Io sono Rosa e tu sei Azzurro.

immagine presa dalla pagina facebook della Lego

“Ai Genitori:
Il bisogno di creare è ugualmente forte in ogni bambino. Bambina o bambino è l’immaginazione che conta, non l’abilità. Si può creare qualsiasi cosa venga in mente, nel modo in cui si vuole, che sia un letto, un camion, una casa per bambole o una navicella spaziale. A molti bambini piacciono le case per bambole, sono più umane delle navicelle spaziali. Molte Bambine preferiscono le navicelle spaziali, perché per loro sono più divertenti delle case per le bambole. La cosa più importante è mettere i giusti materiali nelle loro mani e lasciar loro creare ciò che desiderano.”

Questo è ciò che dovrebbe arrivare ai genitori.

Per quanto legati alla chiesa e chiusi di mente possano essere i miei, a 7 anni, le pistole non mancavano mai tra i miei giocattoli. Pistole, lego, cinture da cowboy, coltellini svizzeri, spade. Giocavo con il mio Cicciobello, poi mi arrampicavo sulle porte di casa, cacciavo il mio gatto e organizzavo scialuppe di salvataggio sul letto di camera mia. Quindi grazie mamma e grazie papà per avermi lasciato fare, almeno a 7 anni, quello che volevo.

le frasi del tipo “MA NON LO VEDI CHE QUESTO E’ ROSA? NON TE LO PUOI COMPRARE APPAPA’, QUESTO E’ DA FEMMINA, MUOVITI ANDIAMO, CHE TU SEI UN MASCHIO”

Lasciateli stare, per favore.

Treno guarda treno.. treno questo treno.

Prendo spesso il treno per andare dalla mia amata, potrei farlo in macchina, ci metterei meno tempo, ma gli euri scarseggiano.

Il viaggio dura più o meno un oretta e mezza, perchè a Bologna il treno rimane fermo circa 20 minuti, poi riparte. Non sapendo cosa fare, ho deciso di stilare un elenco di personaggi che ho incontrato in questo anno e mezzo.

  • La quasi religiosa: più di un’ora di telefonata. Penso Sud americana, fisico perfetto, capelli perfetti, un paio di leggings super attillati e magliettina. Supplicava la sua amica di Chiesa a mettere una buona parola per lei. Era Testimone di Geova, parlava di congregazione, era andata in piscina con un bikini (come tutte le ragazze del mondo?), una tipa l’aveva vista e aveva deciso di “fare la spia” alla congregazione, che l’aveva accusata di “tenere un comportamento poco decoroso”. Lei piangeva al telefono e ripeteva che quel pomeriggio mentre prendeva il sole studiava i suoi appunti per la chiesa, faceva caldo e aveva deciso di abbronzarsi un po’. Era avvilita, soprattutto perchè diceva che la sua fede non poteva essere messa in dubbio per essere andata in piscina in una giornata di sole. Aveva ragione.
  • bambine inquietanti: la bambina inquietante è quella che ha più o meno 8 anni, un po’ cicciottella, carina, occhi verdi e riccioli biondi, sorridente e persa nel paesaggio attorno a lei. Fino a qui tutto regolare, la psicolabilità della bambina inizia quando parte a contare non-si-sa-cosa a voce bassa bassa “unoduetrequattrocinqueseisetteottonovedieci…” “milleunomilleduemilletremillequattro..” .
  • Il musicista dimostratore: è uno dei personaggi più fastidiosi che si possano incontrare sul treno. Il musicista dimostratore è quello che in condizioni normali è capace di suonare uno strumento, decide però di dimostrarlo al mondo in momenti meno favorevoli ed in maniera abbastanza astratta. “air guitar, air drum, air bass” lui sa suonare tutto. Di solito ascolta musica Hard rock, Metal, Power Metal, rock anni 70, è il patito degli AC/DC e dei Led Zeppelin, lo capisci dallo zaino che porta, e dal titolo della traccia che compare dal suo smartphone agitato per aria. Perchè il musicista dimostratore deve dimostrare all’umanità che sa cosa vuol dire “andare a tempo”, lui conosce tutti i ritmi possibili di una batteria e riesce a simularli alla perfezione, conosce i momenti di assolo della chitarra, li simula impegnandosi, muove le dita, fa scorrere le mani lungo la tastiera immaginaria. Lui lo sa fare. Muove la testa di continuo a ritmo di musica, si scontra con te, ogni tanto ti chiede scusa, è una persona agitata.
  • I rapper: cappello, jeans e maglia larga. Si muovono in gruppo. Uno di loro ha lo smartphone collegato ad una mini cassa, fa partire le basi e gli altri fanno freestyle, di solito dicono cose grezze, però le dicono in rima. Fanno un gran casino.
  • I trasgressivi di sto cazzo: sono quelli che “sono fighi perchè non gliene frega un cazzo”, sono fighi perchè “se viene il controllore gli facciamo il culo”. Sono le classiche persone da Venerdì sera in treno. Sono le ore 21:30, occupano una carrozza, ci sono solo loro. Nessuna persona con del cervello non starebbe mai da sola in una cabina con della gente così. Uno fa il palo fuori e controlla che non arrivi nessuno, gli altri bevono, agitano bottiglie all’aria, fumano di continuo. Sono più o meno 6 ragazzi e due ragazze. Fumano e impuzzoliscono tutto. Hanno un gran da fare perchè devono sballarsi prima di arrivare nel locale in cui si devono “spaccare”.
  • i trasgressivi con dello stile: Pantaloni di pelle, corpetto, matitone nero attorno agli occhi, lenti a contatto bianche. Non c’è bisogno di chiedere, sono diretti al Decadence, noto locale molto tragressivo/fetish/trash del bolognese. Nonostante l’apparenza feroce, stanno tranquilli per i fatti loro, chiacchierano e non guardano male nessuno, rispondono molto tranquillamente ad un signore che ingenuamente chiede loro dove possano mai andare vestiti così.. “ad una festa in maschera al Decadence”.
  • il maniaco: il maniaco è il personaggio che decide di sedersi di fronte a te, nonostante ci siano altri 30 posti liberi. Giacca in pelle nera, vecchia, lunga, di quelle anni 90. Capello lungo e unto, colore grigio-nero-biondo, occhi azzurro ghiaccio, tiene in mano una valigetta vecchia e rovinata. Fissa, non ha paura, se per sbaglio lo guardi negli occhi, lui non si schioda da li e ha anche la faccia tosta di farti quei sorrisetti da viscidone.

