Due Donne e una D.I.E.T.A

SIAMO TORNATE INSIEME.

E io sono felice. Non ne potevo più di incomprensioni. Tentar non nuoce, e io con lei tenterei all’infinito. Evidentemente questo vale anche per lei (per fortuna), altrimenti risulterei solamente una di quelle povere ragazze che corrono dietro alla stronza che non la caga. In realtà ci corriamo dietro un po’ a vicenda, però il mondo è bello perchè è vario, e noi siamo belle perchè siamo da diagnosi e cura.

Il titolo del mio post di oggi è dedicato a lei: ALLA DIETA, alla SUA dieta.

Una donna a dieta è qualcosa di ingestibile, ho imparato anche questo. Come l’ho imparato? Così.

IO: “amore, comunque si vede un sacco che ti sei sgonfiata, guarda qua!!!” (seguono sorriso a mille milioni di denti e bacini vari)

LEI: “ah grazie.”(muso) “ADESSO MI DICI SECONDO QUALE PRINCIPIO MI HAI DETTO CHE MI SONO SGONFIATA E NON CHE SONO DIMAGRITA!”

IO: “amore, ma guarda che era un complimento.. hai iniziato la dieta da un mese, è poco, però guarda come ti sta bene quella maglietta, sei proprio bella”

LEI: “non mi dire certe cose che tu sei di parte, e questa maglia comunque me la mettevo anche prima. E poi mi stai dicendo che non sono dimagrita, ma che mi sono solo sgonfiata, quindi non mi dire che sono più bella perchè non è vero.”

…Decido per amore di supportarla in questa cosa, provando a seguire la sua dieta anche io…

I giorni passano e il sabato non arriva mai. Vogliamo la pizza, e che pizza?

LEI: ” Amore, possiamo mangiare una margherita, o al massimo una margherita con le verdure grigliate. Andiamo in una pizzeria che la faccia grande, e che sia buona. Ho aspettato questo momento per tutta la settimana, non deve deludermi.”

Quando arriva la pizza è sempre una cucciola. Sta li e aspetta il cameriere come se fosse Natale (per lei il giorno più bello dell’anno). Poi vede arrivare la pizza: la scruta, la studia, in un nanosecondo ha calcolato l’area della pizza, la circonferenza della crosta, i centimetri quadri di mozzarella sparsa e controlla che non ce ne sia troppa. Lei non lo sa ma segue un algoritmo preciso ogni volta. Potrebbe fare la ricercatrice della “pizza perfetta“: perfettamente tonda, non troppo alta, con non troppa crosta, con poco pomodoro in salsa e non in pezzi, con la giusta quantità di mozzarella, no olio d’oliva visibile.

 

La taglia, la guarda. ” e’ piccola, mi rimarrà la voglia per un’altra settimana” dice così, sempre. Puntualmente però, ogni volta che arriva a metà pizza, inizia a fare fatica, ogni morso è sempre più lento, più pesante. 

“sono proprio piena, mamma mia, ROTOLO!”

E’ cosi. Ma è bella soprattutto per questo.