Forever alone. Nel mondo.

Forever alone. Mi sento un pochino così.

Storia finita. Perchè? Forse l’ho trascurata davvero come dice lei, o forse ho trascurato me stessa per troppo tempo e non sono più in grado di prendermi cura di nessuno. Perchè è così, o no? 

Non so prestarmi attenzione, come posso soddisfare i bisogni di qualcun altro?

I DON’T KNOW. crisi mistica

Intanto, mentre passo interminabili giornate tra tirocinio in pronto soccorso ed esami universitari, nelle mie ore libere dormo. DORMO. E quando non dormo?

Giro in macchina, compongo un cd e guido. Vorrei guidare per ore e ore, ma fa caldo, l’aria condizionata è rotta, la macchina è in riserva perenne e non lavorando non posso permettermi di buttare benzina in quel “lavandino” di macchina che ho che è un 1.2 16 valvole.

Comunque, torno da tirocinio, dormo, e poi mi fumo una sigaretta in qualche posto al fresco. Esco più che altro di sera perchè la macchina non è un forno. 

Puntualmente mi spavento, perchè lascio il volume a palla e ogni volta che parte l’autoradio è un trauma. Abbasso il volume. scelgo la canzone che più mi ispira in quel momento. Oggi è stata “toxicity” dei SOAD.

Parte la canzone, e parto anche io. Rayban e posizione di guida sportiva, braccio fuori, faccia cattiva e guida prudente. 

Picchietto, dico parole a caso (perchè dalla terza media certe frasi le dico ancora a modo mio), alla faccia del diploma linguistico che mi ritrovo. 

Urlo, canto, mi sgolo, improvviso assoli di vari strumenti, tra cui batteria e chitarra. Mi fermo e faccio passare la vecchietta, infamo quello davanti che si butta e quello dietro che mi sta attaccato e mi fa venire l’ansia.

 

Cambio canzone “Still Waiting” dei Sum41. Ok, residuo delle medie anche questa canzone, pur non piacendomi i Sum, questa è bella. Canto, mi sgolo, muovo la testa. Sembro spastica.

L’immaginazione a questo punto parte, fisso il semaforo, guardo lo schifoso che si scaccola e penso a quella canzone di Nek  che era copiata pari pari a questa. Penso a Nek, penso a quando eravamo alla serata “karaoke” dalle sue amiche, quando avevo portato i microfoni dell’ Xbox e avevamo cantato una canzone di Nek. Penso alla canzone di Giò di Tonno e Lola Ponce, una delle poche in italiano per Xbox  “Colpo di fulmine”. Penso che nessuno l’ha mai voluta cantare insieme a me perchè faceva schifo a tutti “è perchè nessuno capisce la forza interiore dei duetti canori”. Penso a lei che mi guarda e fa finta di non conoscermi. Penso al suo sorriso e alla mia faccia da ebete innamorata e divertita.

Ok, basta pensare. Canto e guido, guido e canto, guido.

“domani smetto” articolo 31, seguito da “city of angels” dei Distillers. Penso che amo i Distillers e penso che amo Brody Dalle. Mi gaso, penso che un giorno le ruberò la chitarra e suonerò al posto suo. Penso che ormai è vecchia e i Distillers si sono sciolti, è pure ingrassata, Vabbè sono ingrassata anche io. Io e Brody siamo ingrassate. 

Penso di aver trovato un minimo di pace ed equilibrio interiore, e invece no. Parte “Impossible” la versione di James Arthur. Skippo e vado oltre (cit. Capa). Non posso deprimermi. NON POSSO.

Vaffanculo, si che posso.

Rimetto lo strazio, mi fermo in quel parcheggio, quello del primo bacio, mi accendo una sigaretta. Prima o poi imparerò a gestire qualcosa della mia vita.