, se fumo troppo, se trascuro i miei amici.

E poi niente, mi ha svegliata con la colazione a letto, una rosa e un sorriso stupendo.

Guida al mondo lesbico. #1 Telefilm.

Ora, so bene che non esistono guide al “mondo Etero”, nel senso che nessuno verrà mai a chiedervi: “conosci qualche telefilm etero?”. Conosco bene però il percorso di auto-accettazione, e so quanto possa essere importante trovare risposte in rete, cercare un riscontro, trovare cose che “sono uguali a me”, in un blog, in un vlog, in un telefilm.

Quindi elencherò ora i telefilm disponibili in rete, più o meno belli, non saranno in ordine di preferenza: la classifica la farete voi, perdendo pomeriggi, serate, giorni, facendovi venire l’ansia e il malessere da #poiana.

  1. Orange is the New Black: è il telefilm più in guardato in assoluto. Racconta di Piper Chapman e Alex Vause, in un carcere, ovviamente nella sezione femminile, e di tutta la realtà che le circonda. Tutto il mondo lesbico è in attesa della 3 stagione. Se partite con questo siete dei draghi, a tratti potrebbe sembrare abbastanza “forte” per delle new entry. Rimane comunque uno dei miei preferiti.
  1. The L Word: è la storia della storia del telefilm Lesbico per eccellenza. Lo guardavo da etero confusa, poi ho capito che non era fantasia: certe cose succedono sul serio. Racconta di una valanga di donne, le “protagoniste” sono Bette, Tina, Shane, Jenny, Alice, Helena e altra gente insomma.. Racconta di questo gruppo di amiche, delle loro relazioni, della loro vita a Los Angeles. Non siete nessuno se non avete visto questo telefilm. A volte può sembrare assurdo, ma è bello così. Tra il tragico ed il comico. Ci sono tipo 6 stagioni. Consigliatissimo. (tutti i titoli degli episodi iniziano con la lettera L)
  1. Lip Service: la protagonista è una fotografa bionda, una vera Bad Girl. A mio parere è un po’ la versione inglese di The L Word, sono solo due stagioni (mi sembra), ma alla fine non è male. È ambientato in Inghilterra.
  1. A sud del paradiso(South of Nowhere): anche questo telefilm è ambientato a Los Angeles. Racconta dell’amicizia tra due ragazze, che evidentemente solo amicizia non è. Sono tre stagioni, mi ricordo che mi era piaciuto.

 

  1. Sugar Rush: parla di due ragazze e delle loro vite. Anche loro sono amiche e forse qualcosa di più. È una figata perché è ambientato a Brighton. 😀

 

  1. Anyone But Me: è una webseries, sono 3 stagioni. Ho amato da morire questa Webserie, non so il perché, ma l’ho guardata un sacco di volte. Parla di due ragazze che stanno insieme, adolescenti anche loro, ma consapevoli del loro amore. Una delle due si trasferisce e succedono un sacco di cose. Guardatelo. Il link al canale di youtube è questo (https://www.youtube.com/user/AnyoneButMeWebSeries).

 

  1. Girl/GIirl Scene: Non ho ancora avuto tempo di vederlo, e quindi non so bene cosa raccontarvi. Però era uno di quelli in lista! Qui c’è il link. https://www.youtube.com/watch?v=bJ5cJKeVtrg

 

  1. LSB le ragazze non dormono: anche questo è reperibile su youtube. Nonostante le critiche negative, a me è piaciuto un sacco. Parla di un gruppo di ragazze a Roma, della loro vita e delle loro cose. Lo consiglio. E qui lascio il link: https://www.youtube.com/user/LSBTheSeries

 

  1. Skins: anche qui troverete storie varie di ragazze innamorate.. in particolare la storia di Emily e Naomi. Sono due patatone. Penso che gli episodi siano visibili dal sito di MTV.

 

  1. Ice: webseries italiana, ambientata anche questa a Roma. #Lezpop (cercate su google se non sapete di cosa parlo) dice: “Tema centrale della serie, è la difficoltà di comunicare,di esprimere quell’io profondo celato in ognuno di noi all’interno di una società che spesso ci mette i bastoni tra le ruote. ICE è il ghiaccio che finisce con il cristallizzare i nostri sentimenti, le nostre passioni, la speranza di poter essere parte attiva di una società che in realtà finisce con il mercificare tutto. Perché in fondo, niente brucia come il ghiaccio.”

