Laureataaa!!!!!!!!!

Ciao a Tutti\e!.. La sottoscritta si è laureata!

Ho passato una settimana di ansia, e ansia, e ansia e ansia che è terminata con gioia e pensieri confusi riguardo la festa in discoteca.

In tutto ciò, la presenza costante è stata sempre una: LEI.

Eravamo un po’ agitate per la mia discussione, abbiamo passato giornate intere a ripetere quel discorso. Tutta la mia tesi in 8 minuti, tre anni di esami, tirocini e sangue buttato in 8 stronzissimi minuti.

Partiamo dall’inizio.

Era arrivata in tuta, con un sorriso stampato sul viso, che è rimasto li ogni giorno. Si era portata le sue cose da fare, stava li nella sala studio dello studentato, leggeva, si faceva le parole crociate ed io provavo a partorire  un discorso, il giorno prima della discussione.

“sei brava, e la tua tesi è un sacco interessante, riesci a parlare veloce e farti capire, sei bravissima amore”

Avevo una paura folle di fallire, perché non sono mai stata capace di gestire certe situazioni, ma lei era li, stava tranquilla e mi sorrideva.

La vedevo parlare con le mie amiche, mi prendeva in giro con loro, mi stringeva la mano, ascoltava il mio discorso, e lo riascoltava, e lo riascoltava.

Sorseggiavo un decaffeinato, era sera, la guardavo da lontano mentre confabulava con le mie amiche, era felice, e lo ero anche io. Non facevo altro che ripetere a tutti quanti quanto fossi felice di averla li.

Il giorno della discussione passo a prenderla in albergo in anticipo, lei è già pronta.

Ripeto il discorso l’ultima volta, ci facciamo un video in cui io parlo con la mia “me del futuro”.

Entrambe facciamo finta di niente, ma non è la discussione che ci preoccupa, ci sarà mezza famiglia, e ci sarà lei, e ci sarà mia madre e ci saranno le mie amiche (per fortuna) e in un qualche modo le cose andranno, anche perché nessuno può permettersi di rovinare i miei giorni.

Non c’è ancora nessuno, aspetto  la mia famiglia.

Escono i prof della commissione, mi salutano, mi rassicurano, scherzano con me e mi chiamano per nome. Il bello della mia facoltà è questo: i prof ci conoscono.

Intanto mi chiama mia mamma, stanno arrivando. Lei mi guarda, è spaventata, mi dice che mi raggiunge con le altre, un incontro con mia mamma è troppo per tutti.

Tornano tutte insieme, Lei e le mie amiche. Si salutano. Mia mamma è una lastra di ghiaccio “fortuna che non aveva i laser negli occhi, altrimenti saresti morta” ( il commento di una mia amica alla visione dello sguardo di mia mamma).

La guardo, e vorrei abbracciarla forte.

Ho il cuore in gola, penso di non farcela, mando a fare inculo tutti quelli che provano a dirmi qualcosa. Sono agitata per la discussione, e voglio prendermi cura di Lei. Perché mia mamma non può permettersi di guardarla così. La tensione è tanta, la guardo e ha gli occhi lucidi, trattiene le lacrime, respira a fatica, una mia amica la prende e la porta a fumare.

“Menomale che le amiche me le scelgo bene”.

Dopo qualche minuto mi chiamano dentro, ho le scarpe altissime e cattivissime, sono vestita da “lella in carriera” e mi cago sotto.

Inizio a parlare, le gambe mi tremano (ma non se ne accorge nessuno perché molto professionalmente appoggio una mano al tavolino), la bocca si impasta e finisco la saliva.

Non mi impappino, dico tutto quello che devo dire, le prof mi guardano compiaciute. Finisco il mio discorso e mi fanno i complimenti per la tesi “molto pratica e ben strutturata, brava!”

(grazie, me la sono fatta da sola, visto che la mia relatricedimerda ha deciso di non considerarmi mai nel mondo)

La stessa professoressa che mi elogia mi fa una domanda assurda, prontamente (non so come) ci giro intorno e le rispondo. Applauso. È finita.

Sono tutti felici, hanno gli occhi lucidi, si saranno accorti che sono grande anche io? La guardo, mi sorride commossa,  ce l’abbiamo fatta.

Potrei raccontare di tutte le cose che ha fatto per me, di quanto si sia sbattuta per organizzare mille cose: scherzi assurdi con le mie amiche, un papiro che nemmeno io sarei riuscita a scrivere; e potrei raccontare di quanto sia stata folle per il regalo di laurea e di compleanno.

Ma voglio dire solo questo:

Non finirò mai di ringraziarti per questi giorni insieme a te. Non riuscirò mai a ripagarti per tutto quello che hai fatto per me, ma mi impegnerò a renderti felice come tu hai fatto con me.

Ho imparato cosa vuol dire avere una donna al mio fianco. Sono stata fiera di te, e di noi. Mi hai sorriso, e continui a farlo, sei stata capace di supportarmi come mai nessuno ha fatto, sei stata capace di tranquillizzarmi, di spronarmi e di non farmi prendere dalle ansie melodrammatiche che mi faccio venire. Sei stata una donna, la mia.

17 thoughts on “Laureataaa!!!!!!!!!

  1. Congratulazioni! Per la laurea, che è un bel traguardo e per questo bellissimo amore di cui racconti in modo cosi bello e pulito e gioioso. In bocca al lupo per il futuro 😉

  2. Congratulazioni 🙂
    A te e a lei.
    A te per la meravigliosa soddisfazione ottenuta, dalle tue parole si capisce quanto ci tenevi e quanto ti sei impegnata e sono contenta che tutto sia andato per il meglio.
    A lei per esserti stata vicina. Spero che quello sguardo di ghiaccio possa un giorno sciogliersi un po’, nel frattempo voi non lasciate che nessuno e niente vi divida, davvero. 🙂

  3. Congratulzioni!! Sei fortunata ad avere una Donna con la D maiuscola al tuo fianco, certo però tua madre poteva essere un pochino più diplomatica, almeno per non farti fare figuracce. Vabe è andata come è andata, Goditi la laurea!!

  4. Può fare di tutto per te.. Ma se é una donna avrà in cambio solo lo sguardo laser sbriciolatore. Aaaameeeen
    Anche io quando ci penso dico..”cazzo, andrebbero un sacco d’accordo mia mamma e mia morosa, peccato che… “

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