se stai male, a me chi me lo dice?

Già abitare a quasi 150km non è semplice. Ci vediamo ogni settimana, passiamo il weekend insieme, io vado a casa sua, lei viene da me, passiamo pomeriggi, ore, giorni insieme. Ci amiamo. Cerchiamo i nostri spazi, ritagliamo pezzi di mondo solo per noi due. Abbracci, baci, litigate. Carezze, fantasie, amore.

Sono cose nostre, sono cose che appartengono soltanto a noi. E allora perchè mi prende tanto male oggi? Perchè di questo, ne sappiamo qualcosa solo io e lei.

Sono una di quelle persone che fa molta fatica a farsi i cazzi suoi, nel senso che sono trasparente, se raggiungo un traguardo ne parlo, a casa, all’università, con gli amici, con tutti quelli che fanno parte della mia vita.

Decidere di escludere qualcuno dalla mia vita non è nella mia natura, ma mi viene imposto dal momento in cui ci sono persone che non mi accettano per quello che sono, e se fossero amici/conoscenti non sarebbe un grosso problema mandarli a quel paese, da momento in cui il blocco ce l’hai perchè tua madre non ti accetta, allora le cose diventano più difficili.

La cosa che comunque mi fa più male in tutta questa situazione è essere ignorata. Sono l’amica che sta con lei alle feste, sono l’amica che mangia la pizza con i suoi genitori, sono l’amica che la fa piangere, quella che chiama quando litiga con sua mamma. Sono l’amica che fa l’albero di natale insieme a lei, quella che per pasqua rimane a pranzo con tutta la famiglia, sono l’amica che dorme a casa sua, sono l’amica con cui si prepara prima di uscire, e sono l’amica con cui si addormenta sul divano mentre guarda “quarto grado”.

In questi giorni è stata male, non l’avevo mai vista malata, se non la prima volta che ci siamo scambiate due parole. Lavora tutto il giorno, e per quanto si senta inutile, io l’ammiro tantissimo. Non ci sono persone della mia età che si fanno il culo come lei, io non conosco nessuno che lavora così tanto. Si preoccupa di quello che fa, non chiede aiuto a nessuno e si fa in quattro per non creare disagi a nessuno. Pensa tanto al suo lavoro e poco a se stessa. E’ una persona che ha capito come funziona, è una persona sveglia e intelligente, è curiosa, è dolce, e ogni tanto crolla anche lei.

Tra una cosa e l’altra ci siamo sentite poco ieri sera, ho messo giù perchè dovevo cucinare e avevo un pochino da spadellare. Erano le 20:40.. e di lei non ho saputo più niente.

Sapevo che era tanto stanca, sapevo che aveva bisogno di riposarsi, sapevo che non stava tanto bene. Sarà per deformazione professionale o non lo so cosa, il fatto è che se sta male lei, io divento super mega iperprotettiva, e il fatto di non vederla e di non sapere effettivamente come sta mi distrugge.

Sapevo che aveva solo un po’ di mal di testa, ma non è mai sparita così all’improvviso.. Era solo tanto stanca poverina.

Ho avuto qualche ora per riflettere alla nostra situazione. Ma se le succede qualcosa davvero, a me chi me lo dice? A chi verrebbe mai in mente di cercare il mio numero di cellulare e dirmi che sta male? Praticamente non sono nessuno per essere informata.

Oggi mi prende male. Perchè abbiamo una marea di cose belle, condividiamo un sacco di cose, vogliamo una vita insieme, mille cose, i nostri progetti, le nostre paure, le nostre speranze.  Nostre. Perchè per mia madre lei è una persona X (per modo di dire perchè secondo me si è accorta di tutto e non mi dice niente), e per la sua sono la sua più cara amica.

Tutto questo nascondersi inizia a farmi venire il voltastomaco. E’ come tenere una tigre chiusa in gabbia, o chiusa nell’armadio insomma.

Che poi vorrei sapere il primo omofobo della storia chi cazzo era, giusto perchè così almeno so chi offendere quando sbatto contro lo spigolo del mobile e mi faccio male al mignolino del piede. Fanculo.

PS. concludo con questa canzone, perchè per quanto commerciale possa essere, ogni tanto mi ricorda che le persone accettano, che non c’è niente di scandaloso o ancora peggio, schifoso. Buon pomeriggio.

11 thoughts on “se stai male, a me chi me lo dice?

  1. Come ti capisco…scrivi davvero in modo incredibile e grazie di condividere i tuoi pensieri.
    Ci penso spesso anche io. Ogni volta che lei riparte dalla mia città alle due di notte e resto sveglia ad aspettare il suo sms sapendo che è stanca e che non sarà a casa prima delle tre e che le strade sono piene di pazzi, ogni volta mi chiedo – sarà un po’ macabro… – se qualcuno mi avvertirebbe, se mi lascerebbero vederla, stare con lei se le capitasse qualcosa.
    E per fortuna ogni volta arriva il suo messaggio e posso addormentarmi in pace, ma ho paura, ho sempre paura.