Chat.

E’ giunta l’ora di dire al mondo che anche la sottoscritta, nei momenti bui della vita, ha frequentato le chat lesbiche. Ci andavo a tempo perso, fondamentalmente perchè iniziavo a capire di che pasta ero fatta, e non avevo il coraggio di espormi. Così accendevo il pc e facevo due chiacchiere con persone che forse erano un po’ come me. Passavo il tempo a scartare conversazioni, a segnalare i maniaci, a chiacchierare nella “chat pubblica”.

Cercavo persone normali, possibilmente sane dal punto di vista psicologico. No. Se speri di trovare una persona poco psicolabile in chat, le possibilità sono 1 su 1.000.000.000.

Ci conosciamo per caso, pensavo fosse l’ennesimo maniaco assassino. Parliamo del più e del meno, mi racconta che ha le ghiandole ingrossate e si va a fare le punture, parliamo di cavolate, sembra che ci stiamo divertendo.

Ad un certo punto mi chiede il numero. A me? Io che lascio il mio numero in chat?

..L’unica volta che avevo lasciato il mio facebook a una, come prova della mia femminilità reale, mi ero ritrovata con 3 amici in comune e volevo morire, per poi scoprire che questa (abitante di una regione diversa dalla mia) si era limonata di nascosto la morosa di una delle mie più care amiche. O.O

E io ero una povera pivella.

A: “senti io devo andare, mi lasci il tuo numero? mi sei simpatica, magari ci risentiamo”

B: “di solito non lascio il mio numero il chat, se vuoi ci risentiamo qui..”

A: “ma come facciamo?”

B: ” ti ho inserita tra i preferiti, quando ti connetti di scrivo”

A: “..almeno una foto ce l’hai?”

B: “Non ho voglia di mettere mie foto in rete, però se vuoi accendo la cam”

A: “ok”

… Questa più o meno era stata la conversazione tra me e lei, dopo minchiate scritte a caso, mi voleva vedere. Che vergogna. Che poi per me a 23 anni, fare di queste cose mi sembrava assurdo. Pensavo di trovarmi di fronte alla classica lella da chat: Crestone biondo, canotta, tatuaggi, grezzissima.

