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Sono tornata a casa per 10 giorni di ferie. Riassunto: UNA MERDA.

Dovevo festeggiare il compleanno col mondo, alla fine nessuno aveva tempo, quindi ciccia al culo e tanti auguri per i miei 26 anni.

Chi doveva esserci c’era, e questo è l’importante.

Problema famiglia:

Pur abitando a Brighton, mia madre mi fa sentire in colpa. I problemi sono che non mi faccio mai sentire, che quando torno in Italia a casa non ci sto mai, che non sa quello che faccio..

Ma io non posso sopportare ancora momenti del genere, del tipo che torno a casa e trovo mia mamma che fissa il muro come se non esistesse più una speranza per nessuno.

E sono stata davvero a tanto così dal dirglielo. Il problema è che non so se è meglio o peggio.

Ieri mi ha chiamata dicendomi “ah ma te sparisci proprio” “Mamma, sono tornata a Brighton due giorni fa, ti ho scritto, cosa ti dovevo dire?” “TU ERI IN ITALIAA NON A CASAAA CHI TI HA VISTAAA?” piangendo e urlando. Poi mi ha sbattuto il telefono in faccia, ho richiamato e non ha risposto.

Vorrei solo vivere la mia vita tranquilla, senza mal di stomaco, senza ansia ogni volta che devo pensare a casa mia.

E voglio bene a mia mamma, ma lei non lo capisce. A 26 anni continuo a scrivere quello che scrivevo a 16: io ho bisogno dei miei spazi.

 

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03/2015 vs 03/2016

E’ già passato quasi un anno dalla mia laurea, il 26 Marzo 2015 raggiungevo un traguardo importante.

Quando ci dicono che non bisogna mai adagiarsi sugli allori hanno ragione. Vabbè che l’alloro io ce l’avevo in testa.

Comunque, ad un anno di distanza, tiro le somme:

  1. Laurea in infermieristica: è andata alla grande. Sono un infermiera per davvero. Anche se la divisa inglese è abbastanza imbarazzante.
  2. Trasferimento in UK: vivo per davvero a Brighton ormai da 6 mesi, è stato più semplice di quello che pensavo. Nonostante l’affitto, il mio stipendio mi permette di darmi a spese pazze online, pagare le bollette, comprare birre, mettere soldi da parte per la pensione.
  3. Indipendenza+famiglia: sono indipendente. Vivo dall’altra parte dell’Europa. Ogni tanto piango perchè mi manca la mia famiglia. E non l’avrei mai detto, questo proprio no. Sembrerà paradossale, ma la distanza ci fa parlare civilmente. Ho comprato un cellulare decente alla mia mamma per il suo compleanno. Se non fosse stato per loro, io qui non ci sarei mai arrivata.
  4. Amici: i miei amici sono sempre gli stessi. Anche se ci sentiamo poco e le cose un po’ sono cambiate, io non smetterò mai di ringraziarli per quello che hanno fatto per me in tutto il periodo pre-partenza. Dalla laurea, siamo diventati un gruppo vero. E mi mancano, davvero tanto.
  5. Amore: tutto quello che scrivevo su questo blog si è rivelato un enorme buco nell’acqua, nel senso che è stata la presa per il culo-teatrino del secolo. Apparentemente ora dice in giro che non mi ha mai amata. Per fortuna mi sono liberata di tutte le lettere di merda che dicevano l’esatto opposto. Un anno fa la stessa persona prometteva amore eterno e fedeltà “non importa se qui, a Brighton o in qualsiasi altra parte del mondo”. Ora sto con una ragazza splendida, che ce la sta mettendo tutta per sistemare il casino che ho dentro. E’ stata qui a trovarmi, ha conosciuto i miei nuovi amici, e piace sempre a tutti, nonostante la sua camminata :D. Se prima andavo in macchina a casa sua, ora prendo l’aereo, e alla fine, ci metto poi solo un’oretta in più. E’ stata l’unica persona in vita mia che è riuscita a portarmi una colazione da sogno a letto. E come bacia lei, forse nessuno al mondo.
  6. Benessere Psico-Fisico: ho rivisto le foto della laurea. E OMG. Pensavo di aver anche perso peso in quel periodo. E niente. Ero sui 63-65kg, ora viaggio sui 56-58 kg, che voi direte che non sono niente, e invece si vedono tutti. Ho la rasata, ho comprato gli anelli tamarri che tanto volevo, mi compro anche i vestiti tamarri, ho 3 piercing, arriverà prossimamente un tatuaggio. Sto imparando a disegnare, suono la chitarra con la mia nuova amica spagnola, probabilmente apriremo un canale youtube demenziale. Ho i poster in camera che tanto desideravo. A proposito dei “poster che tanto desideravo” mi sono resa conto che ho sempre desiderato roba davvero poco costosa e abbastanza adolescenziale.
  7. Tra poco arriveranno i miei 26 anni. E se penso che sono passati 10 anni da quando ne avevo 16, mi viene l’ansia della vita.