    • Conosco bene quella situazione.. Soprattutto se si presenta con la macchina rotta e poi deve farsi 140km. É una cosa a cui penso spesso, e più passa il tempo, più mi lego a lei, più diventa difficile accettare che faccia tardi e che debba farsi un viaggio in autostrada ad orari improponibili. Una volta le chiedevo sempre “vieni qui? Stasera ci vediamo?” Adesso non lo faccio più da una vita, Perché ho sempre paura che si addormenti mentre torna a casa.

      • Sì…e per questa paura una volta le chiedevo di restare a dormire. Adesso non lo faccio più, perché so che mi dice di no perché non sa come giustificarsi a casa e poi soffre nel vedermi delusa.
        Non c’è dubbio, è più difficile per noi e forse lo sarà sempre. Ma ne vale la pena? Io credo di sì.

  2. E’ lo scoglio sociale che ci obbligano a considerare, quando si ha una relazione che viene “esclusa” da gran parte della popolazione.
    Quando mi capita ( e succede spesso ) di pensare a questo, mi consolo considerando fermamente che il mondo cambierà, tutto cambierà, con il tempo.
    Non so se quando succederà, ci sarò ancora io o ci saranno i miei figli o nipoti.
    Ma so che cambierà. Spero fermamente.
    Credo che la reazione più energica che possiamo fare sia andare allo scoperto il più possibile, perché solo così, possiamo circondarci di persone che ci accettano per quello che siamo.
    Ma, so che non è facile. E cosa più pesante e faticosa da affrontare è quando un membro della tua famiglia non ti accetta, perchè volente o nolente farà sempre parte della tua vita.
    Ma, quello che le persone devono capire è che siamo esattamente come loro e succederà che chi ci ama, ci accetterà per quello che siamo ed è giusto parlare, parlare e parlare.

    Mi ricordo tre Natali fa ( parlo in termini Natalizi ) non perché io sia una fan del Natale, ma perchè questo avvenne il 25 Dicembre, i miei genitori mi accompagnarono a casa della mia attuale ragazza, la avevano appena conosciuta.
    Entrambi sapevano, che era la ragazza con cui uscivo e non solo come amica.
    Mi ricordo benissimo cosa provai quando, chiusa la portiera della macchina, mio padre disse : “Salutaci la tua AMICA “.
    Mi ricordo esattamente il nervosismo che mi colse, in un millesimo di secondo e lui, prepotente e coraggioso parlò al posto mio:
    “Babbo. non è una mia “amica”, è la mia RAGAZZA”.
    Forse potevo correggere il tono, perché era parecchio “scazzato”.
    Quando chiusi dietro le mie spalle la portiera della macchina, non riuscivo a crederci: lo avevo detto davvero, senza pensarci due volte, senza chiedermi se sarebbe stato il caso oppure no.
    Sta di fatto, che se tornassi indietro, lo rifarei ancora, e ancora.
    Non è facile, ma credo che sia fondamentale, anche a costo di soffrire a volte.. 😦
    Questa è la nostra vita, ma devo dire che l’appoggio della mia ragazza mi è servito per vedere tutto il resto del mondo piccolo in confronto a ciò che provo quando sono con lei.

    Comunque, davvero.. chissà chi è il primo artefice di tutto questo!!!

    ps : adesso che te l’ho scritto, mi sa che chiederò scusa a mio padre, perché.. in fondo.. poverino.. magari aspettava, che glielo dicessi io.. in ogni caso, questa situazione è talmente pesante che a volte non ci permette di vedere che magari le cose sarebbero migliori anche senza dover lottare troppo.. magari ci facciamo troppi problemi e chi ci circonda aspetta semlicemente la nostra sincerità e “apertura”.

    Chiedo scusa per il mio dilungamento, xD

    Un abbraccio,

    Mari

    • So cosa si prova.. L’unica in famiglia con cui mi sono aperta é mia cognata. Mi ha fatto una domanda secca e non ho saputo mentire. Mi ha riso in faccia tre ore e poi mi ha detto “ci mancava solo questa, giusto perché non ti distingui mai abbastanza..”.. Il fatto é che ogni volta si rivolge a lei come “la tua amica”. E la cosa mi urta abbastanza. Mi piacerebbe dirlo anche ai miei, ma la situazione é davvero complicata. Tipo il telefilm 7 cielo, con il padre reverendo. .-. Direi situazione abbastanza esemplare.. 🙂

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