22 giugno

Concerto di Vasco. Io e lei. Ci troviamo a Bologna, ovviamente io in smonto notte. Aveva preso la borsa frigo sul serio. Io scherzavo, e invece lei aveva la borsa frigo in macchina per davvero, con le redbull, la coca zero, panini, patatine, e un kinder merendero. “Ti ho preso una sorpresa”.

Concerto di Vasco e fa caldo, c’è gente, parliamo tanto, prendiamo in giro la signora davanti a noi che balla come una pazza e limona col suo amico, e forse anche con la sua amica, ha un perizoma blu che spunta dal pantalone. Che schifo.

Inizia il concerto, io sono felice, lei è felice.

Mi abbraccia, mi abbraccia forte, mi sussurra la canzone, ci baciamo. C’è tanta gente e lei è stranamente affettuosa, non era mai così tra la folla.

Mi dice “Amore, tieni tutto, che poi facciamo la bacheca con i biglietti del concerto, la fascia, e anche la carta dei coriandoli, tieni tutto”. Mi sembrava felice.

Usciamo dai tornelli, c’è del casino, gente ubriaca, gente fatta, gente su gente. Le prendo la mano e la stringo, le dico che deve stare attenta. Raggiungiamo la strada e continua a stringermi forte.

Bacio frettoloso prima di partire.

4 thoughts on “22 giugno

  1. [Io, agosto, 1 anno fa; Tu, luglio, oggi.]

    Ciao,

    non so neanche io perchè ora, alle 22.46, io stia iniziando a scrivere tutto questo. Sarà che ho appena finito di vedere Tutta colpa di Freud, non lo so. Sarà che il 26 è passato già da un po’, saranno tante cose.

    La verità, l’unica che in questo momento mi pare possibile, è che mi manchi. Mi manchi e quando me ne rendo conto mi sento ancora più stupida di quando voglio nascondermelo. Ho tentato, giuro che ci ho provato a cercare di cancellare, anche se non è la parola giusta perchè tanto cancellare non si può.

    Ho più che altro tentato di farmene una ragione. Certo che farsene una ragione al mare, per dieci giorni e lontano da qui è un po’ più facile che non farsela proprio qui, non così tanto lontano da te.

    Poi credo che non sia tanto la lontananza il problema, ormai quella è il meno. Mi manchi perchè quando me ne rendo conto mi sale un magone devastante e mi viene voglia di piangere. Mi manchi perchè ti hanno strappata via e io sono rimasta così, vuota. Mi manchi perchè adesso è così difficile parlare anche solo normalmente, si sente che c’è qualcosa che non va. Mi manchi perchè non dovresti mancarmi. Mi manchi perchè anche se faccio finta, non è tutto così liscio. Mi manchi perchè ogni tanto ci penso a noi, te l’ho detto, ci penso e mi chiedo se alla fine potrà esserci un poi. Mi manchi per tante ragioni, non so neanche io quali siano tutte, ma mi manchi. Mi manchi e basta. Questa è la verità.

    La verità è che non sto bene per niente. Non sto bene con me stessa, non sto bene con gli altri, non sto bene e basta. Sto cercando di riparare, ma riparare a cosa poi? Credo di star buttando a rovi ogni cosa, non lo so. Mi sento in una grande solitudine. E’ quando ti rendi conto che, a dispetto di tutto, sei comunque solo. Non lo dico perchè non ho nessuno intorno, ci mancherebbe. Ho degli amici e una famiglia fantastici, è di un’altra cosa che sto parlando.

    E’ quando ti rendi conto che hai perso qualcosa, qualcosa che non sai se tornerà o meno. Qualcosa che c’era e che adesso non c’è più, o almeno c’è, ma in modo diverso. Diverso.

    Ho cercato di prenderla bene, giurogiurogiuro. E’ che non so che cosa fare, solo questo. Non so che cosa fare e continuo a non saperlo. Non so cosa sia giusto per me in questo momento. Semplicemente, non lo so. Credo che ogni cosa che sto facendo la faccia solo per tenere occupata la mente, per pensare ad altro. E lo riconosco, sto facendo così.

