tonti che non contano.

La rivedrò sabato, e me la spupazzerò come ogni settimana. Arriverà bene anche la mia laurea, così magari potrò pensare di spostarmi un pochino di più verso casa sua, o magari a metà strada, comunque più vicino che a un’ora e mezza di macchina..

chissà se le cose si sistemeranno. Nel senso che vorrei vivere un pochino di più “alla luce del sole“. Così la vita è vivibile, ma non come la vorrei. 

Ad aprile dell’anno scorso ci conosciamo, tempo due giorni e già metà delle persone che mi conoscevano sapevano che stavo messaggiando con lei. Mai avuta una storia con una ragazza, non sapevo nemmeno da dove cominciare. E poi tutto è venuto naturalmente, in una maniera così dolce e spontanea che non so nemmeno spiegare.

Anche a lei glielo chiedo sempre “ma perchè pensano che siamo sbagliate, come fanno a dirlo? guarda come siamo carine”. Perchè proprio non riesco a capire come fanno a vederci qualcosa di sbagliato.

I primi sono i miei genitori. Non penso che dirò mai di me a loro, se vorranno capirlo, lo capiranno da soli. E’ che sono troppo “responsabile” per causargli uno scompenso del genere. Non sono come loro, io non sono quel tipo di persona che vuol far cambiare idea agli altri. Perchè recare loro un tale danno? Come io devo essere libera di vivere la mia vita serenamente, anche loro lo sono. Però lasciatemi campare in pace.

E’ come quando ho deciso di non dire a mia mamma che fumavo, a casa mia questi sono motivi di scompenso, litigi, ansie, mesi e mesi di silenzio. 

Però cazzo. Invidio un sacco tutte le persone come me che hanno il “via libera” in casa. 

E un sacco di volte lei mi richiama all’ordine, perchè fosse per me, andrei in giro mano nella mano, saltellando e riempiendola di bacini e frasi smielose e cuoricini da paese dell’amore.

L’altra sera si parlava di una ragazza che da “lella convinta” ha iniziato una relazione con un ragazzo, quello che ho notato al tavolo è stato un velo di infinita tristezza, quasi invidia per lei che finalmente poteva andarsene in giro a fare quello che fanno tutte le coppiette del mondo, senza dover guardarsi intorno di continuo.

E sti cazzi. Perchè la cosa è davvero triste. Queste sono persone dichiarate che non dovrebbero avere problemi, e invece è uguale lo stesso. E quindi? Quindi penso che se fossimo state in un qualunque altro stato, la reazione sarebbe stata diversa.

E’ amore, non dovremmo stare qui a pensare a chissà cosa. o no?

“Due cuori e una capanna”

Weekend lungo insieme a lei. Le ho organizzato qualcosa di carino per il suo compleanno. In realtà per due compleanni: quello dell’anno scorso (visto che per colpa mia era andato malissimo) e quello di quest anno. 

Due biglietti per mirabilandia e un ciondolo. Non l’ho mai vista tanto felice come in questi giorni. Era una bambina. 

E poi è bella, bella come non lo è nessun’ altra. Mi piace guardarla, mi piace osservarla quando non mi guarda, quando è presa dalle sue cose, quando è euforica per qualcosa.

Mi perdo respirando il suo profumo, con il mio viso tra i suoi capelli, appoggiata alla sua spalla, la ritrovo in quella delicatezza che solo lei ha.

Amo addormentarmi stretta a lei, sentire il suo respiro che cambia, amo stringerla piano prima di dormire e ritrovarci a fare l’amore. Amo quando nel cuore della notte cerca la mia mano e mi stringe, quando mi accarezza piano perchè pensa che stia dormendo. Amo sussurrarle “buongiorno amore mio“. Amo vederla felice insieme a me.

 

Per favore mi daresti il tuo indirizzo ho una lettera d’amore
Per favore mica me lo fai un sorriso che ci scrivo una canzone
Per favore mi diresti che ore sono così sento la tua voce
Per favore mi daresti un pò la mano sai com’è oramai è sera e qui c’è poca luce

Due Donne e una D.I.E.T.A

SIAMO TORNATE INSIEME.

E io sono felice. Non ne potevo più di incomprensioni. Tentar non nuoce, e io con lei tenterei all’infinito. Evidentemente questo vale anche per lei (per fortuna), altrimenti risulterei solamente una di quelle povere ragazze che corrono dietro alla stronza che non la caga. In realtà ci corriamo dietro un po’ a vicenda, però il mondo è bello perchè è vario, e noi siamo belle perchè siamo da diagnosi e cura.

