turni di notte#3746

Chi mi conosce, e chi mi segue sul blog, sa che mi massacro di turni di notte.

E la mente, si sa, formula i pensieri più assurdi quando è debole, quando le riserve di acqua e glucosio iniziano a scarseggiare, l’assurdità è direttamente proporzionale alla grandezza delle occhiaie: più sei stanca, più formuli pensieri del cazzo. Proprio così.

In questi giorni è andato tutto bene.

Il 9 settembre ci siamo viste, a Imola, a metà strada. Mi ha ridato le mie cose, abbiamo pianto, le ho dato una lettera, ci siamo abbracciate, siamo andate via.

Il giorno dopo è stato tutto confuso, quello dopo ancora sono stata bene.

Può cambiare così tanto il sentimento che si prova per una persona? Adesso posso dire di si. O magari no, può essere solo il frutto della delusione che si prova, non lo so.

Avrei voluto baciarla, ma sapevo che non sarebbe stato un bacio “desiderato”, sarebbe stato sicuramente un bel bacio, ma non avrebbe avuto certamente il sapore degli altri. Così ho semplicemente pensato “vuoi davvero baciarla?” “No”.

Dal 9 posso dire di stare meglio. Mi sono tolta un peso, le ho detto quello che pensavo, non mi sono arrabbiata, non ho cercato di elemosinare nulla. E ora riprendo in mano la mia vita, la mia felicità.

Non che me le avesse portate via qualcuno, semplicemente non ero più in grado di parlare con me, capirmi, pensare a me.

Partirò, e la prenderò come l’Erasmus che non ho fatto: tatuaggio, piercing nuovo e nuove esperienze.

Sono in pace, ogni tanto mi sfiora qualche momento di tristezza, penso che comunque sia andata a finire è stata una bella storia.

Ci ho messo il 10000%, ho amato, è stato bello stare in sua compagnia. Ora sarà bello mettermi alla prova, ridere, deprimermi, gioire, farmi prendere dagli sbalzi di umore, i miei però.

Non sento più il bisogno vitale di rimpiazzare il vuoto che ha lasciato, ho i miei amici, ne ho trovati di nuovi, hanno imparato a starmi accanto anche nei momenti più assurdi, hanno imparato a gestire anche i miei discorsi, non quelli seri, quelli da deficiente che è stata smollata.

Ma sono felice così. Ho ripreso a suonare la chitarra, ho ripreso a passare tempo da sola con me stessa senza avere paura.

E si, ho i miei momenti di stalking, in cui per 5 minuti mi sale il nervoso. Poi però torno tranquilla, perchè ho la consapevolezza che un futuro come lo voleva lei, io non l’avrei sopportato.

Non voglio “vivere in un gay pride”, ma voglio sentir dire “ti presento la mia ragazza” senza paranoie, senza l’ansia del pregiudizio, senza l’umiliazione di sentirmi sempre quella diversa perchè “la gente non capisce”.

La gente capisce. E se non capisce ciccia. A lavoro non mi sono fatta problemi, chi vuole ridere e scherzare con me lo fa ancora.

E quindi niente, era un po’ che non aggiornavo il blog ed era ora di far tornare a splendere il sole nella mia vita. Adesso lo sapete anche voi.

11 thoughts on “turni di notte#3746

    • Oggi sono positiva, che poi passerò momenti malinconici è inevitabile, però va bene anche così, sono tranquilla, riesco a dormire, ascolto la radio..riconosco i miei limiti e questo è un gran passò avanti;)

  1. E’ stato bello rileggerti dopo settimane di assenza. Ho acceso il pc e cercare il tuo blog è stata una delle prime cose che ho fatto. Sento che, in qualche modo, stiamo vivendo gli stessi drammi interiori, anche se io non ho mai avuto la possibilità di rivederla ed essere me stessa per una volta, l’ultima.
    Può cambiare il sentimento che si prova per una persona? Direi di sì. Oggi posso dirlo con certezza.
    Buon viaggio, è il momento di pensare esclusivamente a te adesso.

  2. La frase ” non voglio vivere in un gay pride” me la segno perché è fantastica e temo/credo mi sarà utile in futuro 🙂

  3. Non vorrei girare il coltello nella ferita, ma penso che in simili circostanze (che tutti, per inciso, più o meno hanno attraversato), l’importante sarebbe poter dire, parafrasando qualcuno che non cito, “…Io mi dico è stato meglio lasciarci, che non esserci mai incontrati…”.
    Spero che possa valere anche per te.
    CIAO

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