La mia vita insieme a te.

La mia vita insieme a lei è iniziata all’improvviso.

Era in vacanza e continuava a dirmi “io non me ne vado più”. L’ho accompagnata in Aeroporto, per la prima volta felice perchè è stato un “ci rivediamo tra 5 giorni”.

Ero preoccupata, un po’ troppo negativa come al solito. E non smetterò mai di dire quanto io sia fiera di lei, della sua forza di volontà, del suo modo che ha di sorridere anche quando le cose sembrano impossibili da raggiungere.

Ero seduta sul letto la sera che la Vale ha chiamato lo chef del ristorante. Lei passeggiava compulsivamente per la mia  nostra stanza. Era ansiosa, era il suo forse primo posto di lavoro in Inghilterra. Non so come descriverla. Seduta sullo sgabello del mio pianoforte, con il telefono in mano e il suo block notes.

L’ho accompagnata per il colloquio. Ero fuori ad aspettarla e mi dice “amore, rimango qui inizio adesso”.

Ha iniziato solo pochi giorni fa, doveva lavare i piatti e basta, e invece sembra che il suo posto sarà in cucina a cucinare con lo chef.

Oggi ha fatto il doppio turno, sono corsa a salutarla nell’ora di pausa che aveva.

Io proprio non so come dirglielo quanto io sia fiera di lei. Non sono mai stata così felice per nessuno.

La mattina prende il suo zainetto ed esce di casa da sola. E io penso solo che vorrei essere con lei ogni secondo per proteggerla da qualunque cosa. Lei che l’inglese non lo sa, eppure prova a farsi capire, lei che ha una forza di volontà che io non ho mai visto.

Vorrei proteggerti dal tempo che passa, dalle persone che ti tagliano la strada all’improvviso sul marciapiede, vorrei proteggerti dalle delusioni, dalla tristezza, vorrei proteggerti dal freddo e da chi ti dice che non vali niente.

Sei la persona più coraggiosa che io abbia mai visto. E ti amo.

 

 

Momenti Positivi!

E niente, ho trovato una casa fiChissima. Non si trova in centro a Brighton ma è in una zona più tranquilla, tipo casa enorme su mille piani con camere enormi e vicini di casa per bene che portano i figli a scuola.

I negozi sono un po’ lontani, ma qui in UK la spesa si fa su internet. 😀

E sono troppo carica, soprattutto per i soldi che dovremo spendere per arredare la casa.

Vivevo in una casa brutta con altre 4 persone. Ora siamo in 3 in una casa strafiChissima a 5 minuti dal mare. ADORO.

ps. Domani torno in Italia in ferie.

Poco incline al cambiamento.

Più il tempo passa e più io divento una smidollata di merda.

Ho litigato con il mio coinquilino, di nuovo. Perchè tutti mi dicono di ignorarlo, ma io quelli che parlano senza sapere cosa stanno dicendo non li sopporto.

Ho deciso di trasferirmi un pomeriggio, mentre giocavamo a palla in un parco, e il coinquilino di merda ha deciso di marcare solo me, spintonarmi ecc ecc. che voglio poi dire, facile fare così con la brocca di turno. Tutto perchè lui stava perdendo per la seconda volta di seguito. eravamo 7 amici in un parco, non eravamo al campionato di calcetto della vita. Insomma, lui a 36 anni piangeva e urlava “quello era goal” come i bambini di 4.

Vivere qui è troppo anche per me, sembra di essere in una comune. Nessuno passa mai l’aspirapolvere, nessuno mette mai a posto nulla, i piatti sporchi rimangono sporchi per non si sa quanto. Il bagno l’hanno pulito per la prima volta, dopo 3 mesi dall’arrivo del nuovo coinquilino, ieri.

Oggi in 3 sono venuti a vedere la mia bellissima camera, e sono tutti felici di metterci il culo dentro.

Io non so cosa voglio fare.

Ho sempre paura del cambiamento, ho l’ansia di spendere troppo per l’affitto, che magari non ne vale la pena avere la casa più figa. E boh.

Gli altri miei coinquilini sono arrabbiati con me perchè pensano che li stia lasciando nella merda. Io ho solo voglia di vivere in un posto in cui non devo litigare con altre 4 persone per decidere i turni delle pulizie.

#AIUTO.

Gay Pride #MAIUNAGIOIA

E niente. 5-6-7 di Agosto, gay pride di Brighton, roba da fighi. Roba che c’era tutto il regno unito a festeggiare.

Io no. Io avevo 3 turni di notte, ovviamente 5, 6 e 7 di Agosto.

Non ho bisogno di scrivere nulla, che tanto lo so che comprendete il mio stato d’animo.

 

Mancanza di casa.

Sono giorni difficili qui a Brighton, si avvicina la fine del contratto dell’affitto, abbiamo un coinquilino nuovo in subaffitto e io mi cago sotto.