Il titolo del mio post di oggi è dedicato a lei: ALLA DIETA, alla SUA dieta.

Una donna a dieta è qualcosa di ingestibile, ho imparato anche questo. Come l’ho imparato? Così.

IO: “amore, comunque si vede un sacco che ti sei sgonfiata, guarda qua!!!” (seguono sorriso a mille milioni di denti e bacini vari)

LEI: “ah grazie.”(muso) “ADESSO MI DICI SECONDO QUALE PRINCIPIO MI HAI DETTO CHE MI SONO SGONFIATA E NON CHE SONO DIMAGRITA!”

IO: “amore, ma guarda che era un complimento.. hai iniziato la dieta da un mese, è poco, però guarda come ti sta bene quella maglietta, sei proprio bella”

LEI: “non mi dire certe cose che tu sei di parte, e questa maglia comunque me la mettevo anche prima. E poi mi stai dicendo che non sono dimagrita, ma che mi sono solo sgonfiata, quindi non mi dire che sono più bella perchè non è vero.”

…Decido per amore di supportarla in questa cosa, provando a seguire la sua dieta anche io…

I giorni passano e il sabato non arriva mai. Vogliamo la pizza, e che pizza?

LEI: ” Amore, possiamo mangiare una margherita, o al massimo una margherita con le verdure grigliate. Andiamo in una pizzeria che la faccia grande, e che sia buona. Ho aspettato questo momento per tutta la settimana, non deve deludermi.”

Quando arriva la pizza è sempre una cucciola. Sta li e aspetta il cameriere come se fosse Natale (per lei il giorno più bello dell’anno). Poi vede arrivare la pizza: la scruta, la studia, in un nanosecondo ha calcolato l’area della pizza, la circonferenza della crosta, i centimetri quadri di mozzarella sparsa e controlla che non ce ne sia troppa. Lei non lo sa ma segue un algoritmo preciso ogni volta. Potrebbe fare la ricercatrice della “pizza perfetta“: perfettamente tonda, non troppo alta, con non troppa crosta, con poco pomodoro in salsa e non in pezzi, con la giusta quantità di mozzarella, no olio d’oliva visibile.

 

La taglia, la guarda. ” e’ piccola, mi rimarrà la voglia per un’altra settimana” dice così, sempre. Puntualmente però, ogni volta che arriva a metà pizza, inizia a fare fatica, ogni morso è sempre più lento, più pesante. 

“sono proprio piena, mamma mia, ROTOLO!”

E’ cosi. Ma è bella soprattutto per questo.

 

Forever alone. Nel mondo.

Forever alone. Mi sento un pochino così.

Storia finita. Perchè? Forse l’ho trascurata davvero come dice lei, o forse ho trascurato me stessa per troppo tempo e non sono più in grado di prendermi cura di nessuno. Perchè è così, o no? 

Non so prestarmi attenzione, come posso soddisfare i bisogni di qualcun altro?

I DON’T KNOW. crisi mistica

Intanto, mentre passo interminabili giornate tra tirocinio in pronto soccorso ed esami universitari, nelle mie ore libere dormo. DORMO. E quando non dormo?

Giro in macchina, compongo un cd e guido. Vorrei guidare per ore e ore, ma fa caldo, l’aria condizionata è rotta, la macchina è in riserva perenne e non lavorando non posso permettermi di buttare benzina in quel “lavandino” di macchina che ho che è un 1.2 16 valvole.

Comunque, torno da tirocinio, dormo, e poi mi fumo una sigaretta in qualche posto al fresco. Esco più che altro di sera perchè la macchina non è un forno. 

Puntualmente mi spavento, perchè lascio il volume a palla e ogni volta che parte l’autoradio è un trauma. Abbasso il volume. scelgo la canzone che più mi ispira in quel momento. Oggi è stata “toxicity” dei SOAD.

Parte la canzone, e parto anche io. Rayban e posizione di guida sportiva, braccio fuori, faccia cattiva e guida prudente. 

Picchietto, dico parole a caso (perchè dalla terza media certe frasi le dico ancora a modo mio), alla faccia del diploma linguistico che mi ritrovo. 

Urlo, canto, mi sgolo, improvviso assoli di vari strumenti, tra cui batteria e chitarra. Mi fermo e faccio passare la vecchietta, infamo quello davanti che si butta e quello dietro che mi sta attaccato e mi fa venire l’ansia.

 

Cambio canzone “Still Waiting” dei Sum41. Ok, residuo delle medie anche questa canzone, pur non piacendomi i Sum, questa è bella. Canto, mi sgolo, muovo la testa. Sembro spastica.

