imbarazzo e balle di fieno che rotolano.

Sarà che non sono mai stata bravissima nel fare discorsi seri, sarà che sono un disastro, sarà che quando mi imbarazzo rido un sacco, ma l’altra sera è stata proprio penosa.

Penso di aver perso un amico.

Sono in vacanza con i miei, 10 giorni in famiglia, per far capire a mia mamma che le voglio bene lo stesso e che sono una brava persona. Decido di sacrificarmi nonostante la noia infinita e la solitudine.

Perchè finchè ero piccola e la vita era bella e graziosa, avevo un sacco di amici qui, nella terra natia di mio padre (mi sento leopardiana). poi gli impegni arrivano per tutti, c’è chi si trasferisce, chi lavora di continuo, chi si deve sposare, chi è fuori per studio, chi è sparito e non si sa dove sia.. insomma, non abbiamo più 13 anni, le cose cambiano anche qui.

Ogni volta che mettevo piede in questo buco di paese, per me iniziava l’estate: amori, amicizie, avventure. Avventure di ogni tipo: gare in bicicletta, mangiate al buio in un campo, storie di paura, tornei infiniti a nascondino, partite a calcio sotto al sole, film stretti stretti su un divano e un panino per uno.

Questa era la mia estate, uscivo di casa e non tornavo più, io la mia bellissima Graziella, i miei amici, e le colline della Campania.

Ero quella che veniva dal nord, quella che ogni anno scendeva, quella che parlava con un accento strano, quella che apparentemente non c’entrava niente. Aspettavo tutto l’anno quel giorno, la partenza, un lungo viaggio in macchina per arrivare in quel catorcio di casa in un paese di nemmeno 5 mila abitanti. Era bello, ero un po’ a casa, tanti amici, ci si voleva bene.

E io sono una cogliona.

Perchè decido di chiamare l’unico amico che mi rimaneva qui, uno di quelli che lavora di continuo e non si trova mai, e come una cogliona decido di fare coming out e dirglielo. 

Salgo in macchina e gli dico che “sono cambiate un sacco di cose rispetto a due anni fa”.. e gli faccio vedere i miei due piercing di cui vado un sacco fiera. Reagisce ridendo e dicendomi che faccio cagare con quei cosi in faccia. Mi era già sembrato abbastanza scompensato peri “i ferri”, non so come mi sia venuto in mente di proseguire con le “sorprese”.

Perchè sono cogliona.

So di esserlo, ogni volta che succedono cose di questo genere mi riprometto di ricordarmi che non devo avere così tanta fiducia nel genere umano, ma sono una romantica, vivo nel paese dell’amore e puntualmente ci rimango male. Perchè sono un’ingenua.

 Prendiamo uno spritz, mille chiacchiere, decidiamo di cambiare bar. Nel tragitto tra un bar e l’altro, decido di essere impavida e glielo dico “eh sai, ho la ragazza”.

  • Inchioda (stava guidando), mi chiede di passargli l’acqua.
  • beve un sorso d’acqua e mi guarda
  • mi chiede se lo sto prendendo per il culo
  • gli rispondo che sono seria
  • si mette a ridere e si illude che sia una presa per il culo
  • gli confermo che non lo prendo per il culo
  • mi dice che le lesbiche gli piacciono
  • mi dice che le lesbiche non sono come i gay (????)
  • mi dice che se si trova di fronte due uomini che si baciano o li picchia o se ne va
  • gli rispondo che se si baciano tra di loro non gli succede niente, e che non dovrebbe fregargliene un cazzo se due si baciano per i fatti loro
  • mi dice che andrà dal notaio a firmare che se diventa gay lo devono ammazzare

 

Ora. posso capire l’ignoranza, la non conoscenza di certe cose, la lontananza da certi concetti. Ma PERCHE’?

 

comunque.

Mi guarda e mi dice che non ha mai avuto amiche lesbiche. Poi ci fermiamo in macchina e inizio a riconoscerlo un po’ di più, mi chiede come faccio a nasconderlo a casa, mi dice che deve essere una situazione difficile da gestire e che bisogna ritrovarcisi per capirla.

ci beviamo una birra, gli offro una sigaretta e torniamo a casa. 

E DA QUEL GIORNO NEMMENO UN MESSAGGIO.

Sparito nel nulla, scomparso. 

Voglio sperare che sia per impegni di lavoro e non perchè sto con lei. 

Nonostante tutto, continuo ad aspettare la partenza per LU SALENTU. Solo io e lei e una pigna colada. Non ho mai bevuto una pigna colada ma fa figo e rende l’idea.

 

dodicenne dodici anni dopo.

Tra poco arriverà qui. Non vedo l’ora di saltarle addosso e riempirla di coccole. 

La prima volta era tutto così confuso.. Ci ho messo sei mesi quasi per salutarla con un bacio. Passavo ore in bagno a prepararmi, i capelli, il trucco, i denti, le vestite. 

Sorrido ripensandoci, perchè era tutto nuovo, era sempre la prima volta. La prima volta che stavo con una ragazza, la prima volta che davo la mano a una ragazza al cinema.. La prima volta che limonavo sulle panchine del parco come i dodicenni.  La prima volta che la portavo a casa mia in montagna, la prima volta sotto un piumone al freddo a fare l’amore, la prima volta che cucinavo per lei.

e fondamentalmente mi ci sento ancora una dodicenne, dodicenne dodici anni dopo. 

Oggi si faranno acquisti per le vacanze, poi via in Salento, io, lei, e la videocamera che ha deciso di comprare, si aggiungeranno gonfiabili di vario tipo (balene, delfini, orche, materassini..) più palette, rastrelli, secchielli, maschera, tubo, tavoletta e tutto quello che serve per una vacanza da dodicenne felice.

 

today i’m happy.