A: “Però non fare caso a come sono messa, ho i capelli che sembrano pasta al sugo, sono malata..”

… Accende la cam. Ero un mix di imbarazzo e curiosità. Altro che lella da chat. Era troppo carina. Sul divano, visino d’angelo e capelli lunghi lunghi. E tette giganti ma questa è un altra storia…

B: “Se vuoi ti lascio la mia mail” ( tra l’altro la mia mail personale, con nome e cognome)

Della serie “il numero non te lo do, però se vuoi ti lascio la mail e il codice fiscale”.

Da quel giorno non abbiamo smesso mai di sentirci, per fortuna non abita lontano da casa mia e ci vediamo ogni volta che vogliamo (lavoro e università permettendo).

Un po’ di cose che ho imparato sulle lesbiche.

Ogni tanto, a tempo perso, mi diletto a leggere alcuni articoli che si trovano in giro per il web, in merito ai luoghi comuni sulle lesbiche. Quando ancora ero in dubbio, quando ancora ero un etero molto confusa e infelice, leggevo questi articoli e iniziavo il mio viaggio interiore: “come si capisce se una è lesbica? Tutte le lesbiche giocano a calcio? Le lesbiche amano i gatti?”

Domande del cavolo a parte, pur sapendo fossero tutte cazzate, mi ci ritrovavo molto, e dopo quasi due anni di appartenenza al mondo “lello” posso finalmente avere un mio parere al riguardo.

Ecco cosa ho scoperto:

– l’80% delle calciatrici ama le donne (o dice di non amarle e le ama segretamente)

– se ad una serata gay non hai la rasata\cresta (bionda o rosso fluo che sia) non ti considera nessuno

– dopo un mese di storia, si pensa già a prendere casa insieme

– più che amore per i gatti, ho notato un grande amore per i cani

– le ex delle ex sono davvero parte integrante della coppia

– le ex della tua ragazza provano ad essere tue amiche o a conoscerti

– ogni tanto un ex si sveglia e decide di infiltrarsi nella vita altrui

– le etero confuse sembrano avere il gay-radar migliore del tuo

– il gay radar esiste davvero e funziona

– ho imparato a riconoscere anche le “lelle” più improbabili.

– odio dire lella, ma lo dicono tutte e mi ci sono abituata.

– le litigate tra donne sono qualcosa di devastante

– le poiane esistono davvero

– le pause portano solo a cose negative

– le serate lgbt sono un sacco divertenti anche se ti fa schifo la discoteca

– gli sport praticati sono sempre quelli più improbabili

– “se vuoi essere lesbica devi avere l’indipendenza economica” cit.

– un sacco di ragazze si conoscono in chat (esperienza personale)

– trovare una persona non psicolabile in chat è molto difficile

– le probabilità di trovare la donna della tua vita in biblioteca, sono molto scarse

– il ciclo si sincronizza davvero

– due donne con il ciclo possono seriamente uccidersi a morsi

– la sindrome premestruale esiste, è subdola e distrugge te e chi ti sta intorno

– “amore quella maglia non mi piace”.. “vaffanculo, io non ti piaccio mai, e non è giusto che tu sei più bella di me. Stasera non esco” .-.

– i tacchi? cosa sono i tacchi?

Ovviamente l’articolo va letto con il sorriso, PEACE&LOVE.

Halloween.

Le festicciole da giovani trasgressivi non fanno più per me. Però ero riuscita a creare una faccia da zombie fighissima.

Avrei voluto passare almeno 10 minuti del mio weekend con lei. E invece no, perchè abbiamo passato sabato e domenica a ripulire casa della mia amica. Modalità Cenerella no stop.

Io ho fatto il tuttofare di turno “accendi il fuoco, lava per terra, sposta questo, prendi quello, metti la tovaglia, pulisci li, portami qui, svegliatevi, apro la finestra”.

Odio. La prossima persona, che usa un imperativo con me, vince un mattarello in testa. Tutto perchè la mia amica ha deciso di slogarsi una caviglia nel bel mezzo della festa.

Almeno c’era anche lei con me.. Ad un certo punto le ho anche detto “paciughina del mio cuore”.

Questo il riassunto del mio weekend.