L’Inghilterra non è l’Italia (per fortuna), e qui chi si prende una casa in affitto ha di base 4 diritti e mille doveri, uno a caso è NON SUBAFFITTARE.

Della serie che entra la polizia in casa e ti sbatte fuori. Punto.

Questo mio malessere causa una miriade di situazioni scomode in casa, e secondo me mi odiano tutti.

Questi sono i giorni in cui avrei bisogno dei miei amici veri, che non sono qui con me. E forse avrei bisogno anche di un abbraccio della mamma, che pur per quanto complicata sia la nostra relazione, è pur sempre mia madre.

Ho comprato un pianoforte, e lo sto suonando 4-5 ore al giorno.

Andarsene implica fare i conti con il proprio cervello, e quando dicono che scappare non risolve nulla, hanno ragione.

Fondamentalmente non sono mai scappata, ho solo accettato una proposta di lavoro e un contratto con i contro cazzi che “al mio paese” me lo sognavo.

Mi manca la mia ragazza. Lei vuole trasferirsi qui e appena sistema le sue cose in Italia, con il tempo dovuto, probabilmente verrà qui. Allora, forse, riuscirò a riavere quel senso di “casa” che un po’ mi manca.

 

giphy

Ruote che girano. Sempre e comunque.

Mentre penso al titolo da dare al post di oggi, ascolto “Try” ma non l’originale di Pink, perchè a me piacciono di più le cover, soprattutto quelle di Nicole Cross.

E niente, è proprio vero che quando va tutto bene, la voglia di scrivere ti passa, quasi te ne dimentichi.

E come ad un anno esatto dal terremoto in Emilia, per chi non lo sapesse ci fu il bum di attacchi di panico al pronto soccorso, eccomi qui, un anno dopo la “tragedia” della mia vita.

Definirla “tragedia” poi è troppo. Diciamo che luglio 2015 è stato il periodo dell’inculata epica.

Depressione, lacrime, pianti e crisi respiratorie nel bel mezzo della notte. Questo è stato l’inizio.

La fine è stata: amici, vita nuova, Inghilterra, un nuovo amore e la mia avventura da deficiente un po’ solitaria.

Ad un anno da quella volta, nemmeno mi ricordo più che voce abbia, l’impressione è di aver sprecato 2 anni della mia vita con qualcuno che alla fine è stato inutile. La cosa triste è che probabilmente quel poverino del mio Ex pensa esattamente le stesse cose di me, mentre io quando penso a lui sono del tipo “era tanto carino con me, siamo cresciuti insieme, ma a me piacevano le donne”. #Ruotechegirano

Che poi, io ho continuamente l’ansia di essere come lei. La sua copia esatta. Ho paura che se mai dovesse finire con La Vale, sarà di sicuro per colpa mia e per le mie insicurezze di merda, e per una marea di cose che avrei potuto fare e non ho fatto. E mi sentirò una merda, perchè sarò tutto quello che ho sempre voluto non essere.

Il fatto è che ho bisogno di stabilità, e sono la prima ad essere instabile. E questa cosa che non si sa quando e come La Vale si trasferirà qui, mi destabilizza. E se va male? E se non ci sopportiamo? E se non trova da lavorare? E se l’inglese sarà un problema per lei?

Lei non se ne preoccupa, dice che le basta stare con me. Io me ne preoccupo invece. Io sono la realista drammatica, lei è la sognatrice. E Lei è sempre quella che in me ci vede molto di più di quello che ci vedo io.  Lei mi vede per la splendida persona che non sono, sono piena di paure e lei fa finta di niente. Ho paura che si annulli, come ho fatto io in passato.

Basta che non divento bipolare. Ancora non piango a caso ogni 5 minuti, e non ho i crolli nervosi se qualcuno mi dice cose del tipo “guarda che stasera andiamo a mangiare la pizza con i miei amici e la prendiamo al metro”.

 

 

 

.Off topic: A proposito di cover. Ci metto la faccia una volta per tutte pure io (per chi non segue il mio profilo twitter).

Questo è il mio passatempo qui a Brighton con la mia amica Spanish. Se volete iscrivetevi al canale che ci fa piacere. ps. Io sono quella che suona con la faccia da culo.

 

 

 

 

 

 

La sfiga dell’universo.

Leopardi non era un cazzo in confronto a me.

2009: anno della mia maturità. Le scuole superiori iniziarono con i migliori propositi: il linguistico mi avrebbe offerto una marea di possibilità lavorative, soprattutto quella scuola, conosciuta per l’ottima preparazione linguistica e il successivo posto di lavoro. “ti chiamano a casa” dicevano. Ed era vero. Una volta. Poi? Moratti, Gelmini, la caduta del governo, Berlusconi, la caduta del governo. LA CRISI.