Turni di notte. #UK Edition

Turni di notte.

I turni di notte mi fanno venire il male di vivere. L’ultima volta che ho scritto durante un turno di notte è stato la scorsa estate.

Sono passati mesi, eppure a me sembra una vita fa.

La paura di oggi è: sono come lei?

La mia ex intendo. Perché più ci penso, più mi sembra di non averla mai vissuta quella storia. Più ci penso, più mi convinco che lei abbia sempre finto.

Ero una cazzo di persona per bene io. E mi sento come se mi fossi fatta abbindolare dalla prima truffatrice di turno.

Comunque. Vivo una nuova storia, con una persona che mi da il 10mila per cento. Eppure qualcosa in me non va. Sono diversa da prima.

E per questo odio ancora di più gli ultimi 3 anni della mia vita.

Vorrei poterle dare tutto quello di cui ha bisogno. Vorrei riuscire a farla sentire importante davvero. Eppure tante volte al primo posto mi ci metto io. Tante volte solo per principio.

Lei mi prepara la colazione, me la porta a letto, si accoccola sopra di me prima di addormentarsi. Mi porta i cuccioli e mi ci fa addormentare, anche se sua nonna non vuole i cucciolini in casa.
Mi fa sbronzare al bar della sua amica, e mi prende in giro il giorno dopo. Si prende cura di me in macchina mentre mi lamento all’infinito delle curve e del mal di stomaco.

A me piace farle da mangiare, anche se poi lei pensa di essere più brava di me, non mi da mezza soddisfazione, e si arrabbia e oso lavare i funghi, perché “i funghi si puliscono con la salviettina”.

Ho paura di non fare abbastanza per lei. Ho il cuore che si sta scongelando piano piano, e questa cosa mi urta il sistema nervoso.

Perché lei si meriterebbe tutte le attenzioni del mondo. E le coccole al mattino, al pomeriggio e anche alla sera. E invece io mi arrabbio quando il telefono non prende e lei si agita. Sono una cretina.

Aggiornamenti!

Sono viva, non ho fatto coming out, ma a casa è andato tutto tutto bene. 🙂

(grazie a tutti voi per il vostro supporto virtuale)

 

Per quanto riguarda l’ambiente lavorativo:

  • mi hanno spedita ingiustamente a lavorare per due giorni di fila in un reparto che non era il mio
  • ieri la mia “Super Boss”, mi ha fatto i complimenti, ha detto che sono stata un’ottima infermiera, e che nonostante le difficoltà dell’ambiente lavorativo diverso e la poca esperienza in UK, me la sono cavata egregiamente.

Tutto ciò di fronte a mezzo reparto. LA VERGOGNA. E LA GIOIA.

 

Tornare a Casa.

Dopo 4 mesi, si ritorna a casa.

Una breve visita, 6 giorni per salutare la mia famiglia: la mia mamma, il mio papà, la mia macchina, la mia camera, i miei nipotini. Tutti insomma.

L’ansia che mi coglie è immensa.

Ho un piercing alla lingua, ho 25 anni, lavoro all’estero, sono indipendente. E ho una fottuta paura di tornare a casa.

Ho paura dell’abbraccio sincero di mia madre, ho paura di guardarla in faccia.

Ho paura, perchè dopo 4 mesi, dovrò mentire ancora.

Omosessuale. Lesbica. Sbagliata.

Questo è quello che sono a casa mia. Questo è quello che non sanno.

Felice. Questo è quello che sono qui a Brighton.

Non ho avuto bisogno di mentire a nessuno durante questi 4 mesi. E mi sono sentita anche un po’ una merda, perchè i contatti con i miei genitori sono stati davvero pochi (1-2 volte a settimana).

Per l’ennesima volta mia mamma non sa nulla di me, e io lo so che sta male, ma non è colpa di nessuno.

Tante volte avrei voluto dirglielo, tante volte ho provato a vomitare fuori quello che volevo dirle. E poi alla fine niente.

Sono una vigliacca? Forse.