L’immaginazione a questo punto parte, fisso il semaforo, guardo lo schifoso che si scaccola e penso a quella canzone di Nek  che era copiata pari pari a questa. Penso a Nek, penso a quando eravamo alla serata “karaoke” dalle sue amiche, quando avevo portato i microfoni dell’ Xbox e avevamo cantato una canzone di Nek. Penso alla canzone di Giò di Tonno e Lola Ponce, una delle poche in italiano per Xbox  “Colpo di fulmine”. Penso che nessuno l’ha mai voluta cantare insieme a me perchè faceva schifo a tutti “è perchè nessuno capisce la forza interiore dei duetti canori”. Penso a lei che mi guarda e fa finta di non conoscermi. Penso al suo sorriso e alla mia faccia da ebete innamorata e divertita.

Ok, basta pensare. Canto e guido, guido e canto, guido.

“domani smetto” articolo 31, seguito da “city of angels” dei Distillers. Penso che amo i Distillers e penso che amo Brody Dalle. Mi gaso, penso che un giorno le ruberò la chitarra e suonerò al posto suo. Penso che ormai è vecchia e i Distillers si sono sciolti, è pure ingrassata, Vabbè sono ingrassata anche io. Io e Brody siamo ingrassate. 

Penso di aver trovato un minimo di pace ed equilibrio interiore, e invece no. Parte “Impossible” la versione di James Arthur. Skippo e vado oltre (cit. Capa). Non posso deprimermi. NON POSSO.

Vaffanculo, si che posso.

Rimetto lo strazio, mi fermo in quel parcheggio, quello del primo bacio, mi accendo una sigaretta. Prima o poi imparerò a gestire qualcosa della mia vita.

 

 

l’ennesimo post triste.

Sottofondo musicale: “Pieces” dei Sum 41.

Erano tipo 3 anni che non ascoltavo questa canzone.

Oggi mi hanno detto: “fai schifo, mi fai schifo come persona, ti devi vergognare..” e altre cose del genere.

L’anno scorso pensavo di poter spaccare il mondo. Ero piena di energia, piena di positività. Non me ne fregava niente di mia madre che non capiva il mio amore per lei, dei miei amici che mi guardavano un po’ scettici, non me ne fregava niente dei miei esami universitari dati all’ultimo. Tutto quello che volevo era viverla e respirare il suo profumo ogni minuto. Innamorata. Come quando ti innamori per la prima volta, con le farfalle nello stomaco e la faccia da rincoglionita.

il primo appuntamento era stato piuttosto imbarazzante, lei bellissima, io impacciata come poche. Per la prima volta in 23 anni non sapevo cosa dire, avevo deciso di non dire niente. Scena muta per 4 ore circa, poi mi ha preso la mano.

Ed era lei quella con cui volevo stare. Quella che voleva stare con me nonostante la mia goffaggine, nonostante il mio silenzio imbarazzato. Quella che mi ha preso la mano senza dire niente e me l’ha tenuta stretta a se.

La prima volta che le ho provato a dire “ti amo” non potevo farcela, non sapevo come fare, le avevo detto che dovevo dirle una cosa, e con la sua solita curiosità si era messa a riempirmi di domande. Le ho detto “gente che forse ti ama ma non lo sa“. Mi era uscito così. E lei mi ha stretta forte, piangeva come una bambina e tremava come una foglia. Eravamo solo noi due.

E poi? Poi questo passa, e rimane il ricordo di ciò che c’era e probabilmente non tornerà.

Perchè per me amare è abbracciarsi quando tutto fa schifo e dimenticarsi del resto, amare è tenersi la mano mentre si è in macchina insieme, è abbracciarsi tra la folla e isolarsi dal resto del mondo. Amare è capirsi anche se non ci sono parole, è guardarsi negli occhi e trovare la rassicurazione che serve. L’amore è semplice. Le persone lo rendono complicato.

Ogni litigio deve trasformarsi in cose in cui io manco, parole che non dico, dimostrazioni che dovrebbero esserci da parte mia e non ci sono.

E ogni volta perdo fiducia nell’amore.

I tried to be perfect
But nothing was worth it
I don’t believe it makes me real
I’d thought it’d be easy
But no on believes me
I meant all the things that I said

 

 

Dovrò trovare la persona giusta? non lo so.

Ma come si fa a stare con una persona che non comprende la parte più intima e pura di te? Sono abbastanza stanca di sentirmi perennemente inadeguata, come se fossi incapace di amare.

L’Amore è semplice, è la felicità che è difficile.