Che culo.

Guerra in Libia, disastri nucleari, terremoto in Emilia, alluvione in Emilia. Disoccupazione.

Poi Università. I MIEI ANNI MIGLIORI.

Tiro fuori le palle e un po’ di incoscienza, triste come poche, finalmente parto per Brighton.

Mesi perfetti. Lavorativamente parlando divento l’infermiera più felice del mondo: soldi, bravi colleghi, soddisfazioni personali, ambiente multiculturale.

Poi? Poi i cazzi. Troppo bello per essere vero. BREXIT.

Le sciagure are following me. E vorrei disperarmi e prendermela tanto con quell’essere spregevole che devo essere stata nella mia vita passata, perchè io altrimenti non me lo spiego. #MAIUNAGIOIA

 

 

L’Amore dopo il DDL CIRINNA’

OK, sono in ritardo. Ok non scrivo sul blog da mesi forse.

MA lasciatemi esprimere la mia GIOIA.

Cosa c’era per me prima del Ddl Cirinnà? NULLA DI CERTO. Nulla. E adesso? Adesso c’è uno spiraglio di luce.

Sono talmente tanto gasata per questa cosa, che non faccio altro che andare ad amoreggiare in giro.

Per esempio:

la mia ragazza mi viene a prendere a Milano Malpensa. Ci fermiamo in autogrill (1. perchè amo perdere tempo in autogrill, 2.perchè La Vale deve ordinarsi il suo macchiato freddo).

Cosa Succede?

Succede che ordino il caffè mentre l’abbraccio, la tengo per mano, la sbaciucchio e mi comporto da morosa appiccicosa quale io sono.

CHISSENEFREGA se la barista mi guarda male. CHISSENEFREGA PROPRIO.

SIAMO DIVENTATE LEGALI.

 

 

Estate in Uk.

Domenica super estiva in quel di Brighton.

Sarò impopolare, ma GRAZIE BUCO DELL’OZONO. GRAZIE DAVVERO.

La situazione climatica incide non poco sulla condizione psicologica degli inglesi (e pure sulla mia), ed essendo infermiera, ed avendo accesso alle cartelle cliniche dei pazienti, posso dire che un buon 80% degli abitanti della cara Inghilterra soffre o ha sofferto di depressione o ansia.

Colpa del clima. Perchè vivere in queste condizioni scompensa.

MA ultimamente il sole splende, e anche quando piove, posso uscire in felpa perchè la temperatura lo permette.

Domenica scorsa c’erano una cosa come 24 gradi, forse di più, e mi sembrava di essere a Miami.

Questa era la situazione in giro.IMG-20160509-WA0000

E non si nota da qui, ma davvero non si camminava dalla folla di gente.

Livello di felicità: 100000.

Il clima qui è come una ragazza in perenne sindrome premestruale: esci di casa e splende il sole, arrivi al mare e nevica. E pensi “macheccazz, non ho nemmeno la giacca pesante” e mentre torni a casa sconsolata, con l’ansia della broncopolmonite, ecco che torna il sole.

Ma domenica scorsa, sole tutto il giorno: mare, birra, pantaloncini, occhiali da sole e a lot of friends.

E tamarri, migliaia di tamarri. Altro che Jersey Shore. Amo questa città.

Back home pt2

Sono tornata a casa per 10 giorni di ferie. Riassunto: UNA MERDA.

Dovevo festeggiare il compleanno col mondo, alla fine nessuno aveva tempo, quindi ciccia al culo e tanti auguri per i miei 26 anni.

Chi doveva esserci c’era, e questo è l’importante.

Problema famiglia:

Pur abitando a Brighton, mia madre mi fa sentire in colpa. I problemi sono che non mi faccio mai sentire, che quando torno in Italia a casa non ci sto mai, che non sa quello che faccio..

Ma io non posso sopportare ancora momenti del genere, del tipo che torno a casa e trovo mia mamma che fissa il muro come se non esistesse più una speranza per nessuno.

E sono stata davvero a tanto così dal dirglielo. Il problema è che non so se è meglio o peggio.

Ieri mi ha chiamata dicendomi “ah ma te sparisci proprio” “Mamma, sono tornata a Brighton due giorni fa, ti ho scritto, cosa ti dovevo dire?” “TU ERI IN ITALIAA NON A CASAAA CHI TI HA VISTAAA?” piangendo e urlando. Poi mi ha sbattuto il telefono in faccia, ho richiamato e non ha risposto.

Vorrei solo vivere la mia vita tranquilla, senza mal di stomaco, senza ansia ogni volta che devo pensare a casa mia.

E voglio bene a mia mamma, ma lei non lo capisce. A 26 anni continuo a scrivere quello che scrivevo a 16: io ho bisogno dei miei spazi.