Mattine inglesi

Mi sono adeguata allo stile di vita in UK, bevo caffè americano, succo d’arancia nelle bottiglie che sembrano quelle del detersivo, mangio anche uova e bacon a colazione, perché qua non sai mai a che ora si va a pranzo.

Mi sveglio, mi rollo una sigaretta perché un pacco di sigarette costa praticamente quanto una cena in un pub con tanto di due birre.

Ascolto “Patience” dei Guns n’ Roses sul balcone.

Le nuvole qui viaggiano alla velocità della luce, c’è il mare, i gabbiani sono enormi e sono pericolosi. C’è una volpe che vive nel giardino dei nostri alloggi e si ripara dalla pioggia vicino alle nostre stanze.

Continuo a lasciare il PC in valigia, ho un abbonamento per il mio smartphone che comprende internet illimitato a 20 sterline al mese.

Da qui è tutto diverso. I miei genitori mi chiamano piangendo, dicono che a casa non è più la stessa cosa senza di me. Mi mancano, e sono felice di questo.

A lavoro procede bene, abbiamo tre settimane di orientamento e penso almeno un mese o quasi di affiancamento in reparto.

Brighton è stupenda. I tramonti sono spettacolari e per strada a nessuno importa come vai in giro.

Per ora sembra tutto tranquillo, quando inizierò a lavorare sarà meno semplice, ma va bene lo stesso, perché è giusto avere qualche sfida da affrontare.

Incrociate le dita per me!

Brighton

È una settimana che sono sbarcata in terra inglese e tutto procede bene!
Scusate per l’assenza ma ho il PC in valigia e non ho voglia di tirarlo fuori, quindi scrivo con il mio smartphone, che poi tanto è uguale.

Qui le cose funzionano bene, c’è il mare, non fa così tanto freddo e posso dire a tutti che ho una ragazza in Italia.

La Vale è rimasta, si sta facendo in quattro per rimanere insieme a me. Ogni giorno mi dice che sono una persona stupenda, e che le manco da morire. E anche lei mi manca.

E qui ho tante cose a cui pensare, ho trovato casa con altri italiani, sto iniziando un percorso lavorativo nuovo, cerco di imparare anche lo spagnolo (che non mi venga l’idea di partire per le canarie).

È una botta di aria fresca. Quello che mi ci voleva. Un posto in cui se vieni discriminato hai una legge che ti tutela, un posto in cui parli con la tua “capa” e le dici che hai una ragazza ma in Italia è difficile, e lei ti risponde “this is the perfect place for you, welcome to Brighton” seguito dal racconto di quando a 21 anni aveva avuto una relazione con una donna.

Tutto ciò nel cortile di un pub, con almeno altri 10 colleghi che parlano tranquilli.

E non mi sentivo in imbarazzo. Almeno fino a quando qualcuno non ha detto alla capa “a lei piace la patata”. A quanto pare gli inglesi  non notano nessuna somiglianza tra una “pussy” e una patata e questo li fa spisciare dal ridere. 😀

Welcome to Brighton!

Luoghi comuni a gogo.

Ancora non me ne capacito, 3 settimane che ci conosciamo e già parliamo di casa, ikea, gatti, cani, criceti, affitto, mutuo, bollette.

Proprio come le “vere lesbiche”.

Sono reduce da un weekend coccolosissimo passato a casa sua, e sono felice perchè per la prima volta non ho dovuto mentire a nessuno, “lei è la mia ragazza”. Punto. Senza storie, senza racconti improbabili.

Sono state le prime due notti insieme e lei è stupenda e basta. Ho passato un pomeriggio a guardarla mentre si occupava di tutte le faccende di casa sua: la lavatrice, la stufa, la spesa, i piatti, l’aspirapolvere, manutenzioni varie, i cani, i gatti. Sa fare qualunque cosa e sa condire l’insalata divinamente.

Si preoccupa per me, mi sgrida se non mangio, se fumo troppo, se trascuro i miei amici.

E poi niente, mi ha svegliata con la colazione a letto, una rosa e un sorriso stupendo.

Misteri della vita.

Non so da dove iniziare.

Chi mi segue sa cosa ho passato da luglio a poco tempo fa. Voi che mi leggete avete assistito ad uno dei periodi più neri della mia vita. Senza filtri, ho passato tutte le fasi che potevano esserci: la negazione, la disperazione, l’odio, l’illusione, e poi l’accettazione dei fatti e la ripresa in mano della mia vita.

Ho fatto un grande lavoro dentro di me, e ne sono fiera. Sono felice di esserne uscita in questo modo, sono felice di essere cresciuta, di aver imparato a conoscere lati di me che non avevo mai visto.

Ho trovato i miei amici.

Persone che mi vogliono davvero bene, che mi spronano, che mi dicono “se non vai a Brighton ti apriamo il culo” e mi ripetono “quando tornerai noi saremo qui, e faremo i turni per venirti a trovare” e ringrazio il cielo per avere degli amici così. Perchè c’erano quando la mia vita andava bene, e si sono fatti avanti nel momento del bisogno, quando la mia vita prendeva una brutta piega. Li ringrazierò sempre per quello che hanno fatto per me.

E poi c’è LA novità. La cosa più strana che mi sia mai successa.

“oh, sono da te per vedere delle mie amiche stasera”

“allora dimmi qualcosa quando arrivi che passo a salutarti!!!”

E’ iniziata così, dopo un turno di lavoro orribile, un saluto ad una mia amica che era andata a fare aperitivo con delle altre sue amiche.

“Oh lei è la Vale”

“piacere”

E mi è presa quella sensazione strana, di quando ti scatta qualcosa e non ci dai peso.

“raga tempo di una paglia e basta, mi aspettano dei miei amici per un aperitivo”

“ma no dai, prenditi almeno una birra”

“va bene, però rimango poco”

E no. Sono tornata a casa alle 3 e mezza.

L’ho vista e boh, aveva quel qualcosa che mi faceva venire voglia di parlare con lei. Era da un sacco che non mi succedeva, ultimamente provavo un senso di nausea a dover conoscere persone, io non avevo più voglia di star li a fare colpo. Con lei è stato spontaneo, diverso.

Da quella sera ci siamo viste altre due volte con le altre e poi siamo uscite da sole.

Eravamo in centro, incontriamo una conoscenza in comune:

“oh, MA VOI DUE INSIEME??? siamo messe bene, due cretine.”

Il bello è stato che nessuna delle due ha detto “guarda che non stiamo insieme”.

Quella sera l’ho baciata. Quella sera è stata assurda.