Vorrei andare a dormire dalla Vale, è la mia ragazza, e io ho 25 anni. Dovrei essere libera di fare quello che voglio. E ho paura di dare spiegazioni. “Torni da Brighton per una settimana e dormi da un’altra parte? Con chi esci? Da chi dormi?”

Sempre le solite domande. E io ho paura.

Ho quasi la sensazione di trovarmi in un limbo. Da una parte ho la mia solita vita, i miei amici, la mia famiglia, un posto sicuro. Dall’altra la libertà di essere ciò che sono. E sono incastrata nel mezzo. Perchè sono una persona normale. E vorrei l’appoggio della mia famiglia, e vorrei vivere la mia vita tranquilla.

Riassumendo: mi sto cagando sotto.

Considerazioni.

Ogni tanto ripenso alla mia scorsa estate.

E’ stato davvero un brutto periodo per me. Ero così felice della mia nuova vita, avevo la mia laurea, il mio lavoro, i miei amici, una storia importante.

La fine di quella storia ha stravolto completamente la mia vita. Per fortuna.

Sono letteralmente caduta in un baratro: disperazione totale.

E poi? Poi non lo so. Poi sono tornata ad essere me stessa. Ho ritrovato i miei amici, ho fatto una marea di cavolate. L’Estate più brutta della mia vita, improvvisamente si è trasformata in quella più memorabile.

Ho fatto i conti con me stessa, ho incontrato una persona speciale, ho scoperto che l’amicizia vera esiste.

Ed è stato tutto stupendo.

Perchè ad un certo punto sono stata bene e basta.

Ora vivo dall’altra parte d’Europa, ho conosciuto un sacco di persone nuove, la mia nuova città è stupenda, eppure manca qualcosa.

 

Mi mancano i Vodka Orange al bar, mi mancano le serate al parco, mi manca il Jappo all u can eat (bufali affamati edition).

Mi manca la Vodka alla Mou, gentilmente offerta dal barman.

Mi manca la Coca Cola Zero a 4 euro e 50.

Mi manca correre per strada come i barboni, sapendo che regalano sushi all’inaugurazione del nuovo Giapponese.

Mi mancano i viaggi in macchina con le canzoni più tamarre del momento, mi mancano i viaggi di ritorno ascoltando i Rio e Ligabue.

Mi mancano le risate, i pianti.

Mi manca “l’ultima paglia” prima di andare a casa.

Mi mancano i selfie stupidi.

Mi manca sentirmi parte di qualcosa.

Vi voglio bene amici miei. ❤

Turni di notte in UK.

L’ultimo turno di notte in Italia si è concluso con un tristissimo decesso.

I miei turni di notte nella casa di riposo erano un continuo correre a destra e a sinistra, 62 pazienti.

Sono una persona paranoica io, e da neolaureata non me la sono mai sentita di dire “no, questo non lo mando in pronto soccorso”.

La mia esperienza è stata la classica esperienza di tutti gli infermieri italiani: troppi pazienti, poche risorse per garantire la corretta assistenza a tutti.

Da sola, con un Oss. Zero medici in giro. E ti caghi sotto per bene.

Perchè la responsabilità è troppo grande per la poca esperienza che si ha, il rispetto è nullo, soprattutto da parte dei “geni” che lavorano al 118. La maggior parte delle volte ci rimani di merda, loro arrivano, guardano il paziente e ti ridono in faccia. Come se fosse colpa tua se a disposizione hai solo un saturimetro da nemmeno 20 euro.

Troppe le volte che mi sono sentita dire “non c’era bisogno di allarmarsi”.

Troppe le volte che ti facevano sentire un emerita idiota.

Quel paziente aveva 100 anni, è dall’età anagrafica che si decide se vale la pena portare un paziente in ospedale se ne ha bisogno?

No.

“Perchè hai chiamato?”

“Sta desaturando, e non mi risponde, di solito lui mi parla, anche se è un po’ demente”

(Sorriso da genio) “Non senti che è pieno di catarro, perchè non l’hai aspirato?”

“L’aspiratore è sul comodino, l’ho aspirato e non cambia niente.”

“Ah stasera dobbiamo farci il giro di tutte le case di riposo del mondo..”

Poi per fortuna è arrivata la dottoressa e l’hanno portato via, 3 ore dopo mi chiamano per dirmi che il mio paziente non ce l’ha fatta.

Questo è stato il mio ultimo turno in Italia.

I turni qui durano 12 ore. La sanità non è tutta sta gran cosa in Inghilterra, ma almeno non mi sento una troglodita ogni volta che parlo con chi ha più esperienza di me.

Oggi ho avuto la mia prima notte, 4 pazienti, una noia infinita, un’ altra infermiera con la quale confrontarmi, un medico pronto a prescrivere il necessario per i pazienti.

Torno a casa stanca, ma con il cuore un pochino più leggero.

 

Il coinquilino di merda. Notizie dal fronte.

Ieri.

Ore 00.05. Mi alzo dal letto dopo aver finito di guardare “Divergent”. Ho una voglia assurda di mandarini, gli stessi che ho comprato il giorno di Santo Stefano, nel supermercato dietro casa. Un momento felice, quello della spesa, soprattutto dopo 2 giorni in cui vagavo disperatamente alla ricerca di qualcosa di aperto.

Comunque. Scendo in cucina, uno degli altri coinquilini mi guarda con un chupa chupa in bocca.

La mia attenzione va alla mia busta di mandarini.

La MIA busta di mandarini NUOVA. Era aperta.

Ore 00.06. L’altra mia coinquilina corre in cucina: Stavo urlando come una disadattata sociale.

Ore 00.08. Il colpevole ci raggiunge chiedendo quale sia il problema. Il problema è la mia busta di mandarini NUOVA. La busta di mandarini che NON HO APERTO IO.

“è stata la mia ragazza, pensava fossero miei”

Ore 1.10 am. Dopo quasi un ora di sfogo disperatissimo, torno nei miei alloggi.

Ore 7.00 am. Mi sveglio scoglionata, aggiorno il gruppo di whatsapp dicendo che dobbiamo pagare le bollette, e che ognuno deve mangiarsi il suo cibo.

Mi risponde il coinquilino di merda, con un messaggio scritto in inglese, in cui mi diceva che avrebbe ricomprato tutto, e che eravamo pregati (poi solo io) di comprarci padelle, pentole, piatti, posate, e spezie varie, perchè lui aveva messo tutto a disposizione per farci un piacere.

Ore 11.45. Mi alzo dal letto e vado a comprarmi:

  • 1 piatto grande con decorazioni natalizie in sconto del 50%
  • 1 piatto piccolo con decorazioni natalizie diverse da quello grande
  • 2 bicchieri di Homer Simpson per la modica cifra di 1 sterlina
  • 1 padella antiaderente
  • 1 pentola con coperchio
  • 4 forchette
  • 4 coltelli
  • 4 cucchiai
  • 1 coltello da macellaio
  • 1 frusta per i dolci
  • 1 tagliere viola
  • 1 scodella
  • 1 contenitore graduato
  • 1 mestolo
  • 2 strofinacci

Per un totale di 22 sterline.

Ho 25 anni, me ne sono venuta a Brighton da sola, non ho bisogno delle tue pentole di merda per campare.

 

 

Il coinquilino di merda.

Ode al CDM

Il coinquilino di merda è quello che ha 35 anni e pensa di essere più intelligente di te solo perchè ha 10 anni in più.

Il coinquilino di merda pensa di saperne “a pacchi” di inglese perchè è qui da un anno e mezzo più di te ed è molto più spigliato nelle conversazioni.

Il coinquilino di merda è quello che sarà anche più bravo di te a parlare, ma non ha la minima idea di cosa sia la grammatica inglese. Per questo, è convinto di capire i messaggi del Landlord e prende 3 autobus sbagliati perchè non capisce cosa vuol dire “number 7 TO.. and then number 25 TO..”

Il coinquilino di merda è quello che ti dice che per fare un ragù ci vogliono 10 minuti. Peccato che non devi insegnarlo ad un Emiliana.

Il coinquilino di merda è quello che ti dice che fa”La Lasagna” e pensa di conoscere i segreti della cucina italiana. Il problema è che si dice “LE LASAGNE”, e no, non ci metti le uova, nemmeno il prosciutto cotto, sempre perchè non insegni a fare le lasagne a una nata nel cuore dell’Emilia Romagna.

Il coinquilino di merda è quello che per scopare con la sua amica tiene la televisione a palla, e intanto tu cerchi di dormire, perchè il giorno dopo ti devi svegliare alle 5 del mattino.

Il coinquilino di merda è quello che è uno chef mancato, e dopo che ha finito di cucinare non si degna di lavare una padella.

Il coinquilino di merda è quello che il giorno dopo non entra nemmeno in cucina.

Il coinquilino di merda è quello che in 2 mesi di convivenza non l’hai mai visto lavare i piatti

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