Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

Mancanza di casa.

Sono giorni difficili qui a Brighton, si avvicina la fine del contratto dell’affitto, abbiamo un coinquilino nuovo in subaffitto e io mi cago sotto.

L’Inghilterra non è l’Italia (per fortuna), e qui chi si prende una casa in affitto ha di base 4 diritti e mille doveri, uno a caso è NON SUBAFFITTARE.

Della serie che entra la polizia in casa e ti sbatte fuori. Punto.

Questo mio malessere causa una miriade di situazioni scomode in casa, e secondo me mi odiano tutti.

Questi sono i giorni in cui avrei bisogno dei miei amici veri, che non sono qui con me. E forse avrei bisogno anche di un abbraccio della mamma, che pur per quanto complicata sia la nostra relazione, è pur sempre mia madre.

Ho comprato un pianoforte, e lo sto suonando 4-5 ore al giorno.

Andarsene implica fare i conti con il proprio cervello, e quando dicono che scappare non risolve nulla, hanno ragione.

Fondamentalmente non sono mai scappata, ho solo accettato una proposta di lavoro e un contratto con i contro cazzi che “al mio paese” me lo sognavo.

Mi manca la mia ragazza. Lei vuole trasferirsi qui e appena sistema le sue cose in Italia, con il tempo dovuto, probabilmente verrà qui. Allora, forse, riuscirò a riavere quel senso di “casa” che un po’ mi manca.