Tirarsi la zappa sui piedi.

Quando mi ci metto, posso essere davvero un’idiota.

Estate. Agosto. Andiamo in Salento a fare la nostra prima vacanza super figa della nostra storia. Il progetto era: sole, mare, amore, e Piña Colada.

(Io non lo so che sapore abbia davvero una  Piña Colada, ma faceva figo nominare quel drink ogni volta che si pensava a noi due al mare).

Viaggio lunghissimo, ma eravamo Lei, io, “stella stai”, una videocamera nuova, il mio cappello da rapper che Lei odiava, una borsa frigo e la voglia di esplorare un gran pezzo di Italia. Insieme in vacanza, quella vera, per la prima volta. Ci siamo fermate a ogni autogrill che abbiamo incontrato, abbiamo scoperto che il Molise non era frutto di credenze popolari, ci siamo perse, siamo rientrate in autostrada, siamo arrivate in Puglia.

io: ” beh ma quella tua amica, quella con cui ti scambiavi lettere a 14 anni, non era di Foggia?”

Lei: ” ma chi E.? Si era di Foggia, però che ne so.. non ci siamo mai viste”

Io: “e il suo numero ce l’hai?”

Lei: “si”

Io: ” e dai, chiamala, dille che passiamo da Foggia e così vi salutate e facciamo un avventura.”

in quel momento qualcuno avrebbe dovuto fermarmi. In quel momento avrei dovuto dare retta a Lei che non voleva fermarsi a Foggia, ma voleva andare “dalla vecchia”, la nostra padrona dell’appartamento in Salento.

Da quel momento una serie di cose sono successe: la sua “amica” che ha iniziato a fare la cascamorta, la mia ragazza che le diceva che era in vivavoce, E. che si scusava dell’enorme figura di merda.

Arriviamo a Foggia, giriamo a random, ci perdiamo, ridiamo, amoreggiamo, sempre io e Lei, poi troviamo E.

Piacere di qua, ciao di la, sono 15 anni che ci conosciamo e non ci siamo mai viste, lei è la mia ragazza, stiamo insieme da quasi un anno e mezzo, ci stiamo andando a fare le vacanze insieme.. bla bla bla.

E. non si è mai tolta gli occhiali da sole, ci ha offerto un caffè e ce ne siamo andate.

Dopo poco arriva un SMS alla mia ragazza: “grazie per la bellissima sorpresa… bla bla bla”

Insomma, una serie di SMS a cui rispondevo IO con: “sisi, ti saluta anche lei ora sta guidando ecc ecc”.

Passano i giorni e questa ancora prova a dare spazio a ricordi di non si sa cosa.

Se siamo in vacanza insieme, e segreti non ne abbiamo, i messaggi che tu, fottutissima E. stai mandando, li leggo anche io. Riceverà risposte del tipo “si NOI STIAMO BENE, ti saluta anche lei” ecc ecc. Proverà con altri messaggi malinconici ai quali non riceverà mai risposta.

Poi arriva il 20/12, e ci siamo Lei, io, due pizze, la macchina, l’amore, i baci in un parcheggio romanticissimo, la nebbia, forse la luna, e il cellulare che suona. Il suo cellulare che suona. Lei mi guarda, io cerco di connettere quei 3 neuroni che rimangono in dormiveglia quando mi bacia, guardo il telefono. ERA E.

 ” sono giù, pensavo a quest’estate, forse era meglio se non ti vedevo.”

MA ANCORA? MA PER DAVVERO? MA CHE ANSIA. MA UNA VITA?

Cosa c’è che non va in te? e in me, perchè se l’abbiamo incontrata è solo colpa mia.

Sono una sfigata e necessito di mille mila bambole Voodoo. di quelle che funzionano per davvero. Sono una sfigata.

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