 

11. Love Bytes: web serie che parla di 3 amici che condividono il loro appartamento. E’ solo in inglese, parla di una ragazza lesbica, un ragazzo gay e della loro amica etero. Sono solo 4 puntate e vi consiglio di guardarle 😀 http://www.lovebytes-theseries.com/episodes/

Per ora questi sono alcuni telefilm che ricordo, degli altri vi scriverò prossimamente. Guardateveli e fatevi una cultura. 😀

La nostra prima volta

La prima volta che abbiamo dormito insieme non abbiamo fatto l’amore. Abbiamo solo dormito. Lei e io, in una camera di albergo.

Decisi che quella sarebbe stata la prima di tante altre notti insieme, scoprii che era decisamente più bella di me appena sveglia, e che a differenza mia,  non aveva bisogno della spazzola, dei trucchi e soprattutto della piastra.

E mentre nel resto del mondo, c’era gente che si scagliava contro gli omosessuali, sbraitando cose tipo “innaturali, Schifosi, Froci, Abomini del mondo”, io e Lei ce ne stavamo insieme, a tenerci per mano, a scoprire lati di noi che ancora non avevamo scoperto.

Era un’altra sera insieme.

“Buonanotte”

“Buonanotte”

E poi un bacio, e poi un altro, e poi i battiti aumentano e i respiri si sincronizzano. Le sfilo la maglia, con dolcezza, con naturalezza. Mi sfila la maglia e continuiamo a baciarci, e così per non so quanto. La sento mia, e io sono sua. Una promessa fatta in silenzio, senza dire nulla, siamo noi due, solo noi.

La prima volta con una donna, la prima volta con lei, la prima volta più bella che potesse esserci.

Ci addormentiamo abbracciate, la respiro a pieni polmoni, sono proprio dove dovrei essere.

Al mattino mi sveglio per prima, Lei dorme con le mani sotto al cuscino, i capelli le accarezzano la schiena, è perfetta. Noto una cosa che non avevo mai visto: ha le fossette di Venere. La bacio piano per non svegliarla, “in che pianeta ho vissuto fino ad ora?”, mi avvicino e mi riaddormento. E’ il giorno più bello della mia vita.

14 Febbraio.

La scelta del titolo non è stata casuale, ieri per me non è stato San valentino.

Abbiamo passato un periodo un po’ del cazzo, lei sommersa dal suo lavoro, io sommersa dalla tesi, dall’ansia pre-tesi, e dalla neve.

Quando viviamo periodi tranquilli riusciamo a vederci anche in settimana, magari passo un pomeriggio da lei, o rimango per tutto il weekend.

Erano due settimane che non la vedevo. Erano due settimane che sentivo solo la sua voce per telefono, che non potevo abbracciarla. Telefonate brevi, veloci. Troppo stanche e troppo impegnate per stare tranquille al telefono.

Vivevo malissimo questa cosa, avevo bisogno di lei, la sentivo lontana anni luce, avevo bisogno di una mini dimostrazione di affetto, un gesto qualunque, una qualsiasi cosa che mi facesse capire “testa di cazzo, non vedi che stiamo così perchè non ci vediamo, smettila di farti seghe mentali, ti amo”.

E più o meno è andata così, perchè trovavo da dire su qualunque cosa, addirittura l’avevo mandata a fanculo perchè:

“ah ma la cucina a casa della tua amica a me non piace”.

Apriti cielo. Non l’avesse mai detto.

Avevo solo bisogno di stringerla forte.

E finalmente quel giorno è arrivato, il fato ha voluto che fosse proprio il giorno di San Valentino, ma penso che nessuna delle due ci abbia fatto poi così caso, soprattutto in un periodo così difficile.

Avevo tentato di scriverle una lettera di San valentino, ma era piuttosto patetica. Lei mi ha portato una rosa e un pacco di cioccolatini che mi piacciono tanto “i baci ti fanno schifo, i lindt di fanno schifo, questi però ti piacciono” God save i biancocuore.

segue dicendo “ce la fai a tacere per un minuto?”. “si”.