    Ultimamente, intendo in questi ultimi dieci giorni, fate dodici, non lo so, ho letto 5 libri. Matematicamente è una media di un libro ogni due giorni. Oggi ne ho finito un altro. L’altro giorno in biblioteca ho preso altri 6 libri di cui uno l’ho già finito. Non riesco a smettere. Non la vedo come una cosa negativa il leggere, anzi. Mi piace un sacco, passerei le mie giornate a leggere. Non leggo per tristezza o per checazzoneso, non lo so. So solo che leggere mi fa stare meglio, non so quanto meglio, ma un po’ sì. Mi fa staccare, vedere le cose con un altro punto di vista, con quello di un’altra persona insomma.

    Quest’anno ho letto tantissimo e l’unica ragione per la quale ho riniziato sei tu. Sì, tu.

    E’ che con te nessuna delle cose che facevamo mi sembrava routine, voglio dire, non mi sembrava mai noiosa. E non mi sarebbe mai sembrata noiosa. Sembra stupido e scontato, ma ogni volta era come la prima. Non ne avevo mai abbastanza, di tutto, ogni cosa. Anche se a volte non era facile, anche se a volte c’erano dei problemi sì, come in tutte le coppie, ma alla fine si superava sempre.

    Eravamo un fuoco acceso su cui è stato buttato un secchio di acqua ghiacciata. Ho reso l’idea? Non so se sotto la brace c’è ancora una scintilla, può essere, ma non lo so. E se ci fosse, potrebbe anche venir soffocata. Oppure no. Resta il fatto che adesso fa freddo e che il braciere è nero, tutto nero.

    Non so quanti giorni siano passati dal 26, non so neanche se lo voglio sapere.

    Il fatto è che sto male, sto male e non lo voglio dare a vedere. Orgoglio? Sì, forse, anzi quasi sicuramente. C’ho buttato su di tutto: convinzioni, altre tipe su Instagram, ogni cosa che fosse in mio potere di fare l’ho fatta. Il risultato? Che sto quasi peggio di prima.

    E’ che tanto torni in metà se non in tutte le canzoni che ascolto, in metà se non in tutte le cose che faccio e che ho sotto mano. Quando succedono queste cose cerco di darmi un contegno, di non darlo a vedere, di essere indifferente. Questa però è solo la facciata. Dentro è diverso, dentro mi scavo, tocco il fondo, continuo a scavare e non salgo più.

    Se c’è una soluzione io al momento non la vedo, è tutto buio.

    Non so cosa voglio fare di me. Non so se darmi false speranze, aspettare, prenderla come viene, non lo so. Di nuovo, semplicemente, non lo so. Non ne ho idea. Non so neanche se ho fatto tutto quello che era in mio potere di fare, forse sì, o meglio a me pare di sì. Spero che sia davvero così.

    Mi sento una pezza da piedi, uno straccio da pavimenti. Mi butterei volentieri in pattumiera al momento. Non so neanche quanto possa valere la teoria chiodo scaccia chiodo al momento. Visto? Non lo so.

    Se la domanda fosse come stai? Non lo so. Come sto? Non lo so.

    Sapeva che ti amo vuol dire anche: ti amo più di chiunque altro ti ami o ti abbia mai amata, o ti amerà, e anche: io ti amo in un modo in cui nessuno ti ama, o ti ha mai amato, o ti amerà mai, e anche: ti amo in un modo in cui non amo nessun’altra e non ho mai amato nessun’altra e non amerò mai nessun’altra.
    Questo è amore, pensava lei, sì o no? Quando noti l’assenza di qualcuno, e detesti quell’assenza più di ogni altra cosa. Ancora più di quanto ami la sua presenza.

    J.S. Foer

    Io ci sono. Sono e sarò sempre disposta a qualsiasi cosa.
    [pensa che bello se un giorno potessimo diventare libri e sfogliarci, non credi? Voglio dire, leggerci, leggere la nostra storia. Noi che ci leggiamo, non sarebbe bellissimo? Non so perchè ci sto pensando, ma ci sto immaginando io e te su un divano con in mano un libro e quel libro è la nostra vita]

    Ti ho amato, ti amo, ti amerò,

    – K

    • O.O ecco, penso le stesse cose. che urto di vivere. Oggi ci siamo anche sentite,, e boh. Dice che le manco, che si sforza di non scrivermi perchè “non è giusto”. Allora stiamo così. A fare cose senza senso proprio. boh.

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