Allora ha messo su una canzone e poi mi ha abbracciata.

Volevo rotolarmi per terra dalla vergogna, perchè pur essendo abbastanza egocentrica, mi vergogno come un cane quando mi si mette al centro dell’attenzione.

Però è stata una giornata stupenda, l’ho tenuta stretta per tutto il pomeriggio, in un parcheggio che non saprei nemmeno ritrovare, con la nebbia e la pioggerellina. Però eravamo abbracciate, da sole.

Penso di non aver bisogno di altro per stare bene, Io, lei.. e il sushi.

Si, perchè dopo l’ho portata a mangiare giapponese. E dopo abbiamo preso un gelato. E poi siamo tornate alla sua macchina, e lei mi stringeva la mano e dormiva. Era una cucciola. E io penso di amarla come non ho mai amato nessuno.

 

 

 

 

 

 

Tirarsi la zappa sui piedi.

Quando mi ci metto, posso essere davvero un’idiota.

Estate. Agosto. Andiamo in Salento a fare la nostra prima vacanza super figa della nostra storia. Il progetto era: sole, mare, amore, e Piña Colada.

(Io non lo so che sapore abbia davvero una  Piña Colada, ma faceva figo nominare quel drink ogni volta che si pensava a noi due al mare).

Viaggio lunghissimo, ma eravamo Lei, io, “stella stai”, una videocamera nuova, il mio cappello da rapper che Lei odiava, una borsa frigo e la voglia di esplorare un gran pezzo di Italia. Insieme in vacanza, quella vera, per la prima volta. Ci siamo fermate a ogni autogrill che abbiamo incontrato, abbiamo scoperto che il Molise non era frutto di credenze popolari, ci siamo perse, siamo rientrate in autostrada, siamo arrivate in Puglia.

io: ” beh ma quella tua amica, quella con cui ti scambiavi lettere a 14 anni, non era di Foggia?”

Lei: ” ma chi E.? Si era di Foggia, però che ne so.. non ci siamo mai viste”

Io: “e il suo numero ce l’hai?”

Lei: “si”

Io: ” e dai, chiamala, dille che passiamo da Foggia e così vi salutate e facciamo un avventura.”

in quel momento qualcuno avrebbe dovuto fermarmi. In quel momento avrei dovuto dare retta a Lei che non voleva fermarsi a Foggia, ma voleva andare “dalla vecchia”, la nostra padrona dell’appartamento in Salento.

Da quel momento una serie di cose sono successe: la sua “amica” che ha iniziato a fare la cascamorta, la mia ragazza che le diceva che era in vivavoce, E. che si scusava dell’enorme figura di merda.

Arriviamo a Foggia, giriamo a random, ci perdiamo, ridiamo, amoreggiamo, sempre io e Lei, poi troviamo E.

Piacere di qua, ciao di la, sono 15 anni che ci conosciamo e non ci siamo mai viste, lei è la mia ragazza, stiamo insieme da quasi un anno e mezzo, ci stiamo andando a fare le vacanze insieme.. bla bla bla.

E. non si è mai tolta gli occhiali da sole, ci ha offerto un caffè e ce ne siamo andate.

Dopo poco arriva un SMS alla mia ragazza: “grazie per la bellissima sorpresa… bla bla bla”

Insomma, una serie di SMS a cui rispondevo IO con: “sisi, ti saluta anche lei ora sta guidando ecc ecc”.

Passano i giorni e questa ancora prova a dare spazio a ricordi di non si sa cosa.

Se siamo in vacanza insieme, e segreti non ne abbiamo, i messaggi che tu, fottutissima E. stai mandando, li leggo anche io. Riceverà risposte del tipo “si NOI STIAMO BENE, ti saluta anche lei” ecc ecc. Proverà con altri messaggi malinconici ai quali non riceverà mai risposta.

Poi arriva il 20/12, e ci siamo Lei, io, due pizze, la macchina, l’amore, i baci in un parcheggio romanticissimo, la nebbia, forse la luna, e il cellulare che suona. Il suo cellulare che suona. Lei mi guarda, io cerco di connettere quei 3 neuroni che rimangono in dormiveglia quando mi bacia, guardo il telefono. ERA E.

 ” sono giù, pensavo a quest’estate, forse era meglio se non ti vedevo.”

MA ANCORA? MA PER DAVVERO? MA CHE ANSIA. MA UNA VITA?

Cosa c’è che non va in te? e in me, perchè se l’abbiamo incontrata è solo colpa mia.

Sono una sfigata e necessito di mille mila bambole Voodoo. di quelle che funzionano per davvero. Sono una sfigata.

“io ti amo ma non posso stare con te”.

Salve a tutti, dovrei studiare, come al solito tra un argomento e l’altro faccio un salto su Lezpop..

Ho trovato questo articolo “Mi ama ma non può stare con me perché sono una donna”.

Ho sentito il bisogno di scrivere due righe al riguardo.

Riassumendo. Questa ragazza ha avuto una relazione con la sua migliore amica, per ben due anni. Immaginate una storia di due anni insieme: l’amore, i progetti, i viaggi, i limoni sotto casa nascoste in qualche vicolo.. Poi la migliore amica si rende conto che non può stare con lei, perchè è una donna.

Fulmini e saette caddero dal cielo.

Il top della storia è l’ex ragazza che mesi dopo le scrive: “mi manchi troppo, mi manca il respiro, ti amo troppo, vorrei stare bene e voglio dimenticarti” + scenata di gelosia annessa.

Questa storia mi ha fatto pensare a qualcosa che mi urta molto: l’ex della mia ragazza.

Lei è l’etero confusa dotata di radar, perche si sente sempre in dovere di ubriacarsi e mandare un messaggio alla mia ragazza quando le cose, a noi, stanno andando alla perfezione. La persona in questione è quella che non si fa sentire per mesi, anni, e quando meno te l’aspetti ecco che compare il suo messaggio del tipo

“Ciao, come stai? Ogni tanto penso a quello che c’è stato tra noi. Mi dispiace per come mi sono comportata. Ti va di venire da me? Ho casa libera”

Subdola donna di merda.

Punto primo: puoi mai essere tanto egoista da pensare solo ed esclusivamente al tuo piacere personale?

Punto secondo: ma ci pensi ai sentimenti degli altri?

Punto terzo: con tutta la gente che c’è al mondo devi stressare proprio la mia ragazza?

Punto quarto: dopo due anni non ti sei ancora resa conto che se quando ti ubriachi scrivi ad una donna un motivo ci sarà?

Urto immenso ogni volta che a random le arriva un sms. Perchè al tempo di whatsapp, delle spunte blu, dei file audio, dei selfies, lei le manda solo ed esclusivamente SMS.

Una volta pensavo semplicemente che fosse una poverina un po’ confusa, potevo capirla: crescere in una famiglia che non può accettarti non è facile, non avere nessuno con cui parlare può essere soffocante, E VA BENE, però poi non cerchi di autodistruggere un’altra persona e di trascinarla a fondo con te. Soprattutto se stiamo parlando della MIA ragazza.

Ho passato il periodo di crisi profonda anche io, l’ho fatta stare male, poi ho capito il danno che le stavo facendo, ho capito il tesoro che stavo per perdere. E allora ho pensato “fanculo tutti, io con lei ci sto. PUNTO E BASTA“. E da quel giorno tutto è cambiato.

Mi sento fortunata ogni volta che posso guidare e prenderle la mano, mi sento fortunata ogni volta che mi dice che mi ama, mi sento fortunata ogni volta che mi bacia e si accoccola a me, mi sento fortunata ogni volta che si addormenta sul divano e poi si sveglia e mi sgrida perchè la sto fissando. Mi sento fortunata perchè posso condividere la mia vita con una persona così speciale.

Tornando alla confusa della situazione: non tollero questa persona non per gelosia (ok, forse un po’), ma soprattutto per la grandissima mancanza di rispetto. Se lei provasse davvero dei sentimenti, farebbe qualcosa di concreto.

Morale della favola: non date importanza a gente che non sa quello che vuole, che deve pensare se ha voglia di stare con voi o mangiare caramelle.

Morale da filosofa contemporanea:  i treni passano, se decidi di scendere non puoi più risalire,perchè il capotreno fischia, le porte si chiudono e il treno riparte,  se avete sbagliato stazione, il biglietto ve lo fate fritto. Soprattutto perchè il treno successivo ritarderà e perderete il tempo della